venerdì 16 Gennaio 2026

I bilanci di esercizio aggiornano le quote di mercato: Eurospin e Lidl “divorano” il settore Discount. E Aldi?

Nel 2021 le sole insegne Eurospin e Lidl hanno incrementato i ricavi di oltre 1 miliardo rispetto al 2020. Nessun altro player come loro. L'articolo traccia un dettaglio delle quote di mercato di tutte le insegne del segmento discount, mettendo in evidenza le evoluzioni delle singole. Non mancano le sorprese rispetto alle quote dichiarate dagli Istituti di Ricerca, il calcolo basato sui bilanci di esercizio (Inclusi affiliati) restituisce una fotografia interessante ed originale

Dopo aver esaminato le dinamiche che hanno caratterizzato le prestazioni dei diversi format di discount durante il Covid e Post Covid, in questo articolo metteremo in evidenza quali sono state le evoluzioni delle quote di mercato delle insegne. Ci lasciamo, dunque, alle spalle, le dinamiche complessive del canale che abbiamo esaminato in un articolo la scorsa settimana per addentrarci sui risultati dei protagonisti del mercato.

Si faccia però attenzione: per quote di mercato si intendono risultati di bilancio di esercizio. Chi non è dentro il mondo del mass market sa benissimo che le quote che normalmente vengono attribuite a tutta la GDO sono realizzate con una metodica che si fonda sulle vendite dell'ampio mondo del grocery con una sorta di estensione algoritmica per arrivare alla definizione del fatturato totale. In questo articolo, invece, l'attività algoritmica esiste, ma si limita alla scomposizione dei punti vendita all'interno di un singolo bilancio di esercizio.

Per chi volesse comprendere meglio quanto appena scritto, rimando ad una intervista che rilasciai sul tema alcune settimane fa, dove spiego con chiarezza queste logiche di conteggio.

Ebbene, come si comportano le singole insegne e cosa è successo nell’anno del Covid ed in quello post-Covid? Per rispondere a queste domande cerchiamo di comprendere gli effetti che la pandemia ha prodotto su ciascuna delle insegne analizzate e come esse hanno reagito.

Partiamo da un dato interessante: nel 2020, l’anno di inizio pandemia, la somma delle quote (mercato discount) dei primi tre retailers del comparto era pari al 66,7% ma, nel 2021, tale cifra è passata al

68,3%. È palese, dunque, che sia in atto una profonda evoluzione degli operatori che occupano il podio.

In altre parole, nel 2020 c’è stata sicuramente un’evoluzione di tutta la categoria discount, ma raccogliendo ed analizzando i dati anche del 2021, appare chiaro che, all’interno della crescita generalizzata, chi ha beneficiato maggiormente del trend positivo sono le grandi insegne e, nello specifico, i player Eurospin, Lidl ed MD, con i primi due che hanno avuto le "vele spiegate" anche nell'anno post-pandemico.

Prima di proseguire, però, è bene allargare lo sguardo allo scenario europeo e, più in generale, mondiale, limitandoci ovviamente ai Paesi più sviluppati, per fare una riflessione. Gli ultimi anni hanno certamente determinato un avanzamento del formato discount sul campo occupato, un tempo, dai canali tradizionali. Ciò è successo un po’ ovunque. Diciamo pure che in effetti solo negli USA tale fenomeno è stato calmierato da vari fattori, ma in Europa il discount ha trovato terreno estremamente fertile.

Esiste però un elemento che differenzia l’Italia dal resto del mondo, per certi versi. Infatti, mentre da noi il leader (Eurospin) è nostrano, come lo è il terzo classificato (MD), fuori dai confini nazionali, quando si parla di crescita del canale discount, si fa riferimento allo sviluppo di due multinazionali teutoniche: Aldi e Lidl.

Guardando al canale tradizionale mondiale, vediamo una ritirata da diversi paesi da parte di multinazionali come Walmart, appunto, Auchan e Carrefour che, dall’essere presenti su più continenti, stanno cercando di concentrarsi maggiormente sul proprio continente d’origine, se non addirittura nel proprio paese. Per il discount, invece, ciò non avviene perché accade esattamente il contrario, ovvero l’espansione propulsiva, in lungo e in largo, dei due colossi sopra nominati.

