le vendite sono calate rispetto a quelle passate in Lockdown e gli incrementi giornalieri si sono rivelato molto più deboli rispetto all’anno scorso. Inoltre nei giorni di sabato e di domenica si sono registrati dei forti negativi.

E’ possibile che qualcosa stia cambiando? Nel dettaglio delle vendite per formato, le vittime del coronavirus, oltre ai Cash che, abbiamo già scritto in altro articolo, perdono il 50%, sono anche gli ipermercati i quali prima del 17 Febbraio, a parità di rete, perdevano “solo” l’1% e dopo quella data sono scesi al -5,2%, precipitando al -19,8% nell’ultima settimana, i superstore che prima del 17 Febbraio crescevano a parità di rete del +2,9%, per passare dopo quella data al +0,7% e per poi precipitare nell’ultima settimana al -15,8%, ed infine i Drugstore che, da un positivo del +3,4% del periodo pre-covid 19 sono passati al -10% a parità di rete e, nell’ultima settimana, sono precipitati al -32,9%.

Chi cresce sono i discount che, da un timido +1,2% prima del 17 febbraio sono passati, dopo quella data sino al 29 marzo al +13,2% sul 2019 nel periodo indicato, per poi scendere al +8,4% nell’ultima settimana.
Cresce moltissimo il Libero Servizio che dal +1,2% del periodo pre covid-19, è passato al +25,8% dal 17 febbraio al 29 marzo, e nella settimana 23-29 Marzo ha registrato un incremento del +41,6%. I supermercati, prima del 17 Febbraio, registravano un incremento (sempre a parità di rete) del +2,3% , aumentando sino al +17,2% nel periodo dal 17 Febbraio al 29 Marzo, sebbene nell’ultima settimana l’incremento è leggermente sceso al +15,4%.
Un altro canale che registra incrementi formidabili è l’E-Commerce che, nell’ultima settimana, è cresciuto del +162% sul pari periodo dello scorso anno, nella precedente la crescita era del +144% e la precedente ancora (9-15 Marzo) del +97%. Il progressivo 30 dicembre – 16 Febbraio registrava già un ottimo incremento del +44%, ma l’incremento dal 17 febbraio al 29 marzo è stato del +104,4% determinando un progressivo 30 dicembre – 29 marzo del +71,1%.

Nel dettaglio delle aree, il nord ovest nell’ultima settimana, a parità di rete, ha registrato il +0,1% sul 2019, e nel dettaglio la Liguria il +3,5%, la Lombardia il -0,4%, Piemonte +0,6% e valle D’Aosta il -3,2%, insomma sembra ritornata ad i suoi soliti standard della fine dello scorso anno.

L’area 2 è incrementata del 7%, e nel dettaglio del +2,7% l’Emilia Romagna, il +8,1% il Friuli V.G., il +5,1% in Trentino Alto Adige ed il +12% il Veneto. Va sottolineato che il nord est cresce da oltre un anno sebbene con valori inferiori, pertanto ancora nell'ultima settimana è assolutamente riconoscibile la spinta dell'"effetto Covid-19", ma è sicuramente meno marcato rispetto alle altre quattro settimane.


L’incremento dell’area 3 è stato del +0,4%, e nel dettaglio il Lazio del +1,4%, le Marche del +8,8%, La Sardegna è calata del -0,6%, la Toscana del -3,3% e l’Umbria è cresciuta del +4,7%. Anche in questo territorio i cali rispetto alle precedenti settimane sono vistosi, alla stessa stregua delle precedenti, e l'incremento medio è stato sicuramente sotto il suo standard, quasi ad equilibrare velocemente quanto guadagnato.

Infine l’area 4 è cresciuta del +6,4% nell’ultima settimana, e nel dettaglio Abruzzo -1,6%, Basilicata +1,3%, Calabria -1,9%, Campania +5,8%, Molise -5,6%, Puglia +8,3% ed infine Sicilia +15,4%. Questa crescita è anch'essa determinata dall'effetto Covid-19 ma, non bisogna dimenticare, che l'area 4 cresceva molto bene anche prima del 17 Febbraio.

E' assolutamente un fatto concreto che tutte le Regioni hanno subito un calo consistente nella settimana 23-29 Marzo e che, nella maggior parte delle Regioni, l’ultima è stata in assoluto la peggiore del periodo Covid-19, ed in alcuni casi addirittura la peggiore dell’anno dal suo principio.
Il sentore è che la dispensa del consumatore sia piena, che si “rabbocchi” la spesa su alcuni prodotti frequentando, per soddisfare la minor esigenza, i negozi di prossimità oppure i supermercati. L’incremento del discount, invece, sembra assestarsi su valori di incremento che si avvicinano progressivamente alla normalità.
E’ possibile che il consumatore abbia anche un ulteriore impulso ad abbassare il valore della spesa, oltre alla dispensa piena: la paura per il futuro. Dopo quasi un mese di Lockdown le certezze della temporaneità dell’evento stanno terminando ed inizia ad emergere la paura del domani, soprattutto legata al lavoro.
Il mese di Aprile, ovvero quello della Pasqua, avrà con certezza forti cali determinati dalla impossibilità di poter vivere l’evento in maniera piena, ma oltre a questi si potrebbero realizzare cali che, si spera di no, potrebbero essere legati al peggiore dei nemici: l'incertezza su un futuro che roseo non sarà.