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Grocery, il primo semestre racconta di un anno di paure dei consumatori: benissimo Discount e Superstore, malissimo Iper e Libero Servizio

Il grocery, nel mese di Giugno, ha confermato quello che è il trend dell’anno: non è un momento rigoglioso, c’è preoccupazione da parte del consumatore per gli eventi che girano attorno al nostro Paese, a cominciare dal lungo parto per la formazione del nuovo Governo che, pare, abbia influito nell’aumentare l’incertezza e quindi le difficoltà che al principio dell’anno si faticava a comprendere, per via dell’altalena del Natale (eccellente) e post feste (Gennaio record di fatturato verso il basso), oggi sono molto chiare e leggibili.

Nel comparto Grocery ovvero quello delle multinazionali, che per la GDO vale circa il 50% e forse meno, e negli specializzati incluso il Discount molto di più, l’analisi che ci restituisce Nielsen è molto netta: i supermercati ed i superstore (da 400 a 4499 mq) nel primo semestre hanno prodotto un fatturato in attivo rispetto al 2017. Si tratta di un eccellente risultato se si considera l’anno di grazia vissuto lo scorso anno. Il canale Iper, fatto di minor fidelizzazione, più autocelebrativo e più “consumistico” nel senso più stretto del termine, è invece in difficoltà. (grafico 1).

 

Il canale Drugstore, che ha vissuto un primo semestre indimenticabile, nel mese di Giugno rimane in positivo ma con un calo spaventoso rispetto alle crescite registrate negli ultimi cinque mesi.  Il canale Discount, dove il Grocery è molto influente, ha chiuso invece un mese eccezionale che solidifica ulteriormente un anno molto positivo per il formato (grafico 2).

Analizzando il grafico che descrive le medie (grafico 3) si avrà una situazione così delineata: una crescita del

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