Le paure dei consumatori sulla progressione del virus ad un anno dall’inizio della pandemia. Ricerca di Istituto Piepoli

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I consumatori sono prima di tutto cittadini che trascorrono le loro vite influenzati da eventi che coinvolgono la loro sfera personale e sociale. I sentimenti di ognuno di noi, a cascata, influenzano i nostri comportamenti sociali, e tra questi anche gli acquisti. Un caso eclatante è stato il coronavirus, momento in cui i cambiamenti hanno determinato un radicale aggiornamento dei comportamenti di acquisto. Si è così pensato di informare periodicamente i lettori sui sentimenti degli italiani attraverso le ricerche che Istituto Piepoli realizza per il Governo e per i principali periodici, tra cui anche il nostro.

Il documento, di cui pubblichiamo alcune slides, descrive come l’Opinione Pubblica italiana ha vissuto un determinato periodo che, nella fattispecie, è quello della prima settimana di marzo. Una settimana dopo l’altra, infatti, Tableau de Bord® segue le alterne vicende del nostro Paese, illustrando in che modo gli eventi maggiormente rilevanti siano stati visti e percepiti dall’Opinione Pubblica italiana. La metodologia seguita è la medesima tutte le settimane: viene esplorato un campione rappresentativo della popolazione italiana dai 18 anni in su, segmentato per sesso, età, Grandi Ripartizioni Geografiche e Ampiezza Centri proporzionalmente all’universo di riferimento. La presente indagine è stata eseguita con metodologia mista CATI/CAWI nel rispetto del codice deontologico ASSIRM ed ESOMAR.

Tableau de Bord® è un marchio regolarmente registrato presso il Mise – Ministero per lo Sviluppo Economico, Direzione Generale per la lotta alla contraffazione. La prima settimana del mese di marzo è stata caratterizzata da una ascesa dei numeri dei contagi in molte regioni d’Italia, riportando il paese nella paura.

La prima domanda che si rivolge al campione rappresentativo degli italiani (vedi grafico sopra) è quali sono stati gli eventi che hanno più colpito la vostra attenzione? Il 34% degli intervistati ha risposto che la salita dei contagi ed il tasso di positività è stato ciò che ha più colpito le loro attenzioni. Uno su tre insomma vive ancora forti emozioni leggendo o ascoltando le notizie relative alla pandemia.

Il 73% degli italiani ha paura di essere contagiato, non è un dato di poco conto, sebbene, va però chiarito che questo 73% è composto da un 22% che ha molta paura, e da un 51% che ha abbastanza paura. Sono due sentimenti che corrono nella medesima direzione ma allo stesso tempo lontani, e soprattutto determinano comportamenti diversi negli acquisti.

 

Se poi si considera che esiste un 27% che non ha nessuna paura, la parte di italiani che è nelle condizioni psicologiche di condurre una vita in linea con le proprie abitudini (tra cui si includono anche quelli che si reputano abbastanza spaventati e quelli che non lo sono per nulla) è piuttosto alta.

E’ molto interessante notare che tra la rilevazione che Istituto Piepoli ha realizzato nella metà di novembre e l’ultima riferita alla prima settimana di marzo corre un differenziale medio (molto+abbastanza) di appena il 5%, sebbene si tenda a pensare che un consumatore abbastanza preoccupato non modifica nettamente i propri comportamenti di acquisto. Il sud Italia è il territorio dove la forbice tra novembre e marzo è più distante: i cittadini (consumatori) del sud Italia vivono questo momento con più timore.

Ovviamente il tema attuale, relativamente alla pandemia, è quello legato alle varianti del virus: il 36% degli italiani teme molto le varianti, il 47% le teme abbastanza. Altro tema interessante è quello rivolto all’interesse verso il vaccino: nella prima settimana del mese l’87% degli italiani era disposto a vaccinarsi, di cui il 64% con decisione. Sarà molto interessante comprendere come e se cambierà tale atteggiamento dopo le ultime notizie legate a possibili effetti collaterali di Astrazeneca.

Se vuoi comprendere come il tuo brand ed i tuoi prodotti si relazionano al mercato ed ai consumatori contatta subito Istituto Piepoli!

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