venerdì 3 Luglio 2026

Granoro, la filiera del grano duro pugliese diventa racconto di prodotto

C’è un passaggio, nel racconto di Granoro, che spiega bene il senso dell’evento organizzato dall’azienda per la stampa specializzata: la filiera nasce molto prima dello scaffale, nei campi in cui viene coltivato il grano duro. È lì che prende forma il valore della pasta, ed è lì che l’azienda ha scelto di concentrare una parte rilevante del proprio lavoro, costruendo nel tempo un rapporto diretto con il mondo agricolo pugliese.

Il confronto con la Cooperativa Fra’ Coltivatori di Apricena è stato uno dei momenti centrali dell’incontro. Un rapporto nato come accordo di filiera e cresciuto progressivamente, fino a diventare una collaborazione stabile tra agricoltura e industria. Apricena rappresenta il partner storico del progetto, presente fin dagli esordi, ma oggi il sistema di filiera si è ampliato e coinvolge anche altri operatori del territorio, come Semidaunia e Cosemefer, quest’ultima entrata più recentemente nel percorso. Ne emerge una rete più articolata, nella quale produttori agricoli, strutture di conferimento, stoccaggio e trasformazione contribuiscono alla crescita di Granoro Dedicato e alla sua capacità di dare continuità al grano duro pugliese. All’inizio il percorso richiedeva fiducia da entrambe le parti. Per i produttori agricoli aderire a un progetto strutturato significava uscire dalle sole logiche del mercato libero, accettare obiettivi qualitativi precisi e inserirsi in una programmazione più ampia. Per l’azienda voleva dire assumersi un impegno altrettanto concreto: riconoscere il valore del lavoro nei campi, garantire continuità e costruire una filiera capace di produrre grano duro con caratteristiche adeguate a una pasta di qualità.

Green combine harvester at work in a golden grain field under a clear blue sky, dust rising behind it.

La dimensione del progetto rende lampante il valore industriale e agricolo di questa scelta. Granoro Dedicato coinvolge oggi circa 340 agricoltori e consente di conferire ogni anno circa 20.000 tonnellate di grano duro di qualità coltivato in Puglia. Da questa materia prima si ottengono circa 15.000 tonnellate di semola e circa 12.000 tonnellate di pasta l’anno. La filiera si sviluppa in un raggio di circa 150 chilometri, riducendo l’impatto dei trasporti e concentrando sul territorio una parte rilevante del valore generato. Il modello prevede il ritiro dell’intero raccolto, un prezzo garantito definito con gli agricoltori e premialità legate alla qualità, a partire dal livello proteico del grano.

La fiducia si è costruita su questo terreno. L’agricoltore entra nel progetto come parte attiva della qualità finale; l’industria si assume la responsabilità di trasformare quel lavoro in un prodotto coerente con il posizionamento aziendale. La qualità della pasta dipende dall’equilibrio tra questi due mondi: dalla capacità di produrre quantità sufficienti, mantenendo parametri agronomici, caratteristiche del grano, resa molitoria e comportamento della semola nel processo produttivo.

Il grano duro pugliese diventa così il punto di partenza di una narrazione industriale con solide basi agricole. La Puglia è la principale regione italiana per questa coltura e contribuisce in modo determinante alla produzione nazionale. Un patrimonio che alimenta il comparto pasta e altre eccellenze del territorio, dal pane di Altamura ai prodotti da forno. Salvaguardare questa produzione significa difendere il primo anello di una catena del valore esposta alle oscillazioni di mercato e alla progressiva perdita di attrattività di alcune colture tradizionali.

Il tema riguarda anche il futuro dell’agricoltura. Nelle realtà agricole coinvolte, la presenza di giovani che scelgono di proseguire il lavoro dei genitori rappresenta un segnale importante. La coltivazione del grano duro è impegnativa e spesso meno immediatamente remunerativa rispetto ad altre colture. Un accordo stabile, una remunerazione più equa e un prodotto finale capace di dare riconoscibilità al lavoro agricolo contribuiscono a rendere questa scelta più sostenibile anche per le nuove generazioni.

