Se il Veneto è la regione nella quale il primo operatore si ferma all'11%, il Trentino-Alto Adige è il suo contrario. Qui i primi tre operatori sviluppano il 66% delle vendite stimate della regione, più del doppio del Veneto, e in ciascuna delle due province arrivano al 72%: dopo le tre province della Romagna, Trento e Bolzano sono i mercati più concentrati del Nord-Est.
Ma la concentrazione non ha lo stesso nome nelle due province. A Trento la prima impresa è Poli, con il 31,2%, seguita a meno di due punti da Sait, il consorzio delle cooperative di consumo trentine. A Bolzano la prima è Aspiag, la società di Despar, con il 45,1%: a Trento la stessa Aspiag si ferma al 6,2%. Due province confinanti, della stessa regione, con due leader diversi e quasi nessuna sovrapposizione fra i rispettivi primati.
Per i retailer significa che il Trentino-Alto Adige non è un mercato, ma due, e che in entrambi lo spazio lasciato dai primi tre è inferiore al 30%: chi vuole entrarci deve misurarsi con reti radicate, capillari e, come vedremo, costruite su modelli molto diversi fra loro. Per l'industria significa che in questa regione pochi interlocutori aprono gran parte del mercato, ma che a Trento e a Bolzano non sono gli stessi: un accordo con il primo operatore di una provincia vale pochissimo nell'altra.
E c'è un terzo elemento che qui pesa più che altrove: il turismo, che in provincia di Bolzano gonfia i bacini dei negozi di quasi un quarto.
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