Riso Scotti: crescita dell’offerta ampliando la gamma “Venere” ed estrema attenzione verso l’ambiente

E’ ispirato a Leonardo da Vinci e alla sue opere ingegneristiche per lo sviluppo dei canali di irrigazione il manifesto green di Riso Scotti, storica azienda pavese fondata nel 1860 che sta puntando con convinzione su un progetto di economia circolare e sostenibilità partecipata con l’obiettivo di valorizzare la filiera italiana del riso. 

“Natura, innovazione e progresso che ispirarono il genio di Leonardo – spiega a GDONews il Responsabile Vendite Gdo Nicola De Benedictisoggi sono i pilastri del percorso di economia circolare, dal campo alla tavola, in cui l’azienda nel suo ruolo di industria di trasformazione si propone come ponte tra il mondo agricolo e quello dei consumi. Lo fa coinvolgendo sementieri, agricoltori, partner industriali, trasportatori, distribuzione e consumatori finali in un progetto virtuoso e circolare di condivisione delle migliori soluzioni sostenibili, per valorizzare la biodiversità italiana nel rispetto dell’ambiente e delle risorse naturali”. Puntare su processi innovativi, performanti ed efficienti dunque per ridurre l’impatto ambientale: “Dai sistemi di coltivazione nei campi – spiega – fino alla trasformazione in riseria, l’utilizzo delle risorse naturali come l’acqua e l’energia green costituiscono le direttrici di un approccio coordinato da una competenza ingegneristica energetico-ambientale in grado di individuare opportunità di miglioramento e risparmio, coniugando la sostenibilità ambientale e quella industriale. In quest’ottica, sono state sviluppate soluzioni per l’autoproduzione dei vettori elettrici e per la generazione del vapore necessario nei processi produttivi attraverso una caldaia per la combustione della biomassa ricavata dal sottoprodotto della lavorazione del riso. A ciò si aggiunge la valorizzazione dell’acqua con un impianto di potabilizzazione anaerobico. A concorrere poi alla causa green del minor impatto ambientale c’è la logistica. I carichi e i viaggi sono stati infatti ottimizzati con il raggiungimento di un’efficienza che ha permesso di tagliare 600mila chilometri di percorrenza su gomma, mentre i percorsi più corsi vengono ora affidati a mezzi alimentati a gas naturale liquefatto. Per il futuro, pensiamo anche a mezzi elettrici e trasporto intermodale. Il viaggio del riso termina sulla tavola, con un prodotto che arriva con tutte le garanzie di qualità, tracciabilità e sicurezza alimentare. Il consumatore finale ha un ruolo importantissimo in perfetta ottica di economia circolare: massima attenzione a non sprecare cibo e profondo impegno a differenziare correttamente gli imballaggi, così da avviare i materiali al riciclo. Tutto questo racconto è sintetizzato sulle nostre confezioni e abbiamo dedicato un’intera sezione del nostro sito Web”. 

 

D: Il 2021 è stato un altro anno molto difficile per la situazione epidemiologica. Qual è il vostro bilancio per l’anno appena concluso? Le strategie che avevate previsto per affrontarlo si sono rivelate efficaci? 

Quello appena trascorso è stato un anno molto particolare: avevamo in controcifra i volumi del 2020 “viziati” dagli accaparramenti indotti dai ripetuti lockdown e l’incognita di come sarebbero potute mutare le strategie della distribuzione e il comportamento del consumatore. Grazie ad un piano strategico efficace ed elastico, incentrato sulla valorizzazione degli asset storici (riso bianco) e sulla conferma del ruolo di protagonisti dell’estate (con la ricca gamma di prodotti per insalate), Riso Scotti è riuscita a far fronte alle rinnovate necessità del mercato confermando il suo ruolo di leader nel settore.

 

D: Il 2022 invece è iniziato in salita tra la recrudescenza del Covid, con le conseguenti quarantene e gli incrementi indiscriminati delle materie prime: qual è la situazione di Riso Scotti? Le negoziazioni con la GDO come procedono? 

