La GDO tradizionale è in crisi ed il Discount approfitta: ma i fornitori ne sono al corrente?

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Analizzare le prestazioni delle aziende, siano esse fornitrici oppure della imprese della GDO, è estremamente importante perché è inutile rimanere abbagliati dai fatturati delle aziende se poi, alla base, esistono criticità economiche in grado di impedire una sana attività produttiva, oppure distributiva.

Il Cav. Podini nella sua interessantissima intervista, pubblicata su GDONews la scorsa settimana ha fatto una serie di precisazioni che vale la pena sottolineare: la ragione della crescita del Discount, secondo lui, sono molto chiare quando afferma che “E’ evidente che la distribuzione classica è un po’ entrata in crisi, ed ha aperto la competizione al discounter”. E’ un punto di vista assolutamente originale che allontana la concentrazione del mercato verso le evoluzioni del format Discount.

Chi scrive è sempre stato convinto che sono state le rinnovate strategie dei Discount a dare forza ad un forte incremento delle sue quote di mercato, ma evidentemente il Cav. Podini spiega meglio di tutti il momento quando, implicitamente, dice ci è stato dato spazio.

Da uomo pratico qual è porta, a supporto della sua affermazione, un dato incontrovertibile: “Nel 2019 il mercato italiano della GDO ha chiuso praticamente a zero ed in questo contesto i discount sono cresciuti del 4,5%” ed aggiunge “Di fronte a questi dati presumo che ci sia una numerica di aziende del mondo supermercato che sia in grande sofferenza.”

Elementare Watson, direbbe Sherlock Holmes.

Fatturati di miliardi di euro, come quelli di diverse aziende protagoniste del mondo Retail, che perdono denari tutti gli anni come devono essere lette ed interpretate dal mercato?

L’industria quanto è informata di queste dinamiche? Oppure, più cinicamente: quanto le interessa?

Una azienda che non è efficiente deve comportarsi sul mercato con un atteggiamento commerciale che sia utile a sopperire alle deficienze dei sell out. L’industria deve imparare a studiare il mercato, e deve imparare a farlo senza innamorarsi delle quote di mercato. Si innamori delle prestazioni.

Esistono aziende che sul mercato detengono quote molto basse ma hanno negozi molto performanti e sono aziende molto performanti.

Si faccia attenzione: esiste una bella differenza tra azienda efficiente ed azienda con negozi efficienti.

Gli abbonati ne ha una prova evidente nei confronti che abbiamo svolto tra i due grandi leader del settore discount. Entrambe le aziende (Eurospin qui e qui e Lidl qui e qui) sono sane e molto performanti, ma nel loro modello di business risultano geneticamente diverse.

Chi ha letto interamente le nostre pubblicazioni ne ha una idea molto chiara: una delle due, si è scritto, è stata concepita con una costruzione aziendale davvero molto profittevole per una serie di ragioni che abbiamo spiegato in profondità. Però l’altra azienda ha negozi più performanti, si è anche scritto.

Insomma l’industria deve avere una chiara conoscenza di queste informazioni perché deve saper dirigere nella giusta i suoi investimenti.

Il ragionamento molto chiaro del Patron di MD apre un “vaso di Pandora” perché mette a nudo una realtà indiscutibile: il mercato tradizionale è fatto di aziende efficienti ma sicuramente anche di aziende inefficienti, e non sono le quote di mercato oppure i fatturati a mettere in luce tali situazioni.

 

 

Dott. Andrea Meneghini
Analista ed esperto di Grande Distribuzione alimentare. E’ un attento osservatore delle dinamiche evolutive dei diversi format in Italia ed in Europa. Collabora con alcuni Gruppi della GDO italiana nelle aree di crisis communication management e news management. Affianca la Direzione Generale di alcuni Gruppi della GDO nella gestione delle strategie aziendali. Collabora anche con aziende del Mass Market Retail all'estero come assistant manager sull'italian food. Si può contattare scrivendo a meneghini@gdonews.it

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