Coop Sicilia: Radenza esce da Crai e diventa masterfranchisee di Coop?

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Cosa succede alle Coop in Sicilia? In un nostro articolo di qualche giorno fa abbiamo scritto dell’acquisizione dei punti di vendita da parte del gruppo della famiglia Radenza, e del passaggio in CRAI dei punti di vendita Coop.

I rumors secondo cui non è questa la realtà dei fatti però si susseguono, e secondo diverse voci convergenti lo stato dell’essere sarebbe molto differente. Facciamo qualche passaggio indietro.

In un nostro editoriale, esattamente un mese fa, parlando dell’argomento scrivemmo “in Sicilia il tema è estremamente più complesso per diverse ragioni: la prima è che a vendere non è uno straniero che intende abbandonare l’Italia ma una società italiana, Coop, che eticamente ha diverse missioni da realizzare, e quella del rispetto dei dipendenti è sicuramente una. La seconda è che si parla di mettere a rischio 900 lavoratori nella regione con il tasso di disoccupazione più alto d’Europa. La terza ragione è che Coop, in ragione della prima, nel prendere tempo approfitta di valutare con calma come realizzare l’operazione, perchè prima di vendere sarebbe auspicabile provare a trovare un master franchisee.”

Ed ancora: “E proprio qui sta il problema: la partnership. Chi potrebbe essere oggi il partner di Coop? La nebbia si fa più insistente, e bisogna iniziare a seguire un po’ l’intuito ed un po’ la logica dei fatti. Sicuramente non sarebbero le due insegne che si stanno contendendo la leadership nell’isola: Conad e Decò. Quindi rimarrebbero due o forse tre aziende. Escludendo Giuseppe Sammaritano di Sisa Sicilia che, per vocazione, non è propenso ad immergersi in un simile business con problematiche che non ama per nulla (negozi diretti di grandi dimensioni, acquisizioni complicate, etc) rimangono due attori che potrebbero, in teoria, essere interessati: New FDM Crai ed Ergon Despar. Il secondo è molto legato al marchio Despar ed a Pippo Cannillo suo Presidente, ed a prescindere da ciò non è ipotizzabile un suo interessamento. L’azienda ha fatto, e sta facendo, grossi sacrifici per uscire dall’esperienza del Consorzio SD, è un’azienda seria ed in quanto tale non andrebbe ad immergersi in una situazione così complicata. New FDM è un’azienda sana, che è sicuramente in crescita ma aspirare ad essere Coop in Sicilia con negozi di oltre 8 mila metri quadrati, quando la sua metratura media attuale è di 420 metri quadrati è surreale, sarebbe un salto nel vuoto che non si sa quanto Coop possa valutare con favore (sempre tenendo conto della preoccupazione per la tenuta occupazionale e per non ripetere gli errori dei concorrenti citati).”

Era una teoria, ma sembra che non siamo andati così lontani dalla verità. Secondo le voci di mercato, infatti, Coop starebbe provando esattamente a salvaguardare i dipendenti ed allo stesso tempo mantenere la sua quota di mercato nell’isola. L’interlocutore individuato è, ora lo sappiamo, New FDM Spa.

Quello che non si sa è a che punto è la trattativa: si è scritto che i punti di vendita sono stati acquisiti ma qualcuno sul mercato, soprattutto chi ha a cuore la sorte dei dipendenti, esclude l’avvenuto closing, perché le parti sociali devono ancora essere coinvolte. Quindi non è contratto, ma sembra sia una trattativa a livello molto avanzato.

Sottolineiamo che quelle che stiamo scrivendo sono solo voci di mercato, facilissime da smentire dagli attori della vicenda, ma l’argomento in termini di informazione è davvero interessante perché gli scenari sono diversi e decisamente distinti uno dall’altro.

Una cosa è che la famiglia Radenza, titolari della New FDM Spa, acquisisca i negozi da Coop Alleanza 3.0, un’altra è che diventi “masterfranchisee” di Coop.

Se fosse questo secondo caso quello vicino alla realtà è probabile (sono nostre supposizioni basate sulla consapevolezza dell’attenzione di Coop a queste tematiche) che Coop Alleanza 3.0 arrivi ad un accordo che sicuramente terrebbe in debito conto la salvaguardia del livello occupazionale, ma il costo di questa strategia chi se lo addosserebbe? New FDM? Appare improbabile che un imprenditore che sa benissimo cosa significa “fare retail” come Radenza, non comprenda il rischio economico della situazione in gioco. Coop Alleanza 3.0, d’altro canto, è sicuramente libera di arrivare ad un accordo in cui si potrebbe fare carico di eventuali perdite, o di una parte di esse, ma per quanto tempo?