Questo rischia di essere l’anno della “tempesta perfetta” con incrementi di materie prime, materiale di imballaggio, energia e trasporti, che non fanno che complicare una situazione già di per sé critica. Riso Scotti ha cercato di approcciare il mercato con la consueta trasparenza e pragmaticità: quest’anno serviva confrontarsi con la distribuzione in netto anticipo rispetto alle abitudini consolidate e devo dire che abbiamo trovato nei nostri interlocutori una concreta consapevolezza del momento storico ed una più positiva predisposizione all’ascolto. Le negoziazioni non sono più esasperate o unidirezionali come un tempo: la reciproca consapevolezza delle rispettive esigenze, fa sì che le posizioni non si cristallizzino ma anzi si cerchi, da entrambe le parti, la soluzione che possa salvaguardare esigenze ed interessi comuni. Ciò detto, pur essendo riusciti a chiudere la campagna contrattuale con netto anticipo rispetto agli anni scorsi, la condizione di mercato in termini di aumenti di materia prima ha preso una deriva inflattiva che sembra non arrestarsi: questo ci impone di adottare la massima attenzione nelle strategie da mettere in campo.  

 

D: Quanto incide l’export sul vostro fatturato? La pandemia ha limitato la crescita di Riso Scotti sui mercati esteri?

L’export rappresenta oggi il 30% del fatturato globale e la tendenza dell’incidenza è in crescita. Attualmente esportiamo in oltre 80 paesi, molti dei quali extra-europei, potendo contare su solide partnership con valenti operatori locali. L’azienda è fortemente impegnata nell’Europa dell’Est e in particolare in Romania dove è stato avviato nel 2005 l’innovativo “Progetto Danubio”, un piano agro-industriale che ha sancito di fatto il processo di internazionalizzazione del marchio e di trasferimento della cultura italiana della lavorazione del prodotto. Riso Scotti è infatti riuscita a esportare all’estero il suo “sistema” consolidando in primis la propria posizione sul mercato continentale. In Europa, abbiamo raggiunto la leadership con il risotto italiano, che può contare su un numero sempre maggiore di nuovi consumatori che lo apprezzano come specialità gastronomica, una tendenza che pone le basi per ulteriori crescite future. La nostra mission infatti è quella di affermarci all’estero come specialisti italiani del riso. Questa vocazione ci proietta su tutti i principali mercati internazionali con i piatti del Made in Italy: la strategia è quella di fare qualità e portarla nel mondo, anche con i prodotti nati dalla diversificazione che utilizzano il riso come ingrediente e rispondono alla filosofia sostenibile “zero waste”, come ad esempio le bevande vegetali.

Per quanto concerne la pandemia, l’impatto del Coronavirus oltre confine si è manifestato con un po’ di ritardo rispetto all’Italia ma in generale le dinamiche che abbiamo riscontrato coincidono con quelle registrate nel nostro Paese. C’è stato un picco di ordini che nel marzo 2020 ha toccato la soglia del +200%, spinto dal timore di una possibile chiusura delle frontiere, per poi normalizzarsi sugli scambi abituali. Dovendo fare un consuntivo di questi ultimi due anni, possiamo affermare di aver mantenuto le posizioni consolidandole, con un po’ di difficoltà ad aprirne di nuove. Che è l’obiettivo di questo 2022.

L’anno scorso invece per Riso Scotti era stato caratterizzato anche dall’acquisizione del marchio Venere da Sa.pi.se. e dalla successiva distribuzione – e soprattutto promozione – del prodotto con una campagna che ha avuto un ottimo riscontro. Da qualche settimana l’azienda è diventata esclusivista mondiale per il marchio del riso nero: “Una responsabilità importante – afferma ancora De Benedictis – che ci inorgoglisce imponendoci di essere ancora più presenti nella gestione dei prodotti e del marchio. La gamma Venere non vivrà solo dei prodotti storici ma verrà implementata da referenze assolutamente innovative ed in linea con le nuove tendenze ed esigenze del mercato. Un esempio per tutti il “Rapid Venere” per Pokè: il primo riso rapid, pronto in due minuti, utilizzabile come base perfetta e già pronta per cucinare il proprio pokè arricchendolo a piacere con le proteine e le vitamine che più aggradano ognuno di noi”. Sulla scia dell’incredibile successo della linea “Si con riso, senza lattosio”, la proposta commerciale verrà arricchita da un nuovo progetto che saprà soddisfare le esigenze sempre maggiori del consumatore: “Nasce infatti “Si con riso fibra più fibra senza lattosio” – conclude – si tratta di una nuova linea che, nel segmento del senza lattosio, vedrà protagonisti alcuni items con il plus della presenza di fibre. Una novità assoluta in cui crediamo molto”.