Tutti i grafici di questo articolo si riferiscono a dati Nielsen
Sia ben chiaro che nessuno dei due formati è una sorpresa in quanto a capacità di crescita, lo abbiamo infatti rilevato da tempo che erano questi due (incluso il superstore, come abbiamo sempre scritto) che andavano raccogliendo sempre più il consenso del consumatore.
Da un lato il Discount, una formula decisamente differente che nel tempo ha saputo conquistare sempre di più il consumatore italiano ed, in generale europeo, grazie non solo alla evoluzione di quest’ultimo, ma soprattutto alla evoluzione dell’offerta.
Dall’altro la fine delle grandi superfici che hanno messo in crisi un sistema consolidato e le aziende che più avevano creduto in quella evoluzione, e che si stanno facendo cannibalizzare da un'offerta simile ma più legata alla vicinanza con il consumatore, dentro un concetto di profonda offerta senza abbandonare la logica “del vicinato”.
A cementare queste due grandi evoluzioni (del discount e dei mini iper) è l’assoluta distanza tra loro che, a sua volta, determina l’impossibilità di una diretta competitività. Questi sono i due format che, più degli altri, stanno caratterizzando questa epoca del mass market retail in sud Europa.
Il canale Super (dai 400mq ai 2499 mq) segue con una importante crescita, il+5,7%, ma vedremo più nel dettaglio nelle prossime settimane quali sono le vere performance dei diversi formati che si raggrupano dentro questa ampia voce.
Decisamente bene il libero servizio che beneficia delle pessime performance del 2018, crescendo del 5% e molto bene i drug store che crescono del 5,1% ma che, a differenza degli altri tipi di offerta, crescono sulle crescite consistenti degli altri anni.
Il risultato da un incremento del fatturato Italia super+iper a rete corrente del +4,2% che diventa +4,7% se si sommano tutti i formati di vendita indicati.

Anche i territori dimostrano, vedi grafico 2 sopra, che la crescita è ben distribuita in tutte le aree geografiche. L’area 1, in grande sofferenza tutto l’anno scorso, torna su livelli di decisa crescita con un fatturato a +3,8%, l’area 2 continua la sua crescita che, oramai, è praticamente ininterrotta (salvo qualche caso) dalla fine dell’estate del 2017 e che segna su gennaio 2018 un +3,6%, l’area 3 cresce del +5,6% e l’area 4 addirittura del +6,2%. Per le aree 3 e 4 il 2018 era stato molto complicato per la difficoltà nel mantenere le eccezionali prestazioni del 2017, ma il 2019 ha finalmente riportato verso l’alto i fatturati.

Un dato molto interessante è la verifica della crescita che è stata ottenuta sul gennaio 2018 a rete costante: l’area 4 ha addirittura incrementato quella compiuta a rete corrente realizzando un rotondo +6,7%. Però tutte e tre le altre aree sono cresciute dal +2,7% dell’area 2, al +2,8% dell’area 1 sino al +3,4% dell’area 3. La media nazionale, a rete costante è del +3,5%.
Le tabelle ed i grafici che seguono indicano, invece, lo scenario delle vendite negli ultimi quadrimestri del 2017-18 e del 2018-19 nelle varie aree Nielsen.

In area 1 entrambi gli autunni sono stati caratterizzati da andamenti stagnanti; nel caso del 2017 si trattava di un momento di stanca dopo gli eccezionali mesi caldi, mentre nel caso del 2018 si è trattato di un recupero in extremis dopo i mesi di grandi difficoltà dell’estate. Così, mentre il 2017 visse un Natale straordinario, il Natale dello scorso anno ha ripetuto le difficoltà dell’anno appena trascorso ed è bene verificare come il -6% che caratterizzò il brusco risveglio dell’inizio anno scorso viene oggi sostituito da una crescita del +3,8% che è un buon auspicio per i prossimi mesi.

In area 2 gli andamenti erano buoni verso la fine del 2017, si notino le performance della linea azzurra che culminarono con una crescita del +6,2% nel periodo del Natale. Il 2018, al contrario dell’area 1, è stato anch’esso positivo, salvo il Natale che non ha saputo bissare la grande crescita del pari periodo 2017: ma l’incremento che a Gennaio ha portato il fatturato, che come si può leggere, replica una crescita nel 2018 del +0,7% è una conferma che il nord est gode davvero di buona salute.

L’area 3 è stata una grande protagonista del 2017 e tutto il 2018 si è incontrata nell’arduo compito di dover migliorare le ottime crescite del 2017. Eppure l’autunno, in leggera stagnazione come si può vedere dal grafico, ha saputo contenere le perdite. Il bilancio della somma dei mesi di Dicembre e Gennaio alla fine da la ragione a questo ultimo periodo che si presenta nel migliore dei modi per l’anno che abbiamo appena iniziato.

Anche l’area 4, altra grande protagonista del 2017 ebbe un 2018 molto difficile che seppe invertire giusto dallo scorso autunno; il Natale ha saputo contenere il decremento, meglio delle altre aree d’Italia ed in Gennaio 2019 porta a casa una crescita del +6,2% che, alla fine, porta ad una bilancia delle vendita in attivo nel bimestre che tocca lo scavallamento dell’anno.
Insomma il mercato deve avere serenità e comprendere che la crescita è comunque una costante da almeno due anni, solo che se l’evoluzione rimane contenuta dentro un 1-1,5% allora si può pensare di vivere costanti crescita sugli anni precedenti, se invece il mercato porta ad incrementi rilevanti, oltre il 2,5-3% allora riesce complicato poter pensare di incrementare ulteriormente e di arrivare a fatturati in positivo anno su anno.
E’ comunque un trend che accomuna i migliori Paesi d’Europa il cui fatturato non vive più crescite rilevanti da diversi anni, anzi forse l’Italia è tra quelli che sa crescere meglio.