mercoledì 20 Maggio 2026

In attesa dell’inflazione sui prodotti al consumo il mercato ad agosto cresce. Faticano i grandi formati e quelli di vicinato

Quest'anno tenere sotto controllo le vendite è più importante che in passato. A seconda dei punti di vista si passa dalla totale tensione ed insoddisfazione alla moderata euforia. Chi lavora dentro la GDO non sta vivendo un bel periodo: sebbene il mercato cresca la maggior parte dei gruppi sono in difficoltà nella controcifra con l'anno passato (nelle righe sotto ampia disamina); alcuni formati crescono con decisione ed altri calano vistosamente sul 2020. La "stella polare" rimane il 2019 ma anche con quel confronto non è talvolta positivo il riscontro, se si considera l'inflazione. E proprio l'inflazione e l'aumento dei prezzi è il tema che rende tesa l'industria. Le vendite dell'industria sono in crescita, la ripartenza del canale out-of-home, l'entusiasmo estivo per una stagione che, se limitata ai tre mesi estivi, è andata bene danno parziale soddisfazione al mondo della produzione che, però, si trova con rincari generalizzati e listini da dover aggiornare. Come si diceva, in ogni caso, grazie al buon andamento dei punti vendita nelle zone turistiche e all'ottimo andamento dei consumi che non accennano a diminuire, il mese di agosto è stato molto positivo per le vendite della grande distribuzione. Sul carrello è già apparsa, seppur timidamente, una tendenza inflattiva che renderà l'autunno caldissimo per un generale rialzo di tutte le materie prime che sta già mettendo in crisi tutto il mondo e quindi anche la grande distribuzione italiana. Vediamo quindi la fotografia elle vendite di agosto, ricordando che i dati sono di IRI, società leader nel mondo big data a livello internazionale, e che quotidianamente registra tutte le vendite della GDO rendendo il lavoro e le strategie dell'industria di produzione decisamente più profittevoli. E' bene, infatti, tenere presente che la GDO deve operare scelte sulla base dei numeri, delle risultanze dei loro scaffali (oltre all'esame delle tendenze), per tale ragione tutti i fornitori hanno il dovere professionale di acquistare e studiare i dati delle vendite per migliorare la propria relazione con il buyer.

Veniamo ai numeri: il mercato, nelle vendite a valore, ha un trend positivo rispetto al 2020. Parliamo del largo consumo confezionato – dal quale mancano ad esempio i freschissimi – di tutti i formati distributivi. Vendite che, dati alla mano presentano

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