I numeri dicono che Coop Italia cresce sul mercato. La grande trasformazione dell’ex leader

Coop Italia è in una fase di profonda trasformazione. Questa è resa necessaria dall'eccessiva esposizione dell'insegna verso i cluster di vendita maggiormente improduttivi, ovvero i grandi ipermercati. Oggi le cooperative sono impegnate nel contenimento dei costi di esercizio, e questo si sta ottenendo grazie ad una forte revisione della presenza nei territori ed una ridefinizione del modello degli Iper. Istituto Georetail Italia, sulla base della lettura dei bilanci di esercizio di tutte le cooperative e delle informazioni in essi contenute, è risalita alla definizione delle sue quote di mercato ed alla distribuzione del suo fatturato suddiviso per cluster di vendita. I numeri contenuti raccontano di un grande cambio

Coop Italia è stata leader di mercato  per molto tempo ed ha perso il primato a causa degli errori strategici che commise in un momento cruciale sia per la stessa azienda che per il mass market retail. Rappresenta il classico esempio in cui le “sliding doors” determinano il tuo futuro, e se la porta scelta è quella sbagliata e ti può condannare.

Le porte sbagliate per Coop furono diverse, dalla scelta di investire massicciamente nella formula dei grandi ipermercati attraverso una forte centralizzazione nazionale, all’approccio completamente sbagliato sulla formula discount. Delle due porte sbagliate, una è stata percorsa da diversi retailer, quella degli ipermercati, ed oggi stanno correndo ai ripari (così come Coop), la seconda porta sbagliata è stata invece una sequela di errori piuttosto gravi, sempre con il senno di poi.

In ogni caso, è da diversi anni che Coop Italia, ed in particolare la Presidenza che la rappresenta, si prodiga a trovare soluzioni ad uno status quo che vede le cooperative fortemente sbilanciate verso un modello di business che comporta molti costi e senza i ritorni adeguati, però è fuori di dubbio che oggi la strada intrapresa è quella giusta.

Questo studio, realizzato con il supporto dell’Istituto Georetail Italia, rappresenta un’istantanea sullo stato dell’essere della rete vendite nazionale della Cooperativa, e mette a fuoco non solo l’andamento delle cooperative nei diversi territori, ma anche dello stato dell’essere della distribuzione del fatturato alle vendite sui diversi formati distributivi, in pratica è necessario fare un “instant check” all’esposizione delle cooperative verso quel formato di vendita (iper oltre 4.500 mq) che comporta alti costi e, talvolta, fatturati in calo.

L’analisi tiene in considerazione il fatturato dei punti vendita, ottenuto sulla base di un calcolo algoritmico applicato al fatturato delle cooperative, tenendo conto delle dichiarazioni inserite a bilancio dalle stesse. Si tratta, purtroppo, dei bilanci del 2021, gli ultimi disponibili, seppur alcune (poche) cooperative abbiano già comunicato i risultati del 2022, ma i bilanci non siano ancora pubblicati. Il primo dato interessante dello studio è l’andamento del fatturato (alle vendite) delle cooperative dal 2020 al 2021.

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Fondatore e Amministratore della Netbound, società specializzata nel management consulting indirizzato al Retail ed all’industria alimentare, è appassionato del commercio in tutte le sue forme. È stato membro del CdA ed Amministratore Delegato di società operanti nella produzione e distribuzione di beni di largo consumo. Ha viaggiato in Europa e negli Stati Uniti (dove ha risieduto) per analizzare le formule di retail con le migliori performance. e-mail: m.schiraldi@netbound.net