Il 2025 sta mettendo a dura prova l’intera filiera del caffè. I prezzi delle materie prime – in particolare l’Arabica – hanno raggiunto livelli record, spinti da condizioni climatiche avverse, speculazioni finanziarie e aumento generalizzato dei costi energetici. Secondo gli ultimi dati, il prezzo per libbra ha superato i 4 dollari, segnando un massimo storico e provocando inevitabili ripercussioni lungo tutta la catena distributiva. Anche in Italia, il costo della classica tazzina ha registrato un aumento del 19% negli ultimi quattro anni. Da circa circa 2 mesi stiamo registrando l’effetto opposto, il prezzo del caffè sta scendendo, le aspettative sui raccolti sono positive e la domanda in calo per via degli approvigionamenti precedenti (dovuti ai ritardi degli imbarchi, situazione geopolitica, climatica e altri fattori) che non stanno portando, al momento nessun beneficio ai torrefattori, prima di fine anno stando la situazione in questi termini.
In questo contesto di incertezza, la GDO si trova a dover gestire un equilibrio sempre più delicato tra sostenibilità economica e aspettative dei consumatori, oggi molto più attenti al rapporto qualità-prezzo e alla provenienza dei prodotti.
Un approccio pragmatico e coerente
Covim, azienda genovese attiva da oltre mezzo secolo nel settore della torrefazione, sta affrontando la crisi con un approccio che privilegia la coerenza industriale, la continuità operativa e un dialogo trasparente con la distribuzione. In un momento in cui molti operatori si trovano costretti a rivedere le proprie politiche commerciali, Covim ha scelto di consolidare la propria posizione nella GDO senza adottare strategie aggressive, ma rafforzando le linee già avviate su innovazione e sostenibilità , con il primo report del bilancio sostenibile e con il lancio di un nuovo progetto che sarà finalizzato ad inizio 2026 ed il cambio dei materiali di confezionamento per rendere più immediato e sostenibile per il consumatore e per l’ambiente lo smaltimento.
L’azienda ha recentemente presentato a TuttoFood 2025 una nuova immagine per la linea Superba, (sistema proprietario in uso esclusivo del foodservice) rivisitata in ottica di modernizzazione del brand e ampliata con nuove miscele pensate per coprire le principali esigenze di tutti. Particolare attenzione è stata dedicata al segmento delle capsule compatibili, con l’introduzione della nuova miscela ORO 100% Arabica compatibile Dolce Gusto®, pensata per rispondere alle richieste di prodotti equilibrati e tracciabili, anche in fascia mainstream oltre ad un ampliamento di gamma di referenze Dolce Gusto, A Modo Mio e Nespresso solubili (zenzero & limone, ginseng & macha, caramello salato, irish coffee)
Trasparenza e continuità nella relazione con la GDO
Tra gli elementi distintivi della strategia Covim figura la volontà di mantenere una relazione chiara con i buyer della GDO, anche in una fase di aumento dei costi e successivamente in discesa. Nessuna promessa eccessiva, ma una comunicazione puntuale sulle variabili di mercato, sugli impatti di filiera e sulle politiche di pricing. Un approccio che favorisce la pianificazione e contribuisce a mantenere la fiducia degli operatori della distribuzione e soprattutto la continuità qualitativa e di servizio anche nei momenti di massima tensione.
Covim ha inoltre investito in sostenibilità con iniziative concrete: dalle capsule compostabili alle pratiche di produzione più responsabili, fino all’impegno per un packaging ridotto e riciclabile. In parallelo, prosegue il lavoro di comunicazione per rafforzare la notorietà del marchio presso il pubblico finale, con una presenza strutturata sui media generalisti e una nuova campagna televisiva attiva sulle reti RAI per il biennio 2024-2025.

