Camattari: D.it, la Centrale di riferimento per il Retail di prossimità che vuole essere valorizzato

D.it – Distribuzione Italiana è una Centrale Acquisti della GDO fondata a Bologna nel 2017. E’ una società cooperativa che aggrega principalmente i marchi storici italiani Sigma e Sisa, con l’obiettivo di creare sinergie e valorizzare il legame con i clienti e i territori in cui operano. E’ interessante il fatto che si tratti di una centrale multibrand e multi-insegna, che si concentra su servizi di supporto alle imprese associate, come la contrattazione con l’industria di marca, sviluppo di prodotti a marchio e attività di marketing.

Attualmente conta oltre mille punti vendita distribuiti in 80 province su 15 regioni italiane, con dieci Centri di distribuzione (Ce.Di.) affiliati Sigma e Sisa, che coprono diverse regioni italiane.

La missione di D.IT è quella di creare benefici per le imprese della distribuzione organizzata di qualità, mantenendo la loro identità e promuovendo il legame con clienti e territori. I valori fondamentali includono innovazione, coesione, trasparenza e sostenibilità.

La Centrale è sempre più il punto di riferimento di quei gruppi territoriali che non si trovano a loro agio in quelle Centrali dominate da grandi aziende che privilegiano la forza dei loro numeri alla sostanza della capillarità dei piccoli punti vendita. D.it è attenta a tutti i suoi soci e li valorizza alla stessa maniera.

 

GDONews ha intervistato Alessandro Camattari, direttore commerciale e marketing del Gruppo che spiega quali sono le linee di indirizzo che la Centrale sta perseguendo.

D: Cosa rappresenta D.it oggi sul mercato nazionale gdo, qual e’ il suo ruolo distintivo rispetto alla concorrenza? quali sono i punti di forza del gruppo dit?

Dit è una centrale abituata da sempre a pensare la propria attività nel contesto evolutivo dei grandi fenomeni sociali, culturali ed economici del Paese. Questo approccio è figlio soprattutto del fatto che siamo specializzati nel presidio della prossimità e dunque in un quadro dove la relazione con i clienti va ben oltre la vendita di prodotto, per diventare parte delle comunità nelle quali i nostri negozi operano. Per questo siamo caratterizzati da una forte flessibilità che ci consente di essere sempre più punto di riferimento per le imprese caratterizzate da un modello associativo regionale ma che vogliono svilupparsi nel quadro valoriale di insegne storiche nazionali. Essere una centrale di questo tipo, significa porre la massima attenzione affinché tutti i nostri soci e i lori punti vendita possano godere delle migliori condizioni per competere in modo adeguato nei territori ove operano: ottimi accordi quadro con l’industria di marca, una MDD eccellente da un punto di vista qualitativo e in termini di competitività e distintività, un piano di marketing che promuova innovazione attraverso l’analisi delle informazioni, valorizzando i punti di forza delle insegne – focus sul freschissimo e relazione quotidiana – per costruire una proposta attrattiva per i clienti.

 

D: Quali sono gli aspetti che caratterizzano il lavoro di Centrale del gruppo che sono peculiari nel loro intento di migliorare le performance dei suoi soci?

Dit opera su due livelli: da un lato, tutto quello che è comune ai soci, diventa un’area di lavoro per D.it, quindi accordi quadro, capitolati della MDD, controllo qualità, convenzioni sui servizi, strumenti tecnologici, eccetera, vengono affrontati in modo unitario e ottimizzato per tutto il sistema. Al di sotto di questo livello, abbiamo tutto il lavoro collegato alle insegne e dunque separatamente per Sigma e Sisa nel pieno rispetto delle loro peculiarità: piani promozionali, piani di comunicazione, marketing di insegna, marketing della MDD, attività di CRM e loyalty e così via.

D: Quali i sono i progetti per il prossimo futuro del gruppo?

D.it da un lato deve favorire una sempre maggior coerenza nella proposta nazionale delle nostre insegne Sigma e Sisa, che significa proseguire nel percorso di una politica di marketing di insegna fortemente strutturata a livello centrale, lasciando alle strutture periferiche il presidio e la valorizzazione delle peculiarità del territorio – vera forza distintiva della DO. La seconda esigenza, legata alla precedente, è far comprendere a tutti i potenziali interlocutori la nostra proposta distintiva in termini di specializzazione nella prossimità delle insegne Sigma e Sisa, partendo quindi dall’asset dei negozi, da vedere come punti di riferimento e aggregazione sul territorio. Obiettivo prioritario è dunque intercettare tutte quelle strutture fortemente radicate nel loro quartiere/territorio, ma che sentono anche la necessità di avere alle spalle il supporto di un’insegna riconoscibile e competente nel commercio di vicinato.

D: quali sono gli scenari futuri dell’ultra-prossimità?

L’ultra prossimità si ritaglierà un ruolo essenziale nel nostro Paese quando smetterà di proporsi come supermercato in miniatura. Un supermercato piccolo è una struttura che ha un assortimento limitato, un impianto promozionale ridotto, dei prezzi mediamente meno competitivi. Un negozio di prossimità è una struttura con un assortimento orientato a una spesa veloce e plurisettimanale, con una forte attenzione al servizio e con una rappresentazione massima della peculiarità alimentare locale. Quando finalmente l’ultra prossimità comprenderà che il 50% dei clienti che frequentano il punto vendita 4/5 volte la settimana non lo fa per una ragione meramente economica, quanto per una serie di vantaggi di più ampio spettro, avremo compiuto un primo fondamentale passo.

D: L’ultra-prossimità e le grandi marche industriali: quale futuro?

Il ragionamento fatto sopra è valido anche per l’industria di marca: occorre una proposta assortimentale dedicata all’ultra prossimità, servono meccaniche promozionali specifiche, un modello di comunicazione ritagliato ad hoc, l’utilizzo di touch point diversi. Altrimenti è l’industria per prima ad indurre uniformità tra formati ed insegne, spostando la competizione solo sulla convenienza di prezzo. Peccato che questo distrugga valore nel tempo, alimentando la difficoltà per il cliente nel comprendere il valore effettivo di un brand.

D: quanto è importante la MdD nelle strategie multinsegna del gruppo?

La MDD rappresenta l’insegna e i suoi valori. Per questo la MdD di un’insegna di prossimità deve obbligatoriamente puntare sempre al massimo della qualità e della rappresentatività del territorio, anche quando questa scelta non la rende la più economicamente competitiva. E questo deve valere non solo nelle linee specialistiche per le quali è relativamente semplice, ma soprattutto nella mainstream. Non è un caso se le referenze a marchio Sigma e Sisa riconducibili al 100% italiano, al prodotto di filiera, alle Doc/Dop/Igp, rappresentano circa il 30% della nostra mainstream. Questo significa essere strutture di prossimità, anche e soprattutto attraverso la propria MDD.

 

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