Le vendite della MDD sono in decisa caduta dopo la forte crescita realizzata nel periodo epidemico acuto, e dopo la forte evoluzione che, dall’autunno del 2019, aveva portato allo stabile superamento della barriera del 20% del fatturato.
Invece da giugno in poi, in un periodo che generalmente non è penalizzante per le vendite di private label, l’incidenza delle vendite di prodotti a marchio è scesa decisamente.
Nell’articolo spiegheremo, dati alla mano, cosa è successo negli ultimi dodici mesi di vendite, e proveremo a tracciare un’ipotesi sulle cause di questi movimenti.
Nelle vendite dei canali Iper+Super+LS l’incidenza della MDD sulle vendite generali nel mese di gennaio era stata pari al 20,2%, ovvero allo stesso livello con cui le vendite dei prodotti a marchio del distributore si erano espresse nello scorso autunno. La barriera del 20% era stata superata con decisione dopo la fine della scorsa estate e, salvo periodi particolari come il Natale, sembrava oramai avere un assetto stabile.
In verità l’avvento della pandemia aveva rimescolato le carte, fatto abbandonare tutti i paradigmi che legano le strategie dei retailer con i consumatori, e dato massimo sfogo alle vendite a scaffale.
In questo contesto si collocavano le forti incidenze registrate a marzo, pari al 22,1%, ad aprile dove le vendite della MDD avevano inciso il 21,5% ed a maggio il 21,3%.
Insomma se il muro del 20% era stato superato sei mesi prima del periodo di crisi epidemica, l’evoluzione dei tre mesi della primavera era stata sorprendente.
A giugno le vendite continuavano a crescere, la pressione promozionale continuava ad essere debole però
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