venerdì 6 Febbraio 2026

Pasqua 2018 vs 2017: la somma dei mesi Aprile e Marzo ci restituisce una situazione a chiaroscuri: bene le aree 2 e 3, male la 1. Bene Grocery, malissimo no food

La ricorrenza della Pasqua va misurata al netto dei due mesi nel caso in cui non coincida il periodo in cui cade. Nella presente analisi si è voluto verificare quale situazione ci restituisce il superamento dei due mesi appena trascorsi rispetto allo scorso anno. Si è così visto che le difficoltà nell'area 1 permangono, si leggerà invece dei risultati dell'area 2 che fanno ben sperare, e soprattutto quelli dell'area 3. Sull'area 4 la situazione, come si vedrà, è più complessa. E' importante verificare lo stato del no food nei periodi considerati, ricordando quanto successo nel 2017. Importante vedere anche il confronto dei freschi tra 2016 vs 2017 e 2017 vs 2018. Questo e tanto altro in questa analisi riservata agli abbonati.

La scorsa settimana abbiamo appurato come il mese di Aprile sia stato vissuto sotto il segno della sofferenza per la ricorrenza della Pasqua del 2017, oggi andiamo ad analizzare in quali territori tale sofferenza è stata più accentuata rispetto ad agli altri, per comprendere se esistono Aree dove gli andamenti si possono considerare positivi al netto delle feste appena trascorse.

Il primo dato è molto chiaro: l’area 2 ha perso il 4,5% sul 2017 con un incremento

del +8,2% nel mese precedente. Significa che la ricorrenza della Pasqua 2017 vs 2018 è terminata definitivamente a favore dell’anno in corso. L’area 1 ha perso il 6,8% contro un incremento del 3,6% del mese di Marzo, quindi la matematica consegna uno squilibrio tutto a favore del 2017 rispetto a questo periodo che sappiamo essere complicato per la zona più ricca d’Italia in termini di fatturato GDO.

L’area 3 ha perso l’8,7% ma nel mese di Marzo aveva guadagnato l’8,9% confermando quanto già si sapeva: nel centro Italia, come in area 2 gli andamenti sono confortanti.

Anche l’area 4 risulta cadere in equilibrio dopo lo scollinamento dei due mesi Marzo ed Aprile nel confronto 2017-2018.

Andando a verificare il progressivo si nota che l’area 1 perde il 2,3% e certifica il suo stato di sofferenza. Attenzione questo dato non tiene conto del canale Discount che in area 1 ha una importante quota di mercato (mappa della gdo) e che non sta vivendo la crisi nel territorio che sta colpendo i super+iper. E’ sicuramente azzardato affermare che sia una avanzata del canale Discount a segnare il passo in area 1, ma di certo uno stato di sofferenza è tangibile soprattutto per il canale ipermercati che nella zona ha una sua solidissima rappresentazione.

L’area 2, dove invece gli ipermercati sono presenti in maniera meno massiccia, sta crescendo; non da ora bensì dall'autunno dello scorso anno, e lo fa superando il temibile scollinamento della Pasqua con la controcifra in positivo.

Rimane sul “groppone” il mese di Gennaio 2018 che, comunque, non mette a rischio l’equilibrio dell’anno se, come dimostra il dato del progressivo, alla fine di Aprile il fatturato segna +1,4% sull’anno precedente.

Nel 2017 quest’area ha sofferto sino ad ottobre, ed è possibile che lo spazio per crescere rimanga intatto sino a quel periodo anche per il corrente anno.

L’area 3 segna un progressivo del +0,1% che, sebbene potrebbe sembrare stagnazione, in verità si tratta di un successo che è in grado di superare il -4,6% registrato nel mese di Gennaio, ma soprattutto il +13,3% del Aprile 2017 (vs 2016), quindi un progressivo che supera il dato dello scorso anno che era già sorprendente. Attenzione all’area 3 che si dimostra reattiva, vivace e davvero uscita dalla stagnazione.

