Nel 2015 e 2016 l’economia cinese continuerà a crescere, nonostante la crisi in atto, intorno al target del 7%. L’imponente urbanizzazione in corso (oltre 700 milioni di persone) con la crescita del potere di acquisto della classe media sono alla base della costante crescita dei consumi interni: non solo nelle cosiddette città di prima fascia (Pechino, Shanghai, Shenzen e Canton) ma anche in quelle di seconda e terza fascia (20 metropoli, ciascuna con 7-10 milioni di abitanti). L’aumento dei redditi, la crescente urbanizzazione e la nascita di nuove tendenze nella cultura e nella moda ispirate al modello occidentale determinano nel mercato cinese dei modelli di consumo che a seconda dei settori possono essere ispirati da diversi fattori: status symbol (lusso, vini, ecc., ad alta valenza di immagine) da forte attenzione al rapporto qualità/prezzo (razionalizzazione delle scelte d’acquisto tramite l’e-commerce) da fattori specifici di determinati settori particolarmente nei beni durevoli (qualità di processo/prodotto, assistenza post-vendita, ecc.).
ESPLOSIONE DELL’E-COMMERCE
Cina in pieno boom dell’industria dell’e-commerce ha registrato un altro anno di forte crescita nel 2014. Il volume delle transazioni del mercato dell’e-commerce è stato
16.390 miliardi di RMB
(2.600 miliardi dollari USD)
in aumento del 60% su base annua, secondo i dati diffusi dal National Bureau di statistica (NBS).
IL MERCATO B2B
La vera e propria frenesia per l’e-commerce, dovuta a una crescita esponenziale degli utenti online, sta incoraggiando le aziende nazionali, grandi e piccoli, a sviluppare lo shopping online. Il volume delle transazioni di e-commerce mirata alle imprese è in forte crescita:
+62,8% su base annua
a 12.750 miliardi di RMB nel 2014
di cui 12.250 miliardi di RMB è attribuibile ai prodotti e 0,50 miliardi di dollari ai servizi
IL MERCATO B2C
Il mercato dell’e-commerce per i singoli consumatori (B2C) sta crescendo a ritmi vertiginosi:
+48,6% su base annua
a 3.640 miliardi di RMB nel 2014
Del totale, i beni di consumo rappresentano 2.880 miliardi di RMB e servizi rappresentano 0.760 miliardi di RMB.
1. DIRETTI
Piattaforme online che vendono prodotti di loro proprietà (prodotti e/o distribuiti), come le vendite e la piattaforma di CRM di Sinopec Chemical Commercial Holding Co., Ltd.
2. AFFILIAZIONE
Piattaforme che vendono prodotti di terzi (in gergo affiliati), ad esempio: Taobao (Alibaba).
3. MISTI
Piattaforme e-commerce che funzionano sia in-house e di out-house, come JD, che ha il 70% delle sue entrate da prodotti di sua proprietà e il 30% di rivenditori di terze parti.
LA CRESCITA DEI SETTORI COLLEGATI
La crescita del commercio elettronico ha innescato il rapido sviluppo delle industrie connesse, come il pagamento on-line e la logistica.
Ad esempio, la Cina ha consegnato un totale di 14 miliardi di pacchi di posta nel 2014, in crescita del 51,9% su base annua, superando gli Stati Uniti come più grande paese del mondo in termini di colli consegnati.
Per il quarto anno consecutivo l’industria logistica cinese ha registrato un tasso di crescita oltre il 50%.
Secondo 88Tuan, un aggregatore di gruppo di acquisto che pubblica l’analisi di mercato, il volume di merci lordo per il primo semestre del 2015 ammontano a 77 miliardi di RMB (circa $ 12 miliardi di dollari), superando l’intero volume per il 2014.
GLI ULTIMI DATI
Nel solo mese di giugno, la Cina ha speso 16,7 miliardi di RMB (2,7 miliardi dollari USD) per acquisti in line, in crescita del 1,4 miliardi di RMB (230 milioni dollari USD) rispetto allo scorso anno.
Shanghai, nel mese di giugno, è stata la città che ha effettuato più transazioni toccando 1,5 miliardi di RMB, mentre i consumatori di Pechino hanno speso 1,11 miliardi di RMB (179 milioni dollari USD). Ognuna delle 26 città di terza fascia ha sviluppato circa 100 milioni di RMB (16.070 milioni di dollari USD) nel medesimo lasso di tempo.
Bisogna considerare che i mercati delle città di terza fascia rappresentavano quasi il 30% delle transazioni in questi sei mesi, e sono al centro di una prossima espansione che avrà dimensioni fortissime.









Pur non mettendo in dubbio i dati presenti in questo articolo il dubbio che mi sorge é riferito al decremento del settore manifatturiero cinese alla perdita continua ed inesorabile della borsa di Shanghai causata dalla riforma strutturale in ambito economico che vede il tentativo di privatizzare molte imprese pubbliche che al momento hanno accesso ai maggiori prestiti bancari. La Cina negli ultimi 5anni ha sempre registrato una crescita a cifra doppia ma tanto velocemente é cresciuta tanto velocemente decresce..e la classe media favorita da questa crescita che aspettative ha? Oggi é quella che ha incrementato l’importanza e che strizza l’occhio all’Occidente ma ancora per quanto?
Hai ragione Laura, la preoccupazione è d’obbligo, sebbene le tensioni in atto erano più che prevedibili. Come dice Romano Prodi nell’interessante intervista pubblicata oggi, quando si parla di Cina bisogna essere ottimisti. Il settore manifatturiero cinese è sotto i 50 punti ma non sta subendo un tracollo, è il linea con la sofferenza di chi dovrebbe comprare. Invece la stretta bancaria sulle aziende di Stato deve preoccupare di più, sebbene l’oligarchia cinese sta, proprio in questi giorni, vivendo una forte resa dei conti ai vertici, per ritrovare l’unità necessaria per superare il momento. La Cina è destinata a crescere ancora, magari non a doppia cifra come in passato ma seguendo l’urbanizzazione in atto la crescita della classe media è inevitabile. Dobbiamo solo sperare sul fatto che noi italiani, buoni eredi di Marco Polo, potremmo riuscire a creare un importante rapporto di interrelazione commerciale con questo gigante in difficoltà. Nell’ambito Food, avendo fatto sino ad ora pochissimo, i margini saranno enormi ma non sarà così semplice, la diversità della cultura cinese è straordinaria ed inimmaginabile.