sabato 7 Febbraio 2026

Pasta: il fuori casa e l’export, due golose occasioni di business

Concludiamo lo studio sul mercato pasta con uno sguardo ai consumi fuori casa e all’export, due occasioni di business non trascurabili.

Questo articolo contiene:

  • dati e grafici sui consumi extradomestici: antipasti, primi piatti, secondi, contorni e dessert (pranzo e cena)
  • dati e grafici sull'export: quote dell'export Europa, e paesi extraeuropei

Consumi fuori casa

I consumi extradomestici presentano una crescita costante nel tempo, con qualche flessione legata ai momenti più bui della recessione ma con veloce ripresa soprattutto nell'offerta a costi accessibili.
Il valore, che ha superato i 70 miliardi, si appresta a raggiungere gli 80, con una spesa media di 6 euro, 70 l’anno pro-capite. Si stima che il consumo fuori casa inciderà già nel 2015 del 4% sul PIL, aumentando di un punto percentuale.
In questo contesto s’inserisce la dilagante offerta di consumo on trade anche da parte della Distribuzione, con sempre maggior numero di superfici dedite al consumo in loco ricavate ed affiancate alle superfici commerciali dedite alla vendita dei beni off trade (per il consumo in casa).
Si stima che otto italiani su dieci consumino abitualmente un pasto fuori casa, principalmente si tratta del pranzo, dove spopolano le nuove tipologie d'offerta in affiancamento al bar, che rimane protagonista sia per la semplicità del pasto consumato che per la velocità del servizio; mentre per la cena è preferito il ristorante, dove la spesa media sale.

Il consumo della pasta è la scelta preferita, poichè viene valutata come salutare, economica e piacevole dai consumatori.

grafico pasta 3_1

Questo interessante panorama ha aperto le porte a nuove possibilità di business per l’industria che, con accordi di partnership, ha iniziato ad affiancare il proprio marchio quale identità nel piatto elaborato.
E’ il caso dei pastifici, appunto, che sempre più spesso sono espressamente dichiarati in uso dagli chef e da un numero crescente di addetti alla ristorazione.
Garofalo ha siglato l’accordo con Autogrill a Settembre, ne aveva in precedenza siglato uno anche con Eataly; Benedetto Cavalieri con i piccoli ristoranti gourmet; Pastificio Palandri, noto pastificio toscano, con ristoratori del territorio, e così via.

Export

Per quanto riguarda l’export, in 15 anni il giro d’affari della pasta italiana è cresciuto complessivamente di circa il 50%, +3,6% nel 2014 rispetto al 2013, attualmente esportiamo il 57% della nostra produzione nazionale – circa 2 milioni di tonnellate per un controvalore di 2 miliardi di euro – contro il 54% di 5 anni fa. Molti pastifici italiani, soprattutto causa crisi del mercato interno e crescita di quello estero, fanno dell’esportazione il loro core business con oltre il 90% della produzione. Il 25% della pasta mangiata nel mondo viene prodotta in Italia, se consideriamo solo i consumi europei siamo al 44%.

Nel 2014 la Germania si conferma il principale mercato con oltre 360 mila tonnellate e un’incidenza pari al 18,3% del totale, seguita Regno Unito e Francia, per entrambe 278 mila tonnellate e 14,1% del totale. Al di fuori dell’Europa, sono gli Stati Uniti il primo sbocco, con 151 mila tonnellate e un peso del 7,7% in volume e del 9,5% in valore, segue il Giappone con un'incidenza di 3,8% a volume.

export incidenza sul tot

I primi cinque mercati pesano per più della metà del giro d’affari, e vi sono ancora margini di sviluppo dell’esportazione giacché crescono ora anche paesi come Russia (+11,5%), India (+15,4%) e, soprattutto, la Cina (+37,9%) a trainare non solo la passione per la pasta ma, più in generale, per tutto il food italiano.

export in tons

 

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Diana Scanferla
Diana Scanferla
E' un manager della GDO esperta nei settori Freschi e Surgelati. Nella sua esperienza professionale ha conosciuto sia il mondo dell’Industria dove ha mosso i primi passi che dalla GDO dove ha sempre lavorato. E’ un category manager moderno molto attento alle vendite oltreche agli acquisti.

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