Per l’area 4 il discorso non è così dissimile dall’area 3 sebbene con valori più contenuti: quest’anno ha perso nel mese di Gennaio il 7,2% sull’anno precedente, poi l’effetto Pasqua capace di far vivere una “montagna russa” da -13,4% per un recupero del +13,5%, ci dona un progressivo finale che si ferma al -0,9% che deve fare, però, i conti con un 2017 che aveva dato all’inizio dell’anno numeri da sogno. Ecco che il negativo del -0,9% in questo scenario assume un peso molto relativo, sapendo che la corsa dell’area 4 aveva iniziato a rallentare un poco verso agosto per fermarsi in autunno dello scorso anno.

Quindi attenti alla lettura dei dati: è vero che nel mese di Aprile l’effetto Pasqua ha decretato uno stato di emergenza per gli andamenti della GDO, ma entrando in profondità si nota che:

  • L’area 1 è in crisi, e purtroppo la sua crisi affonda in numeri nazionali per le ponderate che comporta
  • L’area 2 è invece in salute oramai dallo scorso autunno ed è una certezza
  • L’area 3 è da oramai un anno e mezzo un territorio di crescita
  • L’area 4 vive di alti e bassi pericolosi ma è in uno stato di crescita

Il Trend per area merceologica

La situazione degli andamenti del mese di Aprile visti dalla prospettiva merceologica non cambia, l’effetto Pasqua 2017 si abbatte come una scure ovviamente anche da questa angolazione. Come negli altri ambiti, anche qui è utile verificare, dentro i negativi, chi ha resistito di più all’urto e chi meno, e soprattutto è utile verificarne l’andamento progressivo.

Il grocery ha perso il 10% dopo aver guadagnato il 10,3% nel mese di marzo. all'interno del grocery, è bene ricordarlo, cadono i prodotti della ricorrenza della Pasqua, quindi le sperequazioni in questa macro categoria devono essere accentuate per definizione. Non è un caso che il mese di Marzo, quello della Pasqua del corrente anno, il risultato del grocery fosse stato del +10,3%, per la medesima ragione: alla fine dei due mesi il risultato è un +0,3% del 2018.

Certo è che lo scorso anno la situazione era molto più positiva, la sommatoria tra i mesi della Pasqua era nettamente a favore della Pasqua del 2017 sul 2016, questo a dimostrazione che è stato un anno di grazia quello appena trascorso e che migliorarlo sarà difficile. Lo stiamo eguagliando.

Il fresco nel mese di Aprile ha perso il -5,5% dopo aver guadagnato il 5,6% nel mese precedente. Come sopra si può menzionare il timido risultato positivo (+0,1%). Stesso discorso che abbiamo appena fatto per il grocery: lo scorso anno è stato davvero eccezionale rispetto al 2016, ed oggi migliorare quel risultato appare molto difficile, mantenerlo può essere già un risultato positivo.

Per il no food, invece, è "coma profondo", oramai si tratta di una situazione difficilmente recuperabile, per volontà del retailer che, credendo sempre meno in questo settore, ne sta riducendo gli spazi.

Nei mesi di Marzo ed Aprile si sono susseguiti due risultati negativi, anche con la Pasqua a favore nel mese di Marzo, fatto accaduto anche lo scorso anno, sebbene in misura nettamente inferiore.

 

 

 

 

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Dott. Andrea Meneghini
Dott. Andrea Meneghinihttp://www.gdonews.it
Analista ed esperto di Grande Distribuzione alimentare. E’ un attento osservatore delle dinamiche evolutive dei diversi format in Italia ed in Europa. Collabora con alcuni Gruppi della GDO italiana nelle aree di crisis communication management e news management. Affianca la Direzione Generale di alcuni Gruppi della GDO nella gestione delle strategie aziendali. Collabora anche con aziende del Mass Market Retail all'estero come assistant manager sull'italian food. Si può contattare scrivendo a meneghini@gdonews.it

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