In termini di progressivo, tutti i format sono ancora in positivo.

Trend per area geografica del grocery a rete corrente
Rispetto ai dati visti per il totale fatturato, nel Grocery solo Area 1 riesce a segnare un dato mensile in progressione positiva (+0,5%) mentre tutte le altre aree vanno in negativo. In dettaglio, si nota come Area 4 sia, tutto sommato, appena sotto la parità (-0,1%), seguita da Area 3 con il -0,7% e, in ultima posizione, Area 2 con un -2,4%.
In termini di progressivo annuo, Area 3 e 4 guidano la crescita, avendo ben capitalizzato i primi mesi di quest’anno (+2% e +2,7% rispettivamente), seguite da Area 1 con il +1,6% e l’Area 2 che, dopo aver acciuffato la parità ad aprile, cede il passo ad un -0,1%.
I trend per regione del totale grocery a rete corrente
Solo 8 regioni sono in positivo questo mese ed anche quelle con il trend positivo sull’anno hanno avuto una battuta d’arresto. In termini di progressivo, comunque, ben 18 regioni sono ancora con il segno più davanti.
Osservando la mera graduatoria su base mensile, la Calabria fa registrare il +2,2%, seguita dalla Toscana al +2,1%, la Sicilia al +1,8% ed il Piemonte e Lazio al +1,7%. Come si vede da questi dati, le performance non sono ad appannaggio di una sola Area ma risultano piuttosto distribuite. L’Area 2 che, come sappiamo, soffre ancora molto ha il proprio campione nel Trentino con “solo” il +0,6%.
In progressivo, invece, i dati sono piuttosto diversi perché confermano la Calabria al primo posto con il +8,1% seguita dalla Puglia al +7,2% e dalla Valle d’Aosta al +6,2%; il Trentino, medaglia di legno, al +5,2%.
Dando uno sguardo anche a chi performa meno bene nel progressivo annuo, le uniche due regioni in negativo sono il Veneto con il -1,8% ed il Friuli V.G. al -1,1%, entrambe in Area 2.

Incidenza e trend delle aree merceologiche totale grocery a rete corrente
Passata la Pasqua, il Food confezionato smette di trainare il Grocery e rimbalza parecchio in negativo (-2,3%) anche sul proprio trend annuale pari al +1,1%. Sulla stessa falsa riga, anche l’Area Pet perde efficacia e chiude il mese al -0,9% su di un progressivo al +1,8%.
Cura Persona e Cura Casa, allo stesso modo, continuano a scendere e quella quota del 14,5% del totale Grocery non può essere considerato di supporto alla crescita.
Continuano ad essere in positivo, invece, le Bevande (+2,5% nel mese e +3% nell’anno) insieme al Freddo (+2,7% nel mese e +4,7% nell’anno) ed il Fresco (+1% nel mese e +3,4% nell’anno). Complessivamente, le tre aree arrivano a pesare il 48,3% del Grocery e le loro performance possono effettivamente influenzare il trend generale.
Quindi le Bevande, per effetto stagionale da una parte, ed il Freddo/Fresco, per quanto visto fino ad adesso, continuano ad essere il traino per la crescita (o per la riduzione di perdita) del Grocery.

I prezzi

Dopo l’impennata di aprile -sbornia da Pasqua la definirei- la situazione torna a più miti consigli e, vuoi per il calo dell’inflazione al +0,9% (dopo il +2,3% di aprile) e la rinnovata vigilanza dei consumatori che riportano il mix carrello a -0,4%, si vede un incremento dei prezzi di solo i +0,5%.
Le variazioni sulla scala prezzi
Nel mese di maggio si torna a comportamenti già ampiamente visti e discussi prima della Pasqua. La Top Premium (>150) continua a crescere sia nel mese ( quota al 21,7%) che nell’anno (quota al 21,8%) mentre risultano stabili nel mese le altre fasce Premium (>116 < 150).
La fascia Mainstream è stabile nel mese mentre perde nel cumulato anno, così come le altre fasce tra 100 e 85 continuano a “vivacchiare” ma, di sicuro, non crescono.
La fascia Primo Prezzo (<70) cresce sia nel mese che nell’anno e raggiunge la soglia del 13%.

Evoluzione della leva promozionale
Maggio conferma la pressione promo di aprile (30,5%) con uno scarto di mezzo punto in più rispetto alla pressione dell’anno scorso. Non è un dato altissimo ma, comunque, si pone nella fascia alta delle pressioni promo viste negli ultimi 13 mesi.

La leva promozionale di maggio è in calo rispetto all’anno precedente. Questo dato lo si rileva sia negli I+S 400-4499 che nei Grandi Iper >4500 che nell’agglomerato I+S+LS.
Il calo è presente sia nelle attività di prezzo che nelle attività di comunicazione, in maniera equa anche per formato.

Incidenza e variazione Mix promozionale
In termini di mix promozionale, maggio rappresenta un po’ un’anomalia in quanto non sono solo le ultime fasce di taglio prezzo (>30%) a crescere ma è presente anche un incremento nella fascia >20%<30%.
Ne consegue che l’unica fascia in riduzione è quella >10%<20%.
Gli assortimenti grocery
L’andamento di questi ultimi mesi è praticamente una fotocopia. La numerica dei nuovi prodotti oramai supera stabilmente il 20% e l’apporto, in termini di fatturato, continua a crescere (questo mese al 9,4%).
Le referenze in uscita sono sempre attorno al 15% ed il loro peso si aggira attorno all’1% del volume di affari.
La risultante tra queste due dinamiche è che l’assortimento continua a crescere nell’ordine del 5% su base mensile.
Andamento delle vendite per tipologia di Marca
L’MDD riprende lo spazio che merita subito dopo le Feste. Nel mese supera la quota del 19% ma anche nel progressivo annuale è oramai prossimo a raggiungere questo obiettivo importante (18,8%).
I prodotti Leader continuano a perdere terreno in maniera pesante sia nel mese che nell’anno.
I Follower riescono ancora ad avere dati positivi nel mese a discapito dei prodotti Primo Prezzo che, pur crescendo nell’anno, nei mesi spesso mostra segnali di affaticamento.

Le scale prezzo della MDD, in questo mese di maggio, tornano ad essere polarizzate tra i Premium >150 (al 15,5% nell’anno) ed i Primi Prezzi <70 (al 21,9% nell’anno).
Ancora più evidente è il dato se prendiamo nel progressivo annuo tutte le fasce Premium (da > 116) che si attestano ad una quota pari al 29,5% contro il 27,9% dell’anno scorso.
I Primi prezzi crescono invece solo di due decimi rispetto all’anno scorso.

Continua...