Gli Ipermercati in caduta libera: la loro quota grocery scesa all’11%, meno del Libero Servizio

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Stiamo entrando nel periodo del Natale, il più importante dell’anno, con terribili incognite generate dal momento particolare che stiamo vivendo. Se da un lato, infatti, la depressione dei ricavi nel cosiddetto out of home provoca un automatico incremento delle vendite della grande distribuzione, dall’altro i momenti di unione tipici delle ricorrenze sono inibiti per Legge e quindi portano a consumi differenti rispetto alla tradizione, un po’ quello che è successo per la Pasqua.

Non vi è dubbio, però, che il Grocery risulta essere il sorvegliato speciale in questo periodo.

Questa vasta area delle vendite, la più rilevante, che contiene anche una parte dei sell out di prodotti freschi, dal principio dell’anno ad oggi ha realizzato incrementi di vendite piuttosto decisi. A rete corrente, infatti, la crescita del fatturato è stata davvero importante, anche grazie alle vicissitudini di questo difficile anno per il primo lockdown nei mesi di marzo e di aprile.

Si è scritto nelle scorse settimane che il mercato, agli inizi del 2020, indipendentemente dagli eventi che lo hanno poi caratterizzato, stava portando buone premesse di crescita, premesse poi stravolte in positivo da eventi come il panic buying e blocco dell’out of home. Ad ogni modo, tutti i formati di vendita hanno sviluppato trend di crescita molto rilevanti tranne il canale iper, ovvero le grandi superfici oltre i 4.500 mq, che resta purtroppo l’unico in continua contrazione, ancor peggiore di quelle degli ultimi anni.

Come abbiamo scritto nell’articolo dedicato alle vendite del Grocery nelle varie aree geografiche, il fatturato grocery a rete corrente, è cresciuto a valore del

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