Vallefiorita: la ricerca alla base dell’evoluzione dei prodotti

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Il 2020 è stato un anno pieno di insidie e cambiamenti, i quali ancora si trascinano nell’anno in corso. Anche la categoria dei panificati ha sicuramente affrontato una trasfigurazione, ma non è stata travolta negativamente dalla pandemia, anzi: i derivati del pane a lunga conservazione hanno infatti vissuto un exploit, divenendo un prodotto pressoché immancabile nel carrello del consumatore finale, che ancora oggi li predilige.

I panificati sono stati coinvolti in un intenso processo di rinnovamento, che è la cifra su cui Vallefiorita da anni investe e lavora al fine di offrire prodotti in cui sia il mercato che il cliente finale possano trovare soddisfazione. L’azienda, nata nel 1997 in Puglia, ha appunto dedicato un intero dipartimento alla ricerca e allo sviluppo al cui capo vi è il dott. Andrea Minisci, con cui abbiamo tenuto un’interessante conversazione sulle innovazioni tecnologiche e i relativi studi che coinvolgono i derivati del pane, specie in questo momento così complesso, non solo a causa della pandemia, ma anche per la raffinamento del palato e delle esigenze del consumatore.

Nonostante le difficoltà presentatesi con il Covid-19, Vallefiorita non ha abbandonato l’obiettivo di crescita, impegnandosi per implementare la capacità produttiva rispettando allo stesso tempo tutte le norme di sicurezza nei propri reparti. Particolare attenzione è stata rivolta nello sviluppo delle biotecnologie alimentari, con accento sulla fermentazione con lievito madre. Da lungo tempo Vallefiorita si dedica infatti alla ricerca finalizzata alla creazione di prodotti in linea col trend salutistico, un segmento che dall’ultimo anno ha registrato un’importante crescita sia in termini di fatturato che di consensi da parte del consumatore finale, sempre più attendo all’alimentazione. Fibre e proteine sono gli ingredienti principi delle ricettazioni, sperimentate insieme all’Università di Bari con cui Vallefiorita intrattiene una collaborazione decennale.

Dal 2010 Vallefiorita ha avviato il trasferimento tecnologico che ha portato l’azienda a produrre il proprio lievito naturale con ceppi di batteri lattici selezionati, cui è seguita l’inaugurazione di un laboratorio dedicato alla propagazione dei medesimi batteri che alimentano l’agente lievitante. La realtà produttiva pugliese, sempre in collaborazione con l’università, ha direzionato la ricerca verso l’utilizzo della lievitazione in chiave salutistica, volta specificatamente all’eliminazione totale di conservanti dai prodotti da forno.

Dunque, se in precedenza il consumatore era più orientato verso prodotti privativi, oggi invece la scelta verte su referenze rich-in, ovvero ricche in composti funzionali all’organismo, che favoriscano il potenziamento del sistema immunitario e quindi della salute. Nel corso del prossimo anno Vallefiorita presenterà diverse new entry nella propria gamma, tra i quali prodotti dal basso indice glicemico, la cui ricettazione è stati insignita di brevetto nel 2016; nonché referenze ricche in proteine e fibre, come la neonata base pizza. L’attenzione posta sugli ingredienti non è un mero adeguamento ad un trend: Vallefiorita persegue con estrema serietà l’obiettivo di rendere l’alimentazione un mezzo per prevenire malattie (oggi assai diffuse) legate alla sindrome metabolica, e in ogni caso potenziare una già buona salute.

La grande distribuzione italiana non è rimasta impassibile di fronte alla nuova travolgente tendenza: ad oggi, infatti, ai prodotti del segmento bio e salutistico viene dedicato sempre più spazio tra gli scaffali, dove da lungo tempo Vallefiorita è presente.

Per informazioni:
Valle Fiorita S.r.l.
Tel. +39 0831.305980
E-mail: info@vallefiorita.it
Web: www.vallefiorita.it

 

 

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