Da un unico riso a 25 referenze: Riso Scotti porta a Risò il modello Venere

Nato quasi trent’anni fa dalla ricerca agronomica italiana, Venere è oggi al centro di un progetto che conta 25 referenze e raggiunge oltre 50 Paesi.

A Risò 2026 Riso Scotti e Sa.Pi.Se raccontano un modello nel quale filiera, industria e innovazione concorrono alla costruzione di valore.

Un riso nato quasi trent’anni fa dalla ricerca agronomica italiana, oggi diventato una piattaforma di innovazione che conta 25 referenze e raggiunge oltre 50 Paesi. È la traiettoria di Venere che Riso Scotti porta a Risò 2026 insieme a Sa.Pi.Se: una case history che mostra come filiera, industria e conoscenza dei consumi possano concorrere alla costruzione di valore nella categoria.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Una filiera che parte dal seme

La storia comincia nel 1997 a Vercelli, nel Centro Ricerca e Sviluppo di Sa.Pi.Se, dove anni di ricerca e selezione portano alla costituzione del primo riso nero aromatico italiano, attraverso un incrocio convenzionale tra una varietà nera asiatica e una varietà della Pianura Padana.

Intorno a quella varietà si costruisce progressivamente una filiera fortemente presidiata. Oggi coinvolge 16 aziende agricole tra Piemonte e Sardegna e oltre 1.000 ettari coltivati.

Sa.Pi.Se è capo filiera del Sistema di Rintracciabilità certificato secondo la norma UNI EN ISO 22005 e dal 2025 la produzione aderisce allo Standard SRP – Sustainable Rice Platform.

È su questa base che si innesta il ruolo di Riso Scotti. La collaborazione avviata nel 2021 mette in relazione due competenze complementari: da una parte ricerca varietale, semente, agricoltura e controllo della filiera; dall’altra capacità industriale, sviluppo di prodotto, distribuzione, conoscenza dei consumatori e accesso ai mercati.

Da prodotto a piattaforma di innovazione

Il passaggio successivo è stato infatti ampliare progressivamente il perimetro di Venere. Non soltanto riso integrale da cucinare, ma prodotti e formati capaci di intercettare nuove abitudini alimentari e nuove occasioni di consumo.

L’espressione più recente di questo percorso sono le Cups “Apri, Scalda e Gusta”, che portano Venere nel ready meal: un formato pronto in pochi minuti, pensato per occasioni che vanno dal pranzo veloce alla pausa in ufficio o all’università, fino alla cena informale.

Una strategia che ha trasformato il chicco nero oltre i confini della categoria riso. Pasta Venere, nata dall’incontro tra grano 100% italiano e farina di riso Venere, ne è un esempio: il riso diventa ingrediente e genera una nuova proposta in uno dei comparti più rappresentativi dell’alimentare italiano. Il progetto si estende oggi anche a snack e sostitutivi del pane.

La logica è quella di preservare l’identità della materia prima e, contemporaneamente, moltiplicarne le occasioni d’uso: un approccio che consente a un prodotto nato nel 1997 di continuare a dialogare con consumatori e stili alimentari profondamente cambiati.

«Venere rappresenta molto bene la nostra idea di Made in Italy: non soltanto un’origine geografica, ma la capacità di mettere insieme ricerca, agricoltura, industria e mercato», sottolinea Angelo Dario Scotti, Presidente e AD di Riso Scotti. «Sa.Pi.Se ha creato e custodito una varietà straordinaria; noi abbiamo scelto di investire nella sua valorizzazione, mettendo a disposizione la nostra esperienza industriale, la capacità di innovare e la presenza sui mercati».

A Risò, nel luogo in cui tutto è cominciato

È questo modello che Riso Scotti e Sa.Pi.Se porteranno insieme a Risò – Festival Internazionale del Riso, in programma a Vercelli dall’11 al 13 settembre.

Una presenza che riporta Venere nel territorio in cui è nato e diventa l’occasione per raccontarne non soltanto l’origine, ma soprattutto l’evoluzione: dal seme alla filiera, dal prodotto al mercato, dal territorio a oltre 50 Paesi nel mondo.

CONTATTI
www.risovenere.it
www.risoscotti.it

 

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