Di certo è un matrimonio che appare delicato se finalizzato i questi termini (e non di acquisizione), realizzato da due attori molto distanti tra loro per cultura e mentalità imprenditoriale. Radenza ha fatto benissimo in questi anni, è cresciuto moltissimo ed ha molti meriti nell’essere riuscito ad emergere in un territorio così difficile, con una competizione con i discount estremamente complicata. Ma la sua forza è stata determinata dall’eccellente gestione dei micro-territori, dalla scelta delle posizioni, delle dimensioni dei negozi e dalla gestione degli affiliati, tutte caratteristiche che non sposano l’eredità che prenderebbe in dote da Coop.

Una cosa è ereditare i supermercati sino a 2.000 metri quadrati (vedi i 24 simply), un’altra è ereditare strutture complesse e, purtroppo, improduttive come ipermercati di grandissime dimensioni.

Un accordo di masterfranchisee, se fosse questo quello che è stato (o che verrà) realizzato, è molto più complesso che un accordo di compravendita; nel suo interno vi sono, oltre alle spinose questioni sopra accennate, anche tematiche legate ai cambi insegna, al prezzo di acquisto del prodotto a marchio coop, ed alla progettualità di sviluppo.

In teoria Coop Alleanza 3.0 non sbaglierebbe – lo abbiamo scritto un mese fa – nel pensare che trovare un attore che vuole diventare suo master franchisee sarebbe la migliore delle soluzioni, ma la teoria non è la pratica; i problemi di produttività dei punti di vendita è improbabile che vengano risolti con il mero passaggio di gestione ad un attore locale.

Il problema, si scrisse un mese fa, non è solo la gestione, è soprattutto il modello di business. Un accordo di master franchisee, se fosse questo, tra due attori così differenti sarebbe piuttosto rischioso, a parere di chi scrive. Radenza è un ottimo player nell’isola ma per essere tale ha posto in essere strategie diverse da Coop, e l’impressione che abbiamo noi, spettatori con poche e fumose informazioni in mano, è che se davvero fosse vera la voce di un accordo di tipo franchising tra le due aziende sarebbero rose e fiori che potrebbero durare il tempo che Coop finanzia l’operazione (se questa fosse la realtà dei fatti, per ora pura teoria che lascia il tempo che trova).

 

Fonte immagine: cataniatoday.it

Dott. Andrea Meneghini
Analista ed esperto di Grande Distribuzione alimentare. E’ un attento osservatore delle dinamiche evolutive dei diversi format in Italia ed in Europa. Collabora con alcuni Gruppi della GDO italiana nelle aree di crisis communication management e news management. Affianca la Direzione Generale di alcuni Gruppi della GDO nella gestione delle strategie aziendali. Collabora anche con aziende del Mass Market Retail all'estero come assistant manager sull'italian food. Si può contattare scrivendo a meneghini@gdonews.it

1 commento

  1. Buon pomeriggio. Io credo che la famiglia Radenza abbia valutato bene i pro e i contro. Il papà Salvatore non è nato ieri. Ha esperienza da vendere. I figli,ragazzi in gamba che hanno respirato aria di supermercati di MAGAZZINI. Trattative con l’industria, con centinaia di dipendenti. E poi con centinaia di affiliati. Ha persone valide che gli collaborano. Certo due format due politiche commerciali e gestione totalmente agli antipodi. Comunque una bella sfida. Per il gruppo NEW FDM. GRUPPO RADENZA. E sono certo del valore del gruppo. Ragazzi. In bocca al lupo. Concorrenti ma con rispetto. I concorrenti di ognuno di noi non è l’altra insegna. Ma siamo noi stessi. È la politica commerciale e di marketing comune che stiamo combattendo. Contro un nemico che lo vediamo guardandoci allo specchio.
    Alla famiglia Radenza gli auguro tutto il bene possibile. Chissà che un giorno.? Magari i grandi non ci saremo. E i giovani imprenditori più SAVI DI NOI VECCHI GUERRIERI. NON RIESCANO A METTERSI TUTTI INSIEME E CREARE UN UN UNICO MARCHIO. UNICA INSEGNA. UNICA POLITICA COMMERCIALE. (NUOVA SICILIA). CON SOTTO OGNUNO IL PROPRIO COGNOME DI APPARTENENZA. DA LASSÙ SAREI VERAMENTE FELICE. UN IN BOCCA AL LUPO AL GRUPPO NEW FDM. E UN AFFETTUOSO SALUTO A TUTTI. CON RISPETTO. FILIPPO SPECIALE. EX SIGMA EX CRAI ADESSO SISA. ?????

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