Laura Gabrielli: «Radicamento ed efficienza ci rendono competitivi»

Oltre 310 punti vendita, circa 240 dei quali nella rete indiretta, e tre insegne – Oasi, Tigre e Tigre Amico – per presidiare esigenze di spesa e territori differenti. Magazzini Gabrielli ha costruito nel Centro Italia un modello che combina gestione diretta, affiliazione e adattamento dell’offerta ai singoli bacini. Ora il gruppo punta a consolidare la presenza nelle aree storiche e a rendere più organico lo sviluppo nel Lazio. Con la Presidente Laura Gabrielli abbiamo approfondito il ruolo della conoscenza locale, degli imprenditori affiliati e dei dati nelle strategie di crescita della rete.

Gruppo Gabrielli nasce e cresce nel Centro Italia e nelle Marche conserva una posizione particolarmente forte. Oggi che cosa permette a un operatore regionale di difendere il proprio territorio dalla pressione delle grandi insegne nazionali e dei discount?

La nostra forza nasce dal rapporto che abbiamo costruito nel tempo con le comunità in cui operiamo. Conoscere un territorio significa comprenderne le abitudini, ascoltarne le esigenze e trasformare la prossimità in scelte concrete e questo per noi si traduce in assortimenti mirati, qualità, convenienza, servizio e capacità di evolvere insieme ai clienti. A tutto ciò affianchiamo la solidità organizzativa e gli investimenti di un grande gruppo: nei punti vendita, nella logistica, nelle persone, nell’innovazione e nella marca del distributore. È l’equilibrio tra radicamento ed efficienza che ci rende riconoscibili, competitivi e rilevanti nella vita quotidiana dei territori.

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Essere radicati in un territorio significa conoscerne meglio consumi, abitudini e differenze locali. Quanto questa conoscenza si traduce concretamente nelle scelte di assortimento, nei freschi, nei prodotti del territorio e nella politica commerciale dei vostri punti vendita?

La conoscenza di un territorio orienta la costruzione concreta di ciascun punto vendita. Partiamo da standard comuni di qualità, convenienza ed efficienza e li decliniamo in funzione del bacino servito, della composizione delle famiglie e delle abitudini di consumo locali. Cambiano così la profondità degli assortimenti, lo spazio riservato ai freschi, la presenza dei reparti serviti, la valorizzazione dei produttori del territorio e le iniziative promozionali. I dati ci aiutano a leggere l’evoluzione della domanda, mentre l’esperienza dei collaboratori e degli imprenditori affiliati ci restituisce ciò che accade ogni giorno nelle comunità. È dall’integrazione di queste due prospettive che nascono decisioni commerciali realmente vicine ai clienti.

Il vostro modello combina Oasi, Tigre e Tigre Amico e affianca alla gestione diretta una rete rilevante di affiliati. Quanto è importante questa articolazione per presidiare territori molto diversi, dalle città ai piccoli centri?

La nostra rete nasce per accompagnare esigenze di spesa e contesti territoriali differenti. Oasi propone ampiezza di assortimento e servizi, Tigre interpreta il supermercato di quartiere e Tigre Amico porta la prossimità anche nei centri più piccoli. Questa complementarità si rafforza grazie all’integrazione tra gestione diretta e affiliazione: su oltre 310 punti vendita, circa 240 appartengono alla rete indiretta. Gli imprenditori affiliati mettono a sistema la conoscenza delle comunità con le competenze logistiche, commerciali e tecnologiche di Magazzini Gabrielli. È un modello che ci permette di garantire qualità e coerenza in tutta la rete, valorizzando al tempo stesso l’iniziativa imprenditoriale e le specificità locali.

Dalle Marche e dall’Abruzzo il Gruppo sta rafforzando anche la presenza nel Lazio e a Roma. Fino a che punto un modello costruito su un forte radicamento regionale può essere trasferito in nuovi territori senza perdere ciò che ne ha determinato il successo?

Per noi il radicamento va oltre la geografia: è un modo di operare, di entrare in relazione con le comunità e di assumersi una responsabilità verso i territori. È questo approccio che stiamo portando nel Lazio, attraverso un percorso di sviluppo costruito con gradualità, investimenti e una prospettiva di lungo periodo. Mettiamo a disposizione il patrimonio di competenze, valori e tecnologie maturato nel tempo e, allo stesso tempo, impariamo dalle caratteristiche e dalle energie del nuovo contesto. Le esperienze che nascono in ciascuna regione diventano così un patrimonio condiviso, capace di arricchire l’intera rete. Crescere significa per noi entrare nel tessuto economico e sociale locale, generando uno scambio continuo che rafforza la nostra identità.

Guardando ai prossimi cinque anni, la crescita di un operatore come Gabrielli passerà soprattutto dal consolidamento delle aree in cui è già forte o dall’ingresso in nuovi territori? E quali caratteristiche deve avere oggi un mercato perché decidiate di investirvi?

Nei prossimi cinque anni vogliamo diventare ancora più efficaci e competitivi nelle cinque regioni in cui operiamo, consolidando la nostra posizione nei territori storici e rendendo sempre più organica la presenza nel Lazio. La crescita passerà attraverso nuove aperture, il rinnovo dei punti vendita, l’evoluzione dei formati e uno sviluppo equilibrato della rete diretta e affiliata. Guardiamo con attenzione anche alle opportunità che potranno emergere in territori coerenti con il nostro modello e con una prospettiva di sviluppo sostenibile nel tempo. Nelle nostre valutazioni consideriamo il potenziale del bacino, la domanda, il contesto competitivo e la compatibilità logistica; nell’affiliazione conta anche la possibilità di costruire un progetto condiviso con

Stefania Lorusso
Stefania Lorusso
Direttrice editoriale di Gdonews e attualmente Direttrice responsabile di Cibus Link e Retail Link, quotidiano online e magazine dedicati alla business community dell’industria di marca e del retail con forte apertura internazionale.

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