mercoledì 20 Maggio 2026

Il leader assoluto nei grandi supermercati è Selex ma attenzione ai trend dei concorrenti

Nel segmento dei supermercati medio-grandi, dove la scala diventa decisiva e la competizione si fa strutturale, le centrali non si confrontano più solo sulla presenza territoriale ma sulla capacità di organizzare rete, logistica e format. Tra leadership consolidate e nuove accelerazioni, il perimetro 1.500–2.500 mq ridisegna gli equilibri della distribuzione italiana.

Nel confronto sulle modalità con cui si valutano i risultati della distribuzione moderna emerge un aspetto che spesso passa in secondo piano: la presunta uniformità statistica dei diversi formati di vendita. Molti modelli di analisi basati sui big data continuano infatti a includere nello stesso perimetro negozi con superfici comprese tra i 400 e i 2.500 metri quadrati. Si tratta di un’impostazione che, sebbene efficace per restituire una visione complessiva, finisce inevitabilmente per ridurre la complessità reale del settore, mettendo sullo stesso piano strutture che operano secondo logiche economiche, organizzative e di servizio profondamente differenti.

Proprio per superare questa visione troppo generalista, GDO News ha deciso di adottare una metodologia più puntuale e coerente con le dinamiche competitive del mercato. Ogni settimana vengono infatti ricostruite le quote di mercato attraverso lo studio dettagliato dei bilanci di ciascun punto vendita e delle relative società — sia dirette sia affiliate — aggregando poi i risultati in cluster omogenei per dimensione e modello di business, così da restituire una fotografia molto più fedele della realtà.

L’approfondimento di questa settimana è dedicato al cluster compreso tra i 1.500 e i 2.500 metri quadrati: un formato evoluto che oggi possiamo definire supermercato, ma che integra ampiezza assortimentale e logiche espositive tipiche dei superstore. Si tratta di un modello ibrido che esprime performance particolarmente interessanti e nel quale non tutti i principali operatori del mercato hanno sviluppato una vera specializzazione. Proprio per questo rappresenta un ambito di analisi estremamente stimolante e ricco di spunti.

Un appuntamento unico nel contesto di TuttoFood, dove industria, retail e buyer internazionali si incontrano tra dati, visione e competenze produttive per definire il futuro della private label.

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Il segmento compreso tra 1.500 e 2.500 mq è un formato in cui il supermercato supera definitivamente la logica della prossimità e si avvicina a un modello di consumo più completo: spazi più ampi, assortimenti più profondi, categorie più articolate, una maggiore incidenza del non food e, soprattutto, volumi che richiedono una macchina operativa e logistica molto più strutturata. Qui non basta essere presenti sul territorio: serve una regia centrale forte, una rete coerente e una capacità di esecuzione che pochi operatori riescono a sostenere nel lungo periodo.

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Analizzare le quote di mercato in questo perimetro significa quindi osservare la GDO italiana in uno dei suoi punti più selettivi. È un formato che tende naturalmente alla concentrazione, perché la massa critica diventa indispensabile: i costi fissi aumentano, la complessità gestionale cresce, e la competizione non si gioca più solo sul prezzo o sulla capillarità, ma sulla capacità di integrare rete, logistica, format e posizionamento commerciale.

I nuovi dati confermano che il segmento continua a essere dinamico, nonostante la maturità del mercato. La crescita complessiva è presente, ma ciò che emerge con maggiore forza è la redistribuzione interna delle quote: alcune centrali consolidano la leadership, altre accelerano in modo evidente, mentre alcuni operatori storici mostrano segnali di arretramento strutturale.

Con questa chiave di lettura si possono interpretare i dati che seguono: non come una semplice classifica, ma come una mappa aggiornata dei rapporti di forza tra le centrali nel formato dove la scala, l’organizzazione e la capacità di presidio fanno davvero la differenza.

Il mercato complessivo del segmento supera i

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