Prima di tutto che, come si è già detto, la Grande Distribuzione sta iniziando a dare cenni di risveglio rispetto al passato, infatti 11 insegne su 19 presentano segno positivo nel mese di Maggio, e di queste ben 9 dall’inizio dell’anno.
Estasi per gli occhi dei nostri lettori, per l’allontanarsi del clima plumbeo che ha regnato in Italia per anni.
A dire il vero non è tutto oro quel che luccica perché i numeri positivi sono, comunque, ottenuti con grossi sacrifici di marginalità e con poca strategia da parte del sistema retail.

Una insegna in particolare presenta un numero decisamente positivo: +6,3% nel progressivo 2015 a parità di rete ed un 8,6% nel mese di Maggio. Chi sarà questa insegna? Noi scommettiamo che è Unes, se si considerano questi numeri e si rapportano ai tweet che il buon Mario Gasbarrino, direttore Generale del Gruppo, pubblica spesso on line.
Dato per buono quanto appena affermato si potrebbe subito fare una seria riflessione: qual è l’efficacia delle attività promozionali, dei tagli prezzi, del costo dei volantini alla luce del fatto che, suppostamente ma non troppo, il vero leader delle performance dell’anno è l’azienda che ha fatto suo il must dell’every day low price?
Un’altra insegna sta presentando delle ottime performance: +3,6% nel progressivo e +7,8% nel mese di Maggio.
I numeri scorrono positivi a vantaggio di diverse insegne sino ad un certo punto; poi iniziano i segni negativi. I fanalini di coda esistono e sono aziende che esprimono numeri preoccupanti: l’ultima azienda, dalla parte destra della foto, ha segnato un -8,5% nel progressivo 2015 che si trasforma in un -9,5% nel mese di Maggio. Stessa nazione, stesse regioni e stesso periodo di quelli appena accennati: cosa succede? Chi è?
Poi i numeri negativi, in verità, si accompagnano gli uni vicini agli altri, in una forbice che oscilla dal -0,7% al -2,8% sul progressivo ed intorno al -1,3% per tutti nel mese di Maggio.
Insomma debole segnale di ripresa generale, con un’insegna in evidente difficoltà.