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La Coop e l’E-Commerce: è falsa partenza quella di EasyCoop? L’opinione di GDONews

Il portale E-Commerce EasyCoop ha oggettivamente un potenziale spaventoso. In Italia siamo molto indietro nel campo del commercio elettronico nel settore food rispetto a tutti i maggiori Paesi d’Europa, ma anche rispetto alla Cina ed agli Stati Uniti. I dati statistici raccontano di una incidenza del 1,2% sul fatturato GDO ma da queste sponde si hanno forti dubbi in merito.

A nostro parere il fatturato dell’E-Commerce nel settore food in Italia non supera lo 0,7-0,8% dell’intero fatturato GDO Italia, e dove il leader è ancora saldamente “Esselunga a casa”. Inutile dire che esiste un potenziale inespresso eccezionale se si considera la maturità del consumatore italiano negli acquisti on line in altri settori, soprattutto nel turismo e nei servizi.

Non è l’Italia un territorio in cui il consumatore non abbia sufficiente cultura tecnologica, oppure che abbia una eccessiva diffidenza verso gli acquisti su internet. Nulla di tutto ciò.

Pertanto c’è molto spazio per crescere sapendo che in Europa i valori percentuali espressi sono molto interessanti: in Francia il fatturato del commercio elettronico supera il 5% del fatturato GDO, in Germania il 6% ed il Inghilterra oltre il 7%. Significa che almeno 5 miliardi di euro potenziali sono ancora oggi a disposizione nel mercato italiano.

EasyCoop è un sistema di vendita on line che si concentra sul servizio al cliente, sulla velocità di consegna e sulla ampiezza dell’offerta. Sono tutte caratteristiche molto importanti che dimostrano la ricerca della qualità, è chiara la volontà di trasferire sicurezza e competenza al consumatore.

Ma non bisogna dimenticare che siamo nel mass market retail settore food.

Noi mestieranti della Grande Distribuzione italiana, volgari e poco qualificati rappresentanti dell’era digitale, nel pensare all’E-Commerce partiamo da un altro punto di vista: per noi il problema è come costruire la relazione di fiducia che esiste, dalla nascita della moderna distribuzione, tra Retailer e consumatore.

Mentre negli altri settori (Turismo, assicurazioni, servizi) l’elemento umano ha nel tempo perso consistenza, in alcuni come la vendita di prodotti tecnologici si è cercato di dare un appoggio al consumatore attraverso la soluzione delle necessità post vendita, vero punto cruciale di quel settore; nel food è un altro discorso: il procedimento di acquisto del consumatore è, rispetto a tutti i settori precedenti, fatto di alta frequenza e quindi di alta fidelizzazione.

Volenti o nolenti quando si ha a che fare con una relazione così intensa tra consumatore e Retailer è necessario creare delle situazioni di contatto che diano la possibilità di creare consuetudini.

Non a caso in Francia, Inghilterra ed in Germania il Retailer compie la vendita attraverso l’E-Commerce ma con la possibilità di raccolta presso un punto di vendita selezionato (Click&Collect).

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Secondo una recente ricerca di Vanson Bourne, il 40% dei retailers la considera una formula che si diffonderà sempre di più nel settore Retail.

Se è vero che talvolta la formula Click&Collect implica una precisa interrelazione tra sistema software e uomo, e che per tale ragione non pochi Retailers temono un incremento del costo del lavoro, è anche vero che i risparmi (sia per chi eroga il servizio che soprattutto per chi lo riceve) che si ottengono sono di assoluto rilievo, non ultimo la possibilità di scegliere da parte del consumatore quando e dove andare a ritirare ciò che si è acquistato.

Non si capisce perché Coop Alleanza 3.0, con la capillarità che incontra sul territorio, e con la potenza del Brand di cui è portatrice, non si cimenti seriamente sull’E-Commerce. Non dare la soluzione del Click&Collect nei suoi punti di vendita e soprattutto se non si fa una profonda comunicazione rivolta a portare le vendite verso il settore on line sarà difficile parlare di decisione nel progetto. Così com’è oggi EasyCoop sembra di più uno strumento che voglia trasmettere un messaggio di completezza dell’offerta, esiste anche l’E-Commerce.

Sia chiaro anche Esselunga, dopo un inizio davvero avveniristico, oggi non da l’impressione che voglia puntare seriamente sull’E-Commerce.

Il sistema di acquisto con consegna a casa direttamente da Cedi (Come EasyCoop e come Esselunga a casa) tipico di altri mercati, è un modello di business in cui il Re incontrastato è una azienda mostruosa come Amazon. Ma proprio Amazon non ha mai fatto breccia nella vendita del food e proprio per questa ragione ha iniziato dallo scorso anno a fare acquisti di catene di supermercati.

Il giorno che una azienda così potente come Coop Alleanza 3.0 comprenderà la forza dell’E-Commerce e soprattutto imparerà a spiegare a chi ha pensato al progetto che il food è un altro pianeta, allora tutti gli altri concorrenti dovranno iniziare a preoccuparsi.

 

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Dott. Andrea Meneghini

Analista ed esperto di Grande Distribuzione alimentare.E’ un attento osservatore delle dinamiche evolutive dei format discount e supermercati in Italia ed in Europa. Opera come manager per alcuni gruppi alimentari sullo sviluppo all’estero, soprattutto nord Europa e Medio Oriente. Ha scritto il libro per la catena Lillo Spa “Vent’anni di un successo”.

3 COMMENTI
  1. Stefania

    Easycoop? Poco seri e incompetenti. Bocciato!

  2. IVANA SAZZINI

    Due ordini, due consegne mancate. Di fila. Scuse poco credibili, servizio clienti telefonico impossibile da contattare.
    Che me ne faccio delle vostre scuse e dei buoni sconto? Quando uno ordina cibo è perché la dispensa è vuota. Non sono libri, non sono DVD, ne ho veramente bisogno. Se non siete in grado di assicurare il servizio lasciate perdere. Io sono cliente da più di 20 anni. Non mi vedete più.

  3. brunella

    Che vergogna!! Ho ordinato prodotti freschi e già pronti in giornate con clima torrido: la merce consegnata non solo non era fredda ma la maggior parte era da buttare perchè avariata. Pertanto c’è stato sia il danno economico (ho praticamente buttato i miei soldi) che il rischio di stare male con prodotti avariati. Bocciati. Peccato, poteva essere un servizio utilissimo.

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