Formaggi a peso variabile in GDO: studi, dati ed analisi di un 2020 anomalo

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I formaggi a peso variabile sono una categoria dove la grande distribuzione ha saputo trovare, in passato, distintività tra i formati di vendita. Sino a qualche anno fa, infatti, gli ipermercati erano un riferimento importante per quel consumatore che cercava una vasta offerta, con assortimenti profondi. Il Gigante, ad esempio, ha creato un solco tra sé e la concorrenza per la cura maniacale che ha sempre avuto sulla categoria, come del resto di tutta la gastronomia. I discount, per contro, inserivano nei banchi frigo prodotti che coprivano le esigenze primarie, ed era un aspetto dell’offerta dove soffrivano la concorrenza dei formati tradizionali. Nei supermercati di vicinato, infine, la differenza l’ha sempre fatta il “banconista”, colui che suggerisce al consumatore il miglior prodotto per le sue necessità.

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Negli ultimi anni, però, è cambiato il mercato e sono cambiati i consumatori. Eclatante è la caduta del formato ipermercati che non hanno più saputo trovare quella relazione di fiducia con il consumatore, sopraffatti definitivamente dai superstore, quindi da negozi di dimensioni sempre rilevanti ma considerati più adatti per i bisogni dei consumatori. Il Gigante, non a caso, copre perfettamente soprattutto il formato dei mini iper, o grandi superstore.

I discount hanno realizzato una evoluzione inaspettata: il leader di mercato Eurospin ha direttamente inserito il banco servito della gastronomia, con i formaggi, all’interno della sua offerta, mentre i concorrenti principali o hanno dato in gestione il reparto, oppure lo hanno completato con rilevanti ampliamenti assortimentali nei frigo con prodotti a peso imposto.

In verità chi davvero è cambiato è il consumatore

Durante il workshop di Cibus Lab in programma il 30 marzo alle ore 15, che sarà dedicato ai derivati del latte (CLICCA QUI PER REGISTRARTI E PARTECIPARE), si porterà in evidenza che, soprattutto nel nord, la maggior parte dei bisogni dei consumatori il retailer li soddisfa con prodotti esposti in ATM, realizzati dal banconista oppure dal Cedi direttamente, ma non esposti nel banco taglio della gastronomia.

Una maturità questa che agevola la crescita delle vendite dei formaggi a peso imposto, soprattutto nel 2020 dove hanno superato quelle a peso variabile. Nel sud esiste una tradizione straordinaria, soprattutto per le paste filate e le mozzarelle, che portano ad una offerta territoriale molto spinta: qui il banco servito fa ancora decisamente la differenza, ma è oramai assodato che il mercato si sta evolvendo.

Tutti coloro che volessero partecipare al LIVE del workshop per ascoltare gli ospiti (direttori acquisti della GDO, Istituto Piepoli che presenterà una ricerca realizzata su un campione della popolazione italiana, IRI che spiegherà i dati di mercato dell’anno pandemico ed i protagonisti dell’industria) possono iscriversi direttamente cliccando qui.

Qui sotto pubblichiamo, in anteprima, un capitolo dell’E-Book sui formaggi ed i derivati del latte (latte fresco, latte UHT, Yougurt) disponibile su GDONews dalla data del workshop, dedicato alle vendite dei formaggi a peso variabile in GDO nell’anno della pandemia, con grafici, tabelle, e numeri dettagliati per tutti i segmenti della categoria dei formaggi. 

Le vendite in GDO dei formaggi a peso variabile

Il mondo dei formaggi in GDO

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