lunedì 19 Gennaio 2026

Coop Italia: voci di nuove organizzazioni aziendali?

Il Presidente Marco Pedroni da mesi va spiegando che la politica di Coop Italia si deve aggiornare alle nuove esigenze e ad un mercato che è in rapida trasformazione. I più di 100 Ipermercati le attribuiscono la leadership sul format, che è di fatto quello più in difficoltà, ma il cambio di Coop va molto oltre l'aggiornamento degli assortimenti. Il Presidente qualche mese fa spiegava come una delle intenzioni di Coop era quella di aggiornare le politiche promozionali, troppo esasperate negli ultimi anni, per concentrare risorse in altri ambiti. Aveva ragione, la centrale Coop Italia ha davvero l'intenzione di diminuire la pressione promozionale, le attività con i fornitori, ma non è la medesima intenzione delle cooperative nei territori. Cioè quello che poteva essere una volontà della centrale di dare un segnale al mercato, si è trasformato in un segnale interno, ovvero quello di dare più autonomia alle periferie. Il consumatore non si accorgerà di una diminuzione della pressione promozionale, ma i fornitori si stanno accorgendo di una diminuzione degli appuntamenti in Centrale nazionale per pianificare le attività annuali.

Cosa significa tutto ciò?

C'è la possibilità che l'evoluzione del mercato sia intesa come una maggiore autonomia delle periferie a gestire il business a discapito della Centrale nazionale, è come se il nuovo corso di Coop Italia si fosse reso conto che gli sforzi della vecchia gestione, tutti rivolti alla centralizzazione, sono in verità da modificare radicalmente.

E la centrale del No Food di Prato?

Il No food è sempre stato un punto di riferimento nell'offerta, ma in che direzione starà andando l'aggiornamento del format Iper? Conad, ad esempio, ha avuto le idee chiare: si toglie il nome "Ipermercato", ancor di più il nome "Leclerc", e si sostituisce con "Conad Superstore". Un insegna non è sufficiente a determinare una nuova politica commerciale, più rivolta al food, e per tale ragione anche gli assortimenti stanno cambiando, dando particolare risalto ai freschi e freschissimi, soprattutto sull'offerta regionale, proprio utilizzando gli spazi un tempo appannaggio del no food. In Coop si parla di un aggiornamento qualitativo dell'offerta No Food. Chissà se i cambiamenti saranno sostanziali a Bologna ed a Prato.

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