1,9% portando al 1,2% l’evoluzione del fatturato in tutto il 2019 nei sette mesi dell’anno, rispetto al 2018.
Si tratta di una crescita rilevante se si considera che nel Luglio 2017, anno molto positivo, la crescita dell’area 1 era stata del 1,6% a rete corrente, contro la perdita del -1,5% dello scorso anno, sempre nei sette mesi da Gennaio a Luglio.


A rete costante il Nord Ovest non brilla, nel mese di Luglio è cresciuto debolmente dello 0,5%, praticamente la crescita prodotta dall’inflazione. Se si considerano i sette mesi da Gennaio, a rete costante il risultato è negativo, -0,2%, a riprova del fatto che lo sforzo dei retailers è rivolto con decisione alle nuove aperture per produrre crescita, e soprattutto con il fondamentale apporto del Discount.
Questo è il classico esempio nel quale una lettura dei dati superficiale sia contro-produttiva: in area 1 anche nel 2019 il consumatore è tiepidamente disposto alla spesa ma il mercato maturo non permette crescite a rete omogenea.

L’area 2 lo scorso anno aveva prodotto una crescita apprezzabile. Nel 2017 il nord est, pur crescendo poco sul 2016, nei primi sette mesi dell’anno era il territorio con minor evoluzione. Quest’anno, nel mese di Luglio, il Nord Est è cresciuto sul 2018 del 3,1% a rete corrente, portando la differenza con il 2018, nei sette mesi dell’anno, al +1,7%. E’ sempre un risultato positivo se si considera la crescita prodotta su una precedente (quella del 2018), però anche nel nord est la tendenza è un po’ quella che abbiamo appena descritto in area 1: a rete costante il mese di Luglio ha prodotto comunque una crescita del 1,3%, quindi rilevante, ma nei sette mesi dell’anno la crescita a rete costante, sul 2018, è stata appena dello 0,2%, un valore inferiore a quello dell’inflazione. Questo territorio è molto variegato e, come si vedrà nelle prossime pubblicazioni, il risultato finale è la somma di eventi positivi e negativi che coinvolgono territori molto differenti tra loro, sia in termini di consumatore, che in termini di presenza di insegne retail.

In area 3 nel 2017 si respirava un’aria da “corsa all’oro nel Klondike”, le crescite dell’estate e dell’autunno che venne furono eccezionali, al punto che il 2018 fece molta fatica a mantenere le medesime prestazioni. A rete corrente nei primi sette mesi del 2017 il territorio, vastissimo e variegato, del centro Italia era cresciuto del 5% sul 2016. Il 2018, di conseguenza, aveva fatto molta fatica a mantenere una crescita su una prestazione così rilevante, ed aveva subito un decremento nei sette mesi dell’anno del -0,8%. Quest’anno la prestazione del mese di Luglio è stata molto positiva a rete corrente (+3,5%), la migliore di tutte e quattro le aree Nielsen, al punto che anche la crescita registrata a rete costante nel medesimo periodo si è rivelata molto positiva, del 2,1%.

Nei primi sette mesi dell’anno il centro Italia ha confermato una rilevante crescita sul 2018 (+3%) a rete corrente, ma il medesimo periodo a rete costante ha prodotto una crescita sul 2018 molto più modesta. Quando si parla di area 3 si sta facendo un discorso che è riferito a sei Regioni, dalla Toscana e Umbria, all’Abruzzo ed alla Sardegna, quindi risulta molto complicato anche da questa prospettiva fare ulteriori ragionamenti se non si scende più in profondità. Di certo una conseguenza si può considerare già da qui: le nuove aperture tengono in piedi la crescita, e quindi forti investimenti da parte dei retailers.
Arriviamo infine all’area 4: in sud Italia il mese di Luglio, a rete corrente, è stato positivo (+3,1%). La novità è la seguente: nel mese di Luglio a rete costante il dato positivo è superiore (+4,3%).

Nei sette mesi dell’anno, a rete corrente, la crescita prodotta sul 2018 dall’area 4 è stata la più rilevante di tutta Italia con il 3,3%. A rete costante la crescita sul 2018 è stata ancor superiore, arrivando al 3,7%. E’ impattante verificare come il dato dell’area 4 sia così differente rispetto alle dinamiche che si stanno concretando nel resto del Paese. In definitiva la crescita a rete costante delle quattro aree si limita ad un +0,8% sul 2018, ma questo dato è positivo principalmente grazie all’apporto del sud Italia.
Com’è possibile tutto ciò? Nel sud Italia nel 2018 si è avuta una forte depressione dei consumi soprattutto a danno di alcune catene del Paese (vedi Auchan ma non solo) che, poi, hanno deciso di lasciare il mercato. Per tale ragione i punti di vendita rimasti, oppure che sono stati rilevati da altre catene, stanno crescendo in modo rilevante nelle vendite rispetto all’anno precedente portando, come conseguenza, un risultato a rete costante più deciso rispetto ad una rete corrente che, in un anno, si è modificata molto in positivo.