Un caso di equilibrio tra industria e distribuzione
Nel comparto caffè, particolarmente esposto alla volatilità internazionale, la capacità di un fornitore di garantire continuità, tracciabilità e dialogo aperto rappresenta oggi un elemento distintivo. Covim ha scelto di non forzare il mercato, ma di consolidare la propria presenza con strumenti misurati, puntando su un modello industriale sostenibile e su un rapporto costruttivo con la GDO. In un contesto ancora segnato da variabili imprevedibili, è proprio questa capacità di operare con metodo e trasparenza a qualificare Covim come un interlocutore stabile in un comparto in trasformazione mettendo al servizio del retail investimenti che possano garantire efficienza sempre.
Un’infrastruttura logistica automatizzata per l’efficienza operativa
Adiacente allo stabilimento produttivo di Covim sorge un polo logistico all’avanguardia: un capannone di circa 5.000 mq interamente dedicato alla pallettizzazione, allo stoccaggio e alla spedizione dell’intera produzione.
Tutti i colli provenienti dalle linee di confezionamento vengono trasferiti in quota tramite elevatori automatici e convogliati su nastri trasportatori aerei verso quattro isole di pallettizzazione, ciascuna dotata di cinque baie, capaci di servire fino a venti linee contemporaneamente. La movimentazione dei bancali è completamente automatizzata e affidata a navette a guida laser, che assicurano un flusso operativo continuo ed efficiente, privo di intervento umano. Una volta prelevati, i bancali vengono depositati sulla rulliera di testata del magazzino automatico, dove sono sottoposti a controlli di peso e dimensioni, per poi passare alle fasi di filmatura, etichettatura e immagazzinamento.
Il magazzino, strutturato su scaffalature multilivello, può ospitare circa 6.000 bancali ed è interamente gestito da navette a guida laser. All’interno è presente anche un’area di picking, anch’essa alimentata dalle navette, dove un software dedicato consente l’allestimento di pallet misti, composti da diverse referenze di prodotto. I bancali assemblati nell’area picking seguono lo stesso iter di controllo, etichettatura e stoccaggio.
A coordinare l’intero sistema è il software WMS (Warehouse Management System), che gestisce gli ordini e istruisce le navette affinché prelevino i bancali nella sequenza corretta per il carico sui mezzi di trasporto, ottimizzando così tutte le operazioni di spedizione. Il magazzino funziona autonomamente 24 ore su 24 e indirizza in anticipo il materiale verso le uscite di carico dedicate. Sono previsti anche tre box per il carico dei furgoni.

Magazzino caffè crudo: ottimizzazione degli approvvigionamenti
Il progetto, oggi pienamente operativo, ha previsto la realizzazione di un nuovo impianto per lo stoccaggio del caffè crudo, pensato per ottimizzare gli approvvigionamenti, ridurre i costi e razionalizzare l’alimentazione degli impianti produttivi, incrementando al contempo la capacità di immagazzinamento.
Il magazzino ha una capacità complessiva di 1.380 tonnellate di caffè verde, suddivise in 60 celle da 23 tonnellate ciascuna, in grado di garantire fino a 30 giorni di autonomia produttiva.
L’impianto è stato progettato per ricevere il prodotto in tutte le tipologie di contenitori attualmente in uso, tra cui sacchi, Big-Bags, Bulk, casse mobili e cisterne. La capienza uniforme delle celle consente di accogliere qualsiasi tipo di carico, rendendo possibile il trasporto diretto dal porto alla torrefazione e abbattendo i costi legati a lavorazioni intermedie e stoccaggio esterno.
Selezionatura interna: più controllo sulla qualità della materia prima
All’interno del nuovo magazzino è stato integrato anche un impianto per la selezionatura dei caffè crudi non trattati nei paesi di origine. Questo processo, in passato affidato allo spedizioniere, è ora gestito direttamente da Covim, con significativi benefici in termini di efficienza: la possibilità di effettuare più passaggi consente infatti di ridurre sensibilmente la percentuale di scarti non conformi.
L’impianto comprende un calibratore, un deferizzatore e una selezionatrice ottica, ed è dotato di un sistema di aspirazione ad alta efficienza che garantisce la massima raccolta delle polveri di caffè durante le fasi di pulizia e selezione.






