In un mercato che cresce, come quello della GDO nel primo trimestre del 2021, si riflettono anche le crescite delle singole aree merceologiche che, assieme, realizzano il fatturato, ed è curioso che quest'anno si stiano confermando incrementi anche sui risultati ottenuti lo scorso anno, in piena pandemia.
La metà del primo trimestre dello scorso anno, da febbraio in avanti, era stata vissuta dal consumatore in modo traumatico: relegato in casa, attanagliato dalla paura del contagio, sospendendo totalmente le abitudini di vita (il lavoro, il traffico, la scuole, le frequentazioni, etc) per entrare in una dimensione dove era permesso solo stare in casa e mangiare. Per tale ragione la crescita della grande distribuzione in quel periodo tocco il 6,8% con una performance davvero rilevante dei freschi e freschissimi (+8,9%) e del largo consumo confezionato (+7,6%).
A questo faceva da contraltare un decremento importante del non food (-7,4%) legato, appunto, alle chiusure forzate in casa e al limitare degli acquisti degli shopper alla spesa alimentare e di prodotti parafarmaceutici, oltre che alla grande crisi dei canali che sono tendenzialmente caratterizzati da un fatturato non alimentare significativo, come ipermercati, superstore e grandi discount.
Il 2021, nonostante il confronto con un’annata straordinaria come quella del 2020, ha visto una ulteriore forte crescita
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