mercoledì 21 Gennaio 2026

Ridurre il costo del personale o aumentare il fatturato? Gli iper hanno un grosso problema. Ecco tutti i numeri

Nel presente articolo si approfondisce la parte dei Bilanci relativa ai costi di gestione aziendale di Carrefour, Auchan e Coop Alleanza 3.0. Dopo aver studiato con attenzione le voci di Bilancio che producono i ricavi necessari per coprire i costi, ed aver appurato quanto pesa la gestione caratteristica rispetto alle altre attività, oggi ci concentreremo sui costi. In particolare il costo del lavoro è utile per comprendere a fondo quanto le aziende in questione siano efficienti. Nell’analisi ci preoccuperemo anche di fare un benchmark con il format Discount.  Lo studio è realizzato dal Dott. Giuseppe Di Napoli senior partner della società Obiettivo Valore Srl, in collaborazione con il dott. Andrea Meneghini.   La lettura è riservata ai soli abbonati che sottoscrivendo l'abbonamento avranno la possibilità di leggere e studiare tutte le analisi precedenti, inclusa quella in quattro puntate dei Discount, pubblicata nel mese di Novembre.

Coop Alleanza 3.0, Auchan e Carrefour sono aziende che, non è più un segreto, vivono alcune difficoltà che derivano principalmente dalla depressione delle vendite dovuta alla crisi del canale Ipermercati.

Qualche settimana fa, spiegando le dimensioni delle aziende, si è scritto che Coop Alleanza 3.0 risultava avere 48 Ipermercati con misure oltre i 4.500 mq (9 ex Coop Nord Est, 16 ex Coop Adriatica, 17 ex Coop Estense e 6 gli ex Ipercoop Sicilia) con una media di 7451 mq, 32 Superstore (o mini Iper) con una metratura media di 3300 mq e 252 supermercati con una metratura media di 1000 mq. Oltre a ciò vanno contate anche 57 piccole superette con le insegne Minicoop, Incoop oppure semplicemente Coop.

***Il grafico/la tabella è visibile solo agli abbonati***

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Carrefour invece consta di 35 Ipermercati oltre i 4500 mq, 18 superstore tra i 2500 mq ed i 4499 mq oltre ai 218 supermercati con una media di 1150 mq più 114 superette. Auchan, da ultimo, conta 47 Ipermercati e 229 supermercati.

E’ evidente che si tratta di aziende molto grandi (per l’Italia) e con un focus importante, inteso come alta incidenza del fatturato generale, sul canale più in crisi, quello degli ipermercati.

Come si è letto nelle precedenti analisi nelle scorse settimane le tre aziende producono ricavi non solo provenienti dalla gestione caratteristica (vendita al dettaglio), sebbene sia la preponderante, bensì si cimentano anche in altre attività quali: franchising nei canali supermercati e superette nel caso di Carrefour e Auchan, attività di collaborazione negoziale (Auchan) con altri Gruppi italiani, attività di vendite B2b (Carrefour), attività finanziaria (Coop Alleanza 3.0), attività negoziali con i fornitori, business dei carburanti, etc.

Così più la depressione dei consumi coinvolge il canale Ipermercati (peraltro indubbiamente il più pesante in termini di costo del lavoro) più è necessario trovare sistemi alternativi di business per cercare di mantenere i conti aziendali in ordine.

E’ comprensibile quindi, come si è visto nelle precedenti analisi, la ragione per cui le entrate derivanti da attività diverse da quella delle vendite al dettaglio hanno una incidenza così rilevante nei Bilanci delle aziende prese in esame.

Nella presente analisi ci occuperemo dei costi che le aziende devono sostenere nella loro gestione aziendale e spiegheremo quali sono le criticità di ciascuna azienda identificando quali, a nostro parere, dovrebbero essere i correttivi da porre in essere per portare ad una sana gestione.

I costi per servizi (costi esterni)

La prima voce di costo che si analizza nel Bilancio, dopo quella riferita alle merci, di cui abbiamo già trattato nel precedente articolo, è quella dei costi per servizi, ovvero i costi esterni all’azienda che sono composti da una serie indefinita di voci come i trasporti, le assicurazioni, utenze, servizi esterni come vigilanza e pulizia, consulenze di ogni tipo, manutenzioni varie, prestazioni varie di terze persone con emissione di fattura. Ma anche i compensi degli amministratori, dei revisori e dei sindaci, oltre ai costi di promozione e pubblicità, ed infine varie royalties.

