In questo articolo mettiamo a confronto cinque aziende che producono pasta secca analizzando i parametri del bilancio 2020 e l’evoluzione dei conti negli ultimi cinque anni. Le imprese paragonate sono De Cecco, Rummo, La Molisana, Divella e Andriani. Tutte attualmente alle prese con i rincari dei costi dell’energia e della materia prima – oltre che della carenza di grano duro sul mercato – e tutte fortemente impegnate sul fronte della sostenibilità, oggi divenuta una necessità più che una virtù proprio per tentare di comprimere l’impatto sui conti della corsa del prezzo di gas ed energia elettrica.
Si tratta di player dalle dimensioni molto diverse tra loro: nel benchmark troviamo, ad esempio, sia De Cecco che genera ricavi vicini al mezzo miliardo e Andriani con volumi inferiori a 80 milioni (ma in costante e poderosa crescita negli ultimi anni)
De Cecco fu fondata nel 1886 a Fara San Martino, conta oltre 500 dipendenti ed è leader tra i brand pasta di alto livello, oggi terzo produttore al mondo, presente in 110 Paesi. Il fatturato consolidato del 2021 è stato di 519 milioni di euro con un Ebitda di 52,2 milioni e un utile lordo pari a 21 milioni.
Rummo nacque a Benevento nel 1846, possiede due stabilimenti con una capacità produttiva complessiva di 140 mila tonnellate, ha 160 dipendenti. Ha chiuso il 2021 con circa 130 milioni di fatturato sul marchio Rummo Lenta Lavorazione, in crescita del +17% rispetto al 2020. Secondo i dati Nielsen, nella distribuzione moderna, nel 2021 Rummo è stata la marca che è cresciuta di più nella pasta di semola con le rotazioni più alte del mercato.
La Molisana fu fondata nel 1912 a Campobasso, ha oltre 200 dipendenti. Nel 2021 ha raddoppiato le esportazioni portandole al 42% del fatturato e in dieci anni ha portato il giro d’affari da 16 milioni (2011) a oltre 185 nel 2021. Negli ultimi anni ha investito oltre 40 milioni per rendere maggiormente sostenibile la propria attività: punta a raggiungere l’autosufficienza energetica e azzerare le emissioni.
Il pastificio Divella venne fondato alle porte di Bari, a Rutigliano, nel 1890. Oggi ha oltre 300 dipendenti, i suoi molini macinano ogni giorno 1200 tonnellate di grano duro e 400 tonnellate di grano tenero. Produce al giorno circa mille tonnellate di pasta secca e 35 tonnellate di pasta fresca, per oltre 150 formati di pasta.
Sede a Gravina di Puglia, Andriani è un’azienda fortemente innovativa nel prodotto (propone una gamma completa di pasta senza glutine da riso, mais, quinoa, lenticchie, ceci e altri ingredienti ‘alternativi’ per il 60% provenienti da agricoltura biologica), esporta in oltre 50 Paesi dove genera il 47% del fatturato ed è fortemente impegnata sui temi della sostenibilità. Con oltre 150 dipendenti, produce 40 mila tonnellate di pasta all’anno.
Tutti i dati sono contenuti nella Web App di GDONews Benchmark On Line, nel quale si trovano tutti i produttori di pasta di semola e le loro prestazioni dal 2016 al 2020. La piattaforma permette ci costruirsi Benchmark in autonomia, inserendo sino a dieci nominativi di imprese per ogni report, poi scaricabile in PDF. Il servizio è usufruibile dai soli abbonati Premium.
La gestione caratteristica degli ultimi 5 anni
Il grafico seguente evidenzia la dimensione dei ricavi: è evidente che in termini meramente quantitativi i ricavi di De Cecco (496 mila euro nel 2020) sono circa sette volte maggiori di Andriani (76 milioni euro). Dimensionalmente De Cecco è leader, seguito da F. Divella che ha chiuso il 2020 con 274 milioni di fatturato. La Molisana nel 2020 ha fatturato circa 174 milioni, Rummo 113 milioni.
Più interessante è guardare l’evoluzione registrata dalle quattro aziende negli ultimi cinque anni, indicata nella Tabella 2.
Tutte le aziende, tranne Divella, negli ultimi cinque anni hanno incrementato con decisione i ricavi, con Andriani e La Molisana che sono cresciute addirittura a tripla cifra. Rummo fatturava poco meno di 60 milioni nel 2016 e ha chiuso il 2020 con 113 milioni, registrando una crescita del 35,3%. Bene anche De Cecco i cui ricavi nel quinquennio sono cresciuti del 19%, passando da 436 a 496 milioni. Fortissimo l’incremento de La Molisana (+127%) da 100 a 174 milioni e di Andriani (+126%) da 36 a 76 milioni. L’unico segno meno è per Divella i cui ricavi sono calati dai 290 milioni del 2016 ai 274 del 2020 con una perdita percentuale di oltre l’11%.
L’altro elemento ancora più significativo che troviamo nella Tabella 2 è l’andamento dell’Ebitda, cioè del margine operativo lordo che misura quanto reddito un’azienda produce attraverso la sua gestione operativa. Colpisce il dato di Rummo
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