Da qui nasce il valore industriale del progetto. La filiera diventa strumento di programmazione, controllo e differenziazione. Il mercato della pasta è maturo e competitivo; la materia prima non può essere raccontata in modo generico. Il consumatore chiede origine certa, trasparenza e coerenza, mentre il trade guarda con crescente attenzione a prodotti capaci di unire qualità, contenuto distintivo e credibilità. La risposta di Granoro passa da un sistema che mette in relazione campo, mulino e pastificio, rendendo più leggibile il percorso della materia prima.

Il rilancio del formato “Le Spighe” si inserisce in questa logica. Granoro recupera un formato storico dell’azienda e lo rilegge come edizione celebrativa della filiera. Il nome richiama direttamente il grano e il legame con la Puglia, terra agricola prima ancora che piattaforma produttiva. La pasta diventa così il punto di arrivo visibile di un lavoro che parte dagli agricoltori e attraversa tutte le fasi della trasformazione.

A rafforzare questo racconto interviene la tecnologia. Sulla confezione è presente un QR code che consente di accedere alle informazioni di tracciabilità del prodotto, dal campo al mulino fino al pastificio. Il sistema, sviluppato con Autentico, utilizza la blockchain per garantire l’immutabilità dei dati e renderli consultabili anche sui mercati internazionali grazie a un’interfaccia multilingua.

La scelta della blockchain risponde a un’esigenza precisa: trasformare la tracciabilità da dichiarazione a informazione verificabile. Il consumatore è sempre più attento all’origine dei prodotti e l’Italian Sounding continua a generare ambiguità sui mercati esteri. La possibilità di accedere a dati certi diventa quindi un elemento di tutela sia per chi acquista sia per chi produce realmente in Italia. La tecnologia non sostituisce il rapporto di filiera: lo rende visibile, documentabile e accessibile.

Lo stesso principio di coerenza guida il lavoro sul packaging. La limited edition “Le Spighe” adotta una confezione in carta certificata FSC, progettata per ridurre l’impiego di plastica tradizionale e semplificare il conferimento nella raccolta della carta. La questione tecnica più delicata riguarda la finestra trasparente, un elemento ancora importante nel comparto pasta perché permette al consumatore di vedere colore, formato e consistenza del prodotto. Granoro ha scelto una soluzione che mantiene questa funzione e preserva la riciclabilità complessiva dell’imballaggio.

Close-up of a white card with cursive 'Festa del Grano' and a Granoro logo on textured fabric with a ribbon nearby.Il packaging assume così un valore che va oltre l’estetica. Diventa parte integrante del posizionamento del prodotto e anticipa le pressioni normative che interesseranno sempre più da vicino l’industria alimentare europea, a partire dal regolamento PPWR sugli imballaggi e sui rifiuti da imballaggio. Per la distribuzione, significa poter lavorare su una proposta che intercetta temi ormai centrali: sostenibilità, semplificazione del fine vita, riduzione dell’impatto ambientale e maggiore chiarezza verso il consumatore.

L’evento ha restituito l’immagine di un’azienda che utilizza la filiera come leva industriale concreta. La relazione con la Cooperativa Fra’ Coltivatori di Apricena, partner storico del progetto, il contributo di Semidaunia e Cosemefer, la valorizzazione del grano duro pugliese, il rilancio di un formato storico, l’adozione della blockchain e lo sviluppo di un pack più sostenibile convergono nello stesso percorso: dare maggiore contenuto alla pasta, rendendo riconoscibile il lavoro che la precede.

Il racconto parte dalla terra e arriva allo scaffale, attraversando nodi decisivi per il comparto: qualità della materia prima, tracciabilità, remunerazione agricola, innovazione tecnologica e sostenibilità degli imballaggi. Il valore della pasta viene così dimostrato lungo tutta la filiera. Granoro sceglie di far parlare il grano, gli agricoltori, il territorio e gli strumenti tecnici che rendono verificabile questa promessa, trasformando la filiera in un elemento di posizionamento e in un argomento commerciale per il trade.

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