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Nella fattispecie

non è semplice condurre una analisi coincidente dentro le spese per i servizi per la semplice ragione che le tre aziende, come si è scritto poc’anzi, svolgono numerose attività esterne che integrano quelle relative alla gestione caratteristica, dando vita a voci di costo specifiche e intra-gruppo che non possono essere spiegate dall’esterno.

E’ sufficiente rilevare che i costi per i servizi delle tre aziende sono piuttosto consistenti e variano dai 230 milioni di euro delle aziende SSC srl ai 579 milioni di euro di GS. L’incidenza che hanno sul fatturato è in media del 13,3%, come si evince dai grafici.

Il costo del lavoro

La seconda grande voce di costo del Bilancio, dopo quella riferita alle merci,  è quella relativa al costo del lavoro (costi interni). La Grande Distribuzione, nella maggior parte dei suoi attori, da almeno dieci anni si è accorta che l’ottimizzazione (e la produttività) del personale è il principale dei problemi delle aziende del settore e tutte stanno cercando di risolvere tale problema dentro i principi legislativi vigenti, che nel frattempo sono lievemente cambiati concedendo più flessibilità.

Come si vedrà in seguito queste tre aziende, piuttosto simili come struttura, inteso come numerica di negozi e di format, hanno tutte il problema della congruità dei costi del personale in relazione al fatturato espresso.

Nella tabella 3 sopra si notano ad occhio nudo delle forti distonie: GS Spa, il cui fatturato è simile a quello prodotto da Coop Alleanza (sebbene una parte con attività di vendita ai Franchisee, un’altra parte con attività di vendita ad aziende intra-gruppo), conta una numerica di addetti inferiore di oltre il 60% rispetto alla seconda. La differenza è abissale. SSC Srl ed Auchan Spa, concentrate esclusivamente nel business degli ipermercati, presentano una numerica di addetti che, per il fatturato sviluppato, appaiono pesanti, sebbene inferiore al dato di Alleanza 3.0.

Nel Grafico 4 si evince chiaramente che le aziende virtuose, nella gestione del costo del lavoro, appaiono essere Di per Dì Srl e GS.

L'incidenza media del costo del lavoro sul fatturato delle tre organizzazioni  (inclusa Coop Alleanza 3.0) è del 12,9%. Imprese retail del mass market focalizzate in un altro format, quello oggi più performante ovvero il Discount, da protagonisti come Lidl, Eurospin, Md e Penny Market, contano in seno ad esse punti di vendita con un personale numericamente molto differente, e nello studio pubblicato in Novembre presentano (Bilancio 2017) un costo medio del personale pari al 7,3%.

E’ ovvio che quello del discount è un modello di business è completamente differente ed è per tale ragione che le strutture similari delle tre imprese qui analizzate aiutano l’attività di benchmark, però se i due modelli di business presentano una differenza del 5,6% (7,3% dei Discount contro 12,9% medio di Carrefour, Auchan e Coop Alleanza) è ancora più critica in un momento di depressione dei ricavi che la amplificano e d’altra parte difficilmente riducibile a causa della natura rivolta al servizio (che necessita molto personale) tipica dell’ipermercato.

SSC Srl (14,6%) e Auchan Spa (14,7%), le due aziende focalizzate nel business degli ipermercati, sopportano costi rilevanti del personale che le rendono pensati in termini strutturali. GS Spa e Di per Dì Srl hanno, invece, una incidenza del costo del personale virtuosa, più vicina a quella dei Discount esaminati che alle aziende che sono focalizzate nel format ipermercati. Sma Spa è, invece, più o meno in media.

 

 

 

 

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Dott. Giuseppe Di Napoli
Dott. Giuseppe Di Napolihttps://www.numeridivalore.it/
Consulente di direzione con 20 anni di esperienza nell’area Finance di industrie e aziende della GDO italiana. E’ stato uno dei più giovani membri del board nazionale dell’Associazione Italiana degli Analisti Finanziari (aiaf, 45 anni di attività, 1.000 associati), per la quale ha ricoperto il ruolo di responsabile dell’area Valutazione d’Azienda e di Business. E’ Autore di numerosi saggi in tema di Valutazione d’Azienda e Rischio Finanziario. E’ docente in materia di analisi finanziaria. Supporta la direzione finanziaria e la direzione crediti delle aziende clienti, curando fra l’altro lo sviluppo di modelli di calcolo del rischio finanziario di clienti e fornitori strategici.

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