Tammaro (La Doria): “Bene il 2021, ora inevitabile aumentare i prezzi”

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Giuseppe Tammaro è direttore commerciale di La Doria, leader italiano del settore conserviero, controllata dal fondo Investindustrial e con sede ad Angri (Salerno).

Come sono andati i conti del 2021?

Il fatturato al 2021 ammonta a 866 milioni di euro, in aumento del 2.1% rispetto al 2020. La “linea rossa” rappresenta il 20,9% del fatturato e rispetto allo scorso anno mantiene una notevole stabilità (+0,4%). Il fatturato della linea dei sughi pronti, che corrispondono al 14,6% del fatturato, mostra una crescita, rispetto allo scorso anno, del 10.7%. La crescita è imputabile alla favorevole tendenza dei volumi dovuta, in particolare, al contributo del mercato britannico che continua a performare positivamente e alla forte crescita del mercato americano.

Cosa vi aspettate per i prossimi mesi, a partire dalla ripartenza autunnale?

Il conflitto Russia-Ucraina ha determinato un’incertezza sull’approvvigionamento dell’olio di girasole, ingrediente chiave delle nostre ricette dei sughi, e un rialzo dei costi di energia e imballi primari, come la banda stagnata. Il nostro auspicio per i prossimi mesi è una normalizzazione dei rialzi delle voci di costo che più impattano la nostra produzione.

Quanto impatta l’attuale scenario inflattivo sui vostri costi di produzione, sui margini messi a budget e sulle strategie commerciali? Avete rivisto i vostri budget?

Lo scenario internazionale ha sicuramente un forte impatto sui costi di produzione. In primis i costi energetici, ma anche gli imballi primari e secondari, la carta, i trasporti. Poi sui sughi impatta in maniera importante l’incremento che hanno subito i semi-lavorati, concentrato di pomodoro e polpa industriale. Tutte le voci sono interessate da richieste di aumento. Ci saranno delle riduzioni dei margini messi a budget e vi sono stati dei processi di revisione del budget, con versioni aggiornate sui costi e sulle stime.

Quali strategie intendete attuare per fronteggiare la situazione?

Gli aumenti dei costi sono molto sostenuti e sono tali che non vi è alcuna possibilità di non trasferirli al trade e al consumatore. Noi abbiamo contattato tutti i nostri clienti per condividere nuovi livelli dei prezzi di cessione.

A quali voci va ricondotto principalmente l’aumento dei costi? Oltre al problema del prezzo, sperimentate anche difficoltà di reperimento delle materie prime?

Come detto in precedenza gli aumenti operano in maniera trasversale su tutti i materiali. Si, vi sono anche difficoltà di reperimenti delle materie prime, ad esempio il vetro e la banda stagnata. Anche i fornitori di carta hanno contingentato gli ordini.

Qual è lo stato delle negoziazioni con la GDO?

Vi sono state e vi sono tensioni nelle trattative. La difficoltà della GDO è quella di trasferire gli aumenti sui prezzi al pubblico, ma è un percorso inevitabile. Quando si devono gestire aumenti dal 30 al 50% non è pensabile una gestione che non preveda l’aumento del prezzo al pubblico.

State chiedendo il riconoscimento di un prezzo più alto?

Si, stiamo chiedendo revisioni dei prezzi di cessione.

Qual è la loro risposta?

Rientra nella dinamica delle trattative cercare di diminuire la percentuale di aumento e di posticipare la data dei nuovi listini.

Intendete ritoccare il listino prezzi rispetto alla stagione 2021?

Si, i prezzi saranno rivisti.

Le scelte dei consumatori sono cambiate nel corso degli ultimi due anni, prima per la pandemia e adesso per la guerra?

La tendenza più attuale è l’attenzione verso le ricette sempre più salutistiche. I consumatori finali sono sempre più attenti all’equilibrio dei nutrienti all’interno dei prodotti alimentari, questo trend ha sviluppato le gamme di prodotti a ridotto contenuto di sale, free from e bio. Grande interesse è rivolto, inoltre, all’utilizzo di materie prime di qualità, come il pomodoro 100% italiano provenienti da agricoltura sostenibile, tracciata e certificata. Relativamente al packaging l’attenzione del consumatore è rivolta all’utilizzo di materiali quanto più possibile sostenibili, riciclabili e rispettosi dell’ambiente. Su questi argomenti il trade dei mercati internazionali ha iniziato ormai da tempo un percorso di maggiore attenzione, sviluppando una cultura ed una sensibilità che li porta ad una sempre maggiore attenzione.