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Dati di mercato 2018: cura casa e cura persona è buio totale, bene il fresco confezionato. Il 2018 arranca nel canale Super+Iper

Il mercato visto al microscopio di GDONews. Ogni settimana forniamo ai nostri abbonati una profonda analisi degli andamenti della Grande Distribuzione italiana. In questo articolo verranno trattati gli andamenti delle diverse categorie del Grocery da Gennaio a Luglio 2018. L’analisi andrà nel dettaglio di tutte le grandi categorie che compongono l'offerta dalle bevande, al food, pet, freddo, fresco, e cura casa e persona. Sorprese e riflessioni per un anno di alti e bassi. 15 Grafici a supporto della lettura.

Il grocery consta di 8 macro categorie, e se non si considera il no food diventano 7: le bevande (al cui interno si devono considerare le categorie acque, bibite, vini, spirits, succhi ed altre minori). Poi il food confezionato che comprende una moltitudine di categorie alimentari. I freschi a peso fisso con altrettante categorie in esso contenute, ed in successione il freddo (surgelati). A latere vanno considerate altre due categorie del no food come la cura casa e cura persona che, spesso, vengono incluse nelle categorie del food (generi vari): la Grande Distribuzione considera, infatti, queste due categorie più vicine al food in termini di organizzazione interna degli acquisti, un po’ perché spesso le aziende multinazionali sono le stesse del food (es. Unilever), un po' perché la loro gestione è considerata sui generis e piuttosto delicata per una serie di fattori che andrebbero approfonditi, ma non in questa sede.

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Nel mass market retail il food confezionato, le bevande ed il fresco rappresentano oltre i 75% del fatturato grocery (vedi grafico 1). Si può dire che le rimanenti possono essere considerate accessorie, sia in termini di fatturati e volumi che in termini di rilevanza di spazi.

La grande categoria bevande è spesso soggetta alle stagioni, ovvero nei periodi caldi aumentano le vendite ed in quelli freddi diminuiscono. Ciò significa che da un lato sicuramente alcune importantissime categorie come acqua, bibite lisce e gassate, birre, etc, sono vendute molto di più nelle stagioni estive rispetto a quelle invernali, ma significa anche che i cambiamenti climatici annuali cambiano le vendite che ne risentono in maniera sensibile. Anche, ovviamente, la lunghezza delle stagioni sono una causa di mutazione dei ricavi da un anno all’altro nella categoria.

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Il 2018 non è stato un anno felice per le bevande: nel periodo della Pasqua (grafico 2),

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Dott. Alessandro Foroni

Esperto di sociologia, organizza reti vendita e merchandising a livello nazionale, prepara i funzionari alla negoziazione con il trade.

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