Il Retail è un settore in continua evoluzione. Gli shopper moderni scelgono il punto vendita in cui recarsi per fare la spesa tenendo in considerazione la qualità dei prodotti, il prezzo ma soprattutto quanto è stata di valore l’esperienza vissuta. Dalla GenZ ai Millennial, il ricordo positivo legato per esempio a un rapido check-out con le casse automatiche o la possibilità di riscattare buoni sconto dedicati è fondamentale nella fidelizzazione. Per soddisfare le aspettative dei consumatori e aumentare il loro coinvolgimento, i retailer stanno sempre più investendo nel retailtainment.
Retailtainment: di cosa si tratta?
Un termine inglese nato dalla fusione linguistica di retail e entertainment che è usato per indicare un insieme di espedienti più o meno tangibili per attirare l’interesse dei consumatori verso i prodotti e l’acquisto. Una convergenza tra intrattenimento, svago e divertimento all’interno dello store con l’obiettivo di creare interazione con il brand. Ambienti tematici, display interattivi, pop up esperienziali, spettacoli dal vivo sono alcune iniziative che contribuiscono a trasformare gli spazi commerciali in veri e propri luoghi di condivisione e apprendimento.
Una pratica che varia molto a seconda del settore merceologico o dell’industria in questione: per esempio, la catena americana di supermercati Raley’s ha aperto un flagship store con un’area ristorante, una sala degustazione vini, un sushi bar e un’area ricreativa all’aperto.
Altro esempio è Eataly che nei suoi punti vendita offre ai clienti la possibilità di esplorare, imparare e assaporare le ricche tradizioni della cucina italiana grazie a corsi di cucina, pasticceria per adulti e bambini tenuti da chef rinomati.
In che modo il retailtainment influenza l’esperienza del consumatore?
Il Retailtainment crea delle vere e proprie esperienze immersive, multisensoriali per far partecipare attivamente il consumatore con attività ludiche. Gamification, realtà virtuale sono utili a evocare forti emozioni aumentando di conseguenza il senso di connessione con il brand. Rompono la monotonia dello shopping tradizionale grazie all’effetto sorpresa. In questo modo, raddoppiano le probabilità di vendita e lo scontrino medio. Più è alta la soddisfazione, più il cliente rimane fedele ed è predisposto a diffondere un buon passaparola.
WhatsApp e Gamification nel punto vendita
Un’applicazione molto comune del retailtainment è relativa all’uso dei canali conversazionali per rendere l’esperienza in-store più dinamica, interattiva e personalizzata. WhatsApp in versione Business API è fondamentale per raggiungere questo obiettivo.
Grazie ad automazioni tramite bot, integrazione con CRM e pulsanti di risposta, un brand può progettare un Win Contest: un quiz a risposta multipla al termine del quale, in base al numero di risposte esatte, viene offerto un premio, per esempio un coupon digitale da riscattare in cassa. Per accedere al contest, il cliente può inquadrare il QR Code stampato in vetrina o su volantino, condiviso tramite email o sms con link, visibile sul sito o sponsorizzato tramite le Meta e Google ads.
Una phygital experience che attira la curiosità dei già clienti e nuovi lead. Al termine del quiz, prima della consegna del premio, il brand può richiedere informazioni come nome, indirizzo email, CAP e numero telefonico per profilare meglio ogni utente raccogliendo dati nei sistemi aziendali. Una segmentazione avanzata che consente alla GDO di proseguire con attività marketing mirate direttamente nel canale WhatsApp.
Per esempio, inviare il volantino digitale con le offerte personalizzate nello store più vicino, condividere aggiornamenti sulla fidelity card digitale spingendo all’acquisto di altri prodotti per passare al livello successivo, stimolare il download dell’app per beneficiare di ulteriori sconti.
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