venerdì 13 Febbraio 2026

In Sicilia molti gruppi GDO in concordato, ma altri stanno comprando: ecco la mappatura per capire cosa sta succedendo

In Sicilia la grande distribuzione si sta ridisegnando e ciò che accade non è solo un aggiornamento delle abitudini dei consumatori, data la forte crescita del formato di convenienza, ma è soprattutto l’atto finale di una serie di crisi aziendali che tutte assieme si stanno concludendo, generando pericolose conseguenze in termini occupazionali e di riscrittura della geografia dei punti di vendita del territorio.

Della vicenda che vede uscire Auchan dall’isola si è già scritto, i 33 punti di vendita dovrebbero essere acquisiti in via definitiva dal Gruppo Arena per il quale, dopo l’operazione al principio dell’anno per altri 11 del Gruppo Abate sta correndo verso il ruolo di leader regionale, il punto nodale sembrano essere gli esuberi già dichiarati dalla multinazionale francese.

In verità le acquisizioni del gruppo di Dittaino non finirebbero qui perché un’altra crisi, collaterale a quella di Auchan, è in atto: quella della Distribuzione Cambria. Il Tribunale di Barcellona Pozzo di Gotto ha omologato l’accordo di ristrutturazione aziendale accettato in precedenza dall’85% dei creditori. Con tale atto è stata scongiurata la crisi,  sono stati salvaguardati i livelli occupazionali e garantita la continuità aziendale. Vale la pena raccontare che il piano prevede, tra l’altro, l’accordo con Sma Spa e Sma Sicilia srl (titolari di circa il 73 per cento dell’indebitamento complessivo della Distribuzione Cambria) che hanno accettato un consistente stralcio, rinunciando a 77 dei 117 milioni vantanti ed il pagamento dilazionato del residuo in 25 anni senza interessi. A chi andranno i punti di vendita di Cambria (brand Spaccio Alimentare)? Ovviamente al Gruppo Arena che non smette di crescere.  Per chi conosce il territorio i negozi acquisiti dal Gruppo sarebbero, secondo un web site di news locale, quello di Siracusa, Aci Sant’Antonio, Milazzo, Giardini Naxos, Misterbianco (Centro Sicilia), Catania, Lascari, Palermo via crocifisso A. Pietratagliata, Palermo via Igham e Palermo Via Ugo La Malfa.

La GDO della città di Messina, oltre Cambria, è sotto il fuoco di un’altra crisi, quella di Commerciale Gicap, con oltre seicento lavoratori coinvolti. La società ha in corso una trattativa con la società Like Sicilia (controllata dal Retailer pugliese Apulia Distribuzione) finalizzata all’affitto di ramo d’azienda relativo a 42 esercizi commerciali a insegna Ard, Sidis, Max Sidis e Qui Conviene, presenti a Palermo, Messina e nelle province di Enna e Siracusa, oltre a quelli presenti nella Regione Calabria.

Stando alle dichiarazioni delle organizzazioni di categoria e di alcuni giornali on line del territorio, quindi voci che potrebbero essere smentite, il metodo di approccio della pugliese Apulia (“Like Sicilia”) sarebbe stato quello di chiedere ai sindacati di far sottoscrivere ai lavoratori dei verbali di conciliazione individuali che prevedrebbero la rinuncia al diritto di cui all’art. 2112 c.c. (principio di solidarietà del subentrante), ad una parte delle spettanze pregresse e del T.F.R e degli degli inquadramenti contrattuali. Ciò potrebbe compromettere il diritto dei lavoratori a percepire la liquidazione in caso di fallimento.

Ovviamente se le informazioni non fossero corrispondenti al vero saremmo lieti di pubblicare la risposta di Like Sicilia.

Un altro grande protagonista della GDO dell’isola, Ergon di Ragusa, nei prossimi mesi dovrà saper gestire le difficoltà derivanti dal concordato del Consorzio SD e dal suo piano di ristrutturazione.

Il leader Conad, nato dalla fusione delle due cooperative Conad Sicilia e Sicilconad solo 3 anni fa, non ha saputo mettere a profitto la somma dei numeri delle due aziende e con l’arrivo di Pac 2000, praticamente ufficializzata dal progetto nazionale dei 4 Cedi, si troverà a gestire la problematica legata agli Ipermercati acquisiti da Auchan. E’ certo che il probabile arrivo di Pac 2000 nell’isola potrà essere capace di aumentare la competitività determinata dalla sua violenta politica promozionale.

La crisi siciliana non colpisce però solo la GDO, anche uno storico fornitore (nella private label) sta navigando in cattive acque: è la Dacca, un tempo leader nel monouso in plastica. Vittima della direttiva europea “plastic free” il colosso delle materie plastiche ha sospeso la produzione ed oltre cento lavoratori rischiano di restare disoccupati.

In tutta questa disperazione però esistono aziende importanti che operano in Sicilia, ed anche il settore del mass market retail è capace di esprimerene di grandissime dimensioni.

Poche settimane fa è stata pubblicata una ricerca realizzata da una società siciliana che mette a confronto i fatturati estratti dal sito Report Aziende per individuare un ranking delle imprese più grandi di tutta l’isola in tutti i settori di mercato: è emerso che energia e grande distribuzione la fanno da padrone.

Ai primi posti del ranking – aggiornato ai dati 2017 – ci sono aziende non siciliane come la primissima Ipab-Lukoil (a Priolo) e Grimaldi. La prima azienda tutta made in Sicily nella classifica è proprio la Fratelli Arena, che da Valguarnera (Enna) ha conquistato una posizione di leadership nei supermercati: si piazza sesta sui dati 2017. A riprova che se da un lato il settore della Grande Distribuzione in Sicilia negli ultimi 10 anni ha visto la distruzione di molti suoi gruppi storici, concedendo al format discount una ascesa eccezionale, dall’altro c’è chi, come il Gruppo Arena, negli ultimi dieci anni ha creato un impero che oggi figura tra le aziende più importanti di tutto il territorio, al pari di quelle del settore energetico.

Un’azienda che opera solo ed esclusivamente in Sicilia ma che rappresenta una quota di mercato, a livello nazionale, davvero consistente: 1,2%, come Il Gigante e quasi come Bennet.

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