Dopo il cosiddetto "annus horribilis" del 2022, in cui Esselunga aveva registrato un deterioramento dei margini, il 2023 aveva già segnalato una ripresa significativa.
L'azienda lo scorso anno, pur con una crescita del fatturato leggermente inferiore al tasso di inflazione, aveva riportato risultati soddisfacenti, invertendo la tendenza negativa dell'anno precedente.
Questa ripresa si era accompagnata – come sempre - a una strategia di contenimento dei prezzi, un’azione costosa che, nel contesto di un'inflazione crescente, aveva inciso sui margini, ma che aveva dimostrato l’impegno di Esselunga nel sostenere i propri clienti.
Arriviamo quindi al 2024.
Le semestrali, pubblicate come di consueto a settembre, forniscono un quadro aggiornato delle performance.

Rispetto allo stesso periodo del 2023, nel 2024 le vendite di Esselunga sono cresciute dell'1,9%, raggiungendo i 4,726 miliardi di euro. Un dato certamente positivo, ma sensibilmente più contenuto rispetto al 7,3% di crescita tra il 2022 e il 2023.
Tuttavia, il contesto economico di quest’anno si caratterizza per una bassa inflazione, molto diversa rispetto ai livelli elevati che hanno segnato i due anni precedenti. Questo aspetto porta con sé una considerazione chiave: Esselunga sta affrontando una nuova realtà di mercato, in cui la crescita dei ricavi è influenzata non tanto dalla spinta dei prezzi, quanto piuttosto dalla sua effettiva capacità di consolidare la propria posizione.
Un elemento interessante è quello dei prezzi. Nonostante i fornitori abbiano aumentato i loro listini dell'1,5%, Esselunga ha deciso di incrementare i prezzi a scaffale di un modesto 0,4%. Questo sforzo per mantenere i prezzi accessibili ha contribuito a rafforzare la fiducia dei consumatori, ma ha avuto inevitabilmente un impatto sui margini aziendali.

Lo si vede chiaramente dall'EBITDA, il margine operativo lordo, che al 30 giugno 2024 si è attestato a 341,5 milioni di euro, con un'incidenza del 7,2% sul fatturato. Questo valore, pur inferiore ai 358,5 milioni del 2023 (7,7%), è comunque nettamente migliore rispetto ai 214 milioni del 2022, quando rappresentava solo il 5% del fatturato.
È quindi evidente come, pur in un contesto di riduzione rispetto al 2023, la distanza dal periodo più critico sia netta, e si può dire che la nuova “normalità” di Esselunga abbia trovato una base forse consolidata, anche se su livelli inferiori rispetto al passato meno recente.

Il risultato operativo EBIT, che misura la redditività al netto degli oneri operativi, è sceso a 103,6 milioni di euro nel primo semestre 2024, pari al 2,2% dei ricavi, rispetto ai 112,8 milioni del 2023, pari al 2,4%. Anche in questo caso, osserviamo un calo, ma è un dato distante dai 30 milioni di EBIT del 2022, un indicatore di come Esselunga si sia lasciata alle spalle le difficoltà più marcate.

Passando infine all’utile netto, il margine di profitto nel 2024 è dello 0,9%, pari a 44,7 milioni di euro, in calo rispetto ai 53,5 milioni (1,2%) del 2023. Tuttavia, il confronto con i 2,7 milioni del 2022, pari a un margine risibile dello 0,1%, rafforza l’idea che Esselunga abbia raggiunto una nuova stabilità, pur non riportando più i profitti del passato.

Interessante è anche la politica di investimenti: l'azienda ha infatti incrementato il suo impegno fino a 231 milioni di euro nel 2024, rispetto ai 177,3 milioni del 2023. Questo impegno è finalizzato soprattutto a nuove aperture e ristrutturazioni, una chiara dimostrazione della volontà di consolidare e rafforzare la propria posizione nel mercato, pur in una fase di margini più contenuti.
In conclusione, il 2024 rappresenta per Esselunga un anno di stabilità e di conferma delle strategie adottate per sostenere i propri clienti e adattarsi al contesto competitivo. Sebbene i risultati non siano più ai livelli pre Covid, l’azienda ha dimostrato di poter mantenere una solida posizione, con margini adattati alla nuova realtà economica e territoriale. Esselunga ha quindi imboccato una strada prudente ma resiliente, consapevole delle sfide di un mercato in continuo cambiamento.