La Coop Estense, colosso modenese, nasce nel 1989 dall'unificazione di Coop Modena e Coop Ferrara, ed opera anche nella regione Puglia e nella provincia di Matera, in Basilicata. Il sud, che è stata la grande sfida di alcune Coop del nord alla fine degli anni ’90 (quando gli stranieri andavano all’estero per capirci) tra cui la Coop Estense si è rivelata, con il senno di poi, un bagno di sangue in termini economici. Negli anni le perdite del sud riusciva a compensarle con le entrate del nord (con i punti di vendita nelle province di Modena e Ferrara), ma nel 2014 non è stato così: pare infatti che si siano registrati nel sud 12 milioni di euro di perdite contro gli utili del nord limitati a 9 milioni. In soli 5 anni sono stati persi 50 milioni di euro dalla Coop Estense in Puglia e Basilicata di cui solo 12 nell’ultimo anno. Coop Nordest nasce invece nel 1995 dall'unificazione di Coop Nordemilia e di Coop Consumatori Friuli-Venezia Giulia, opera in ampie aree dell'Emilia, della Lombardia, del Trentino, del Veneto, del Friuli-Venezia Giulia.
L’esperienza all’estero Coop Nord Est la fece davvero alla fine degli anni ’90, in Croazia, ed anche quello fu un disastro. Si persero anche li milioni di euro ma erano altri tempi, in Italia gli affari andavano a gonfie vele e quando la riduzione dei consumi si fece più seria, Coop nord est cedette immediatamente il Business a Spar facendo anche cassa ed uscendo da un mercato troppo difficile per le corde di Coop. Il vero problema è invece in corso in Friuli Venezia Giulia e tra poco se ne parlerà.
La terza Coop, la più grossa, è Coop Adriatica che affanna in un territorio molto vasto e molto competitivo. Anche per Coop Adriatica la conquista del sud si è trasformata in una enorme difficoltà, al punto che oggi si parla ufficialmente di 62 esuberi in Sicilia e di numeri che non riescono a tornare. Che nel sud si doveva investire si sapeva sin dal principio, era un territorio difficile, con innumerevoli difficoltà locali, oltre a consumi sensibilmente differenti in termini di assortimento e di volumi, la crisi economica prolungata (non certo prevedibile) ha sicuramente aggravato le cose ma ad accelerare le decisioni potrebbe essere stato il problema in corso nelle Coop Operaie di Trieste ed alla CoopCa di Tolmezzo.
Non si sa ancora, infatti, come si risolverà la vicenda spinosissima di Coop Operaie ad oggi ancora dentro un concordato complicato. I numeri della vicenda sono di quelli che fanno tremare: 103 milioni di risparmi di 17 mila risparmiatori che si aggiungono altri 30 milioni di risparmi di CoopCa perduti.
Chi se ne fa carico?
Coop, non essendo una banca, non ha il supporto del Fondo interbancario di tutela dei depositi che entri in soccorso, ma nemmeno la tutela del Fondo di garanzia dei depositanti del credito cooperativo, pertanto l’unica soluzione è che un’altra Coop possa mettere mano al problema e gestire il problema dei creditori di Coop (tra cui i soci prestatori). L’argomento è molto spinoso ed è nelle mani della magistratura pertanto più di questo non si deve scrivere, ma sicuramente questo evento ha accelerato alla soluzione verso una protezione del sistema Coop, che non può che essere quello della creazione di una grande aggregazione in grado di anticipare ed evitare problemi (eventuali) con soci prestatori potenzialmente possibili in futuro ma che sarebbero molto più seri per dimensioni. E se è vero che una unione delle Cooperative è un evento davvero complicato da realizzarsi, basti vedere come nel campo del “cemento” le cooperative edilizie siano arrivate definitivamente logore alla unione, nella Grande Distribuzione invece i valori economici in gioco erano tali e tanti che è stato un passo obbligato e responsabile.
Pare che ci siano accordi di massima anche sulle cariche e che verranno messi da parte tutti i prevedibili personalismi. Secondo rumors la Presidenza potrebbe andare a Paolo Cattabiani, d’intesa con Mario Zucchelli, che lascerebbe la leadership. Cattabiani è stato serissimo e molto responsabile quando, all’indomani del crac della Coop Operaie, disse “i soci hanno fiducia nella cooperazione di consumo” e “quando questa fiducia viene tradita da una singola realtà tutta la casa comune ne paga il prezzo”. Oggi la questione è nel suo tavolo e farà di tutto per arrivare, assieme alle Banche ed a questo punto alla Grande Coop, alla soluzione. Giovanni Monti, presidente di Legacoop Emilia-Romagna, ha intanto dichiarato in una nota: “Saluto con grande soddisfazione la decisione dei Cda di Coop Nord Est, Estense, Adriatica, di procedere verso la fusione dando vita alla più grande cooperativa italiana. E' una decisione di grande importanza e anche una chiara indicazione per le cooperative del nostro territorio chiamate a dare vita a progetti nuovi per rispondere sempre meglio alle esigenze delle comunità e dei cittadini”.
Volete scommettere che questa grande Coop non sarà l’unica? Lunedì prossimo GDONews pubblicherà un libro (ebook) “sulle 9 sorelle” (ex 9 sorelle a questo punto) e farà un profonda analisi finanziaria dei Bilanci di tutte le Coop dal 2009 ad oggi. Il dott. Di Napoli della società Obiettivo Valore Srl, analista AIAF e profondo conoscitore della Grande Distribuzione in termini finanziari, spiegherà in profondità il fenomeno Coop ed il suo modello di Business. I numeri che abbiamo avuto in anteprima potrebbe farci pensare che questa aggregazione, necessaria e salvifica, non sarà l’ultima.