Non è, dunque, propriamente corretto parlare di evoluzione del formato ma è bene dire, piuttosto, che due aziende stanno portando convenienza nel mondo, diventando giganti multinazionali dotati di cospicue risorse con fantastiche sinergie.

L’espansione dei due player internazionali avviene perché il formato è di successo, ormai ciò è evidente e l’Italia, dove peraltro Lidl cresce molto, ne è un esempio. Diciamo che è un peccato vedere il nostro Eurospin, per citare il leader, non potersi espandere in Paesi limitrofi come la Francia e, più in generale, nel Sud Europa, ma tant'è.

Comunque, ultimata la divagazione, constatiamo che il 2020 ed il 2021 sono stati anni caratterizzati dalla crescita del formato. All’interno del formato, però, almeno in Italia, si rafforzano alcune dinamiche che vanno a vantaggio dei leader.

Eurospin, nella fattispecie, è passata da una quota del 29.1% ad una del 30.4%. Lidl passa dal 22.7% al 24.1% ed MD, per finire, ha perso un punto, scendendo dal 14.9% al 13.8% (si faccia attenzione, la quota è la somma delle vendite al dettaglio da negozi ad insegna MD).

Se andiamo a vedere i fatturati, ci accorgiamo della forza dei primi due player. Eurospin arriva a quasi 7 miliardi, ottenuti sommando le vendite di diretti e affiliati. Lidl, attraverso la sua rete di punti vendita, tutti rigorosamente diretti, raggiunge i 5.5 miliardi con il bilancio chiuso a febbraio 2022.

MD è a 3.17 miliardi circa, crescendo con i negozi diretti e decrescendo con gli affiliati nel 2021 rispetto al 2020. Ricordiamo che MD nel 2020 ha prodotto crescite impressionanti perché la propria rete consta prevalentemente di store di prossimità che, nel 2021, hanno visto generalmente uno scenario di sviluppo peggiore rispetto all'anno precedente.

Seguono Rewe (Penny) con 1.2 miliardi di euro di vendite, Dpiù con 1.1 miliardi ed IN’s con un miliardo. Possiamo concludere che, attorno al miliardo di fatturato, troviamo diversi operatori, compreso Todis che, comunque, produce 950 milioni circa.  Per Todis precisiamo che non si tratta del fatturato Cedi (Iges Srl) ma della somma delle vendite degli imprenditori associati ad Iges i quali, ad ogni modo, non sono solo quelli di PAC2000A (capogruppo).

Aldi non deposita i bilanci ma si suppone fatturi circa 600 milioni di euro (calcoli algoritmici). Ci sono poi i discount nell’orbita Despar, ovvero gli “Ard” della Ergon SpA che, adesso, ha fatto un accordo con Maiora per costituire “Ardita”, società che ha il mandato di sviluppare l’insegna nel Sud continentale, per così dire. Ovviamente, ci sono anche una serie di altri player più o meno forti a livello regionale e interregionale

Cosa possiamo arrivare a dire, a questo punto dell’analisi? Il grande mercato discount è senza dubbio in crescita ma, se guardiamo i numeri, è un’arena che si concentra, dove i primi due player rafforzano la propria posizione di vantaggio con un’importante crescita.

Le evoluzioni più rilevanti sono quelle di Eurospin e Lidl. Sono loro a crescere di più, partendo già da una base rilevante. Guardando i valori assoluti, la crescita di Eurospin è di 623 milioni e quella di Lidl di 561. In due raggiungono più di 1 miliardo di incremento in un mercato da 22/23 miliardi. Tutti gli altri sono lontani anni luce da questi valori.

Nel mondo, la crescita del discount è determinata da due grandi multinazionali. In Italia, cambiano gli attori, perché Aldi non fa la parte del leone, ma la situazione è analoga, 2/3 aziende trainano il mercato.

 

 

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Massimo Schiraldi
Massimo Schiraldi
Fondatore e Amministratore della Netbound, società specializzata nel management consulting indirizzato al Retail ed all’industria alimentare, è appassionato del commercio in tutte le sue forme. È stato membro del CdA ed Amministratore Delegato di società operanti nella produzione e distribuzione di beni di largo consumo. Ha viaggiato in Europa e negli Stati Uniti (dove ha risieduto) per analizzare le formule di retail con le migliori performance. e-mail: m.schiraldi@netbound.net

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