PENNY tra discount e convenience: il nodo è la produttività del punto vendita

L’insegna lavora con formati che vanno dai city store ai negozi sopra i 1.300 metri quadrati. La sfida è capire quale combinazione tra superficie, assortimento e servizi possa rendere sostenibile la prossimità.

La convenience non coincide necessariamente con il piccolo formato. A determinarne l’equilibrio economico sono frequenza di visita, bacino, assortimento, costi operativi e capacità del punto vendita di generare vendite per metro quadrato. PENNY rappresenta un caso utile per osservare questa evoluzione. L’insegna di REWE Group opera in Italia con una rete di oltre 450 punti vendita e utilizza formati differenti: dai city store di circa 500 metri quadrati ai negozi standard che superano i 1.300 metri quadrati. Gastronomia, macelleria e bake-off vengono inseriti in funzione delle caratteristiche del singolo punto vendita. La differenza dimensionale implica però modelli economici diversi. Un negozio urbano può intercettare una maggiore frequenza di visita, ma deve concentrare le vendite su una superficie inferiore e sostenere costi immobiliari e operativi più elevati. Un punto vendita più grande dispone invece di maggiore spazio assortimentale e può sviluppare più reparti, ma richiede un bacino differente.

La prossimità si gioca sulla produttività

Secondo NielsenIQ, nel 2026 i consumatori italiani stanno aumentando la frequenza di acquisto e distribuendo la spesa tra più insegne e canali. Allo stesso tempo, la produttività delle superfici sta diventando uno degli elementi centrali nella selezione delle reti. Per il discount il tema è particolarmente rilevante. Ridurre i metri quadrati non significa ridurre automaticamente i costi. Personale, energia, logistica e gestione dei freschi devono essere sostenuti da un volume di vendite concentrato su una superficie minore Se il negozio aggiunge gastronomia, panetteria o altri servizi per aumentare la frequenza di visita, cresce anche la complessità operativa. È quindi la combinazione tra localizzazione, superficie e assortimento a determinare la sostenibilità del format.

Lo sviluppo parte dalla scelta della location

PENNY ricerca immobili e aree con caratteristiche differenti a seconda del contesto. Nelle città capoluogo valuta anche superfici più contenute e una minore disponibilità di parcheggi, mentre nei bacini extraurbani il modello richiede metrature e spazi maggiori. La scelta immobiliare diventa quindi parte della strategia commerciale: densità abitativa, concorrenza, accessibilità e dimensione del negozio contribuiscono a definire la missione di acquisto che il punto vendita potrà intercettare.

Su questi temi interverrà Mauro Martin, direttore Espansione e Sviluppo di PENNY Italia, al GDONews Retail Intelligence Forum, in programma il 18 novembre. Martin parteciperà alla tavola rotonda dedicata a prossimità, urban store e nuovi format, dove il confronto sarà centrato sul modello economico della convenience italiana. Per PENNY il tema non riguarda quindi soltanto quante nuove aperture realizzare, ma quali condizioni debbano esistere perché un punto vendita di prossimità riesca a mantenere il posizionamento di convenienza e, contemporaneamente, sostenere i costi di assortimento, servizi e gestione.

Stefania Lorusso
Stefania Lorusso
Direttrice editoriale di Gdonews e attualmente Direttrice responsabile di Cibus Link e Retail Link, quotidiano online e magazine dedicati alla business community dell’industria di marca e del retail con forte apertura internazionale.

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