sabato 25 Maggio 2024

Inchiesta sui prezzi 2010 di Altroconsumo: tra Coop ed Esselunga spunta Iper

Come ogni anno Altroconsumo ha pubblicato l’inchiesta che fa un quadro molto dettagliato della convenienza delle varie insegne italiane e la classifica delle città per convenienza.
L’indagine prende come campione due carrelli tipo: uno, quello più diffuso, che prende in considerazione 97 categorie merceologiche divise in 1.644 confezionamenti di 421 marche. L’altro, di “stampo low cost”, composto dalle stesse categorie di prodotti, ma andando a cercare i più economici sugli scaffali delle varie catene.
L’indagine si è svolta a maggio in 62 città nelle quali sono stati visitati 635 supermercati, 138 ipermercati e 153 discount. Da tutti i dati Altroconsumo ha dedotto un indice ponderato per permettere il confronto tra insegne e città.
Per quanto riguarda il “carrello 1” Esselunga cede il primo posto assoluto per convenienza registrato nel 2009 a Iper che risulta la catena più conveniente sul territorio nazionale, proprio davanti al gruppo di Caprotti. Ottimo il risultato di Alì che ritrova al secondo posto in compagnia di gruppi ben più blasonati come Bennet, Gigante, Auchan e Panorama. Ipercoop e Conad Leclerc si ritrovano insieme al terzo posto mentr Carrefour è al quarto posto.

Nel canale Ipermercati quindi Iper sorpassa Panorama che era risultato il migliore del 2009, Gigante segue a ruota piazzandosi meglio addirittura di Ipercoop e Conad Leclerc.
Nel canale supermercati Esselunga rimane in vetta alla classifica della convenienza anche se il distacco di Conad e Coop cala vistosamente (nell’indice aggregato).
Sicuramente sono da segnalare gli eccellenti risultati di gruppi di carattere locale come Alì, Dok (insegna di Megamark), Spark e Pim di Roma.
Il “carrelo 2” vede i disount leader incontrastati: Eurospin saldo al primo posto per convenienza seguito da LD, Dpiù ed altre insegne discount.

Per trovare il primo gruppo di ipermercati/supermercati dobbiamo arrivare all’ottavo posto dove troviamo Auchan seguito da Iper ed Esselunga. Coop è al 13° posto e Conad addirittura al 26° distaccato di ben 56 punti di indice ponderato.

Dott. Alessandro Foroni
Dott. Alessandro Foronihttps://www.gdonews.it
Esperto di sociologia, organizza reti vendita e merchandising a livello nazionale, prepara i funzionari alla negoziazione con il trade.

5 Commenti

  1. Mi piacerebbe sapere se in Francia è la stessa pappa oppure è solo in Italia che succedono queste cose ( perchè vi assicuro che succedono veramente e non solo negli iper Auchan ma presso la maggior parte della distribuzione). Qualcuno provi a fare due calcoli su un pv medio che occupa 30 persone alle quali non vengono pagati:
    – minimo 80 ore mensili di straordinario; nessuna tredicesima, idem per la quattordicesima; permessi azzerati e mai goduti; ferie 10 giorni e il resto azzerate; addirittura no assegni familiari( ?) e dulcis in fundo stipendi base decurtati di almeno il 30%. Tutto questo moltiplicato per 12mesi e per 30 persone, fanno in ……..margine?- Significa che invece di fare l’imprenditore e sforzare quel poco di materia grigia che sta dentro lo sgabuzzino cranico, anche un imbecille può mettere su un’attività e vendendo i prodotti a costo….guadagnarci e anche tanto. CHE SCHIFO.

  2. Ma è chiaro che la multinazionale come del resto le poche aziende italiane leader cerchino di sfruttare al massimo la forza lavoro …. le risorse umane come le chiamano .
    Se in un punto vendita hanno bisogno di 300 persone ne utilizzano 150 facendole rendere al massimo , per arrivare a ciò la psicologia è importante …. il dipendente è sempre sottopressione magari facendogli credere di fare chissà quale carriera … difatti non assumono più cassiere macellai e salumieri ma usano termini diversi tipo allievo caporeparto allievo alla carriera direttiva , junior manager , specialisti di reparto ecc ecc.

  3. Dal corriere della sera del 10/1/2011:

    Il modello Marchionne? A Montevarchi. Tanta effervescenza intorno al Lingotto e ai suoi prodotti è dovuta senz’altro, come tutti gli riconoscono, alle svolte impresse da Sergio Marchionne all’organizzazione degli impianti italiani. Una struttura che sembra piacere persino a Turiddo Campaini l’attivissimo presidente di quel piccolo colosso dell’Unicoop di Firenze.

    Alla fine dell’anno Campaini ha presentato ai sindacati un piano di riassetto che scommette sul modello Marchionne. Per le strutture meno redditizie della rete coop, una ventina su oltre 100, si profila la creazione di una bad company che potrebbe riassumere gli attuali dipendenti (l’alternativa sarebbe il trasferimento) con un contratto sganciato da quello nazionale e turni settimanali più pesanti, fino a 40 ore. Punto di partenza, il negozio di Montevarchi, in provincia di Arezzo.

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