Carrefour, la trasformazione di un colosso: tra Francia e Italia, un modello sempre più ibrido

Tra qualche settimana sarà il turno di Carrefour nel nostro percorso di approfondimento dedicato ai nostri ABBONATI PREMIUM sugli approfondimenti delle prestazioni della grande distribuzione italiana.

Dall’inizio dell’anno stiamo tracciando un quadro chiaro delle performance e delle trasformazioni in atto nei principali gruppi operanti nel nostro Paese. E quando si parla di Carrefour Italia, è impossibile ignorare le difficoltà che da tempo ne caratterizzano l’andamento. Le prestazioni non brillano, e lo stato dell’azienda francese in Italia è ben noto agli addetti ai lavori.

Eppure, proprio per questo, la strategia adottata da Carrefour negli ultimi anni diventa un caso estremamente interessante da analizzare. La direzione intrapresa non si è limitata ad adattarsi alla cultura italiana della grande distribuzione, storicamente radicata nel franchising. Al contrario, ciò che sta accadendo in Italia è il riflesso di un cambio di passo deciso a monte, in Francia, dove la multinazionale ha avviato una profonda trasformazione del proprio modello di business.

In Francia, il cambiamento ha preso forma sotto la guida di Alexandre De Palmas, direttore esecutivo di Carrefour Francia, che ha definito il gruppo come una “società ibrida”.

È una definizione che non nasce per caso: dietro queste parole c’è una visione strategica ben precisa, che poggia su due pilastri complementari — i negozi a gestione diretta e quelli in franchising. Oggi, questi ultimi generano quasi il 50% del fatturato francese del gruppo.

Ma cosa significa concretamente ibridazione per Carrefour?

Significa distribuire in modo calibrato il peso tra diverse formule di vendita, favorendo da una parte l’efficienza economica, dall’altra la prossimità al cliente. Una strategia che in Francia ha portato a una netta distinzione: i tre quarti dei supermercati “market” e un terzo degli ipermercati sono oggi in franchising. E anche in Italia, come vedremo presto con i numeri alla mano, i negozi di prossimità franchising rappresentano una fetta sempre più consistente del modello distributivo.

Naturalmente, una trasformazione di questa portata non avviene senza frizioni.

In Francia stanno emergendo tensioni con gli affiliati: sono sempre più numerose le contestazioni e i malumori riguardanti le condizioni contrattuali imposte dalla centrale. Un tema delicato, che merita un’analisi approfondita e che approfondiremo nel nostro studio, perché può offrire spunti preziosi anche per comprendere cosa potrebbe accadere (o sta già accadendo) nel contesto italiano.

Tra qualche settimana l’articolo dedicato al gruppo metterà in evidenza i numeri in Italia.

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