Benchmark: i conti di Conserve Italia, La Doria, Star, Mutti e Casalasco ai raggi X

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In questo articolo mettiamo a confronto l’andamento dei conti di quattro fra i principali player attivi sul mercato italiano delle salse di pomodoro, partendo dai risultati del bilancio 2021 per poi approfondire l’analisi con uno sguardo all’andamento degli ultimi cinque anni.

Le imprese esaminate sono Conserve Italia, La Doria, Casalasco Società Agricola, Star e Mutti.

STAR nasce nel 1948, quando Regolo Fossati fonda uno stabilimento a Muggiò, in Brianza: l’impresa porta il nome, tradotto, della moglie Stella Pogliani e lancia il Dado. Negli anni Sessanta è la volta del celebre Gran Ragù, segue, negli anni Settanta, Pummarò. Oggi STAR appartiene alla multinazionale GBfoods, colosso attivo oltre 50 Paesi in Europa e in Africa che fattura 1,3 miliardi l’anno e conta 3.600 dipendenti.

Conserve Italia è un Gruppo cooperativo con sede a San Lazzaro di Savena (BO), leader in Italia nel settore della trasformazione alimentare, che associa oltre 14.000 produttori agricoli e lavora 580.000 tonnellate di frutta, pomodoro e vegetali in 13 stabilimenti produttivi, di cui 10 in Italia, 2 in Francia e uno in Spagna. Il fatturato del Gruppo Conserve Italia è di 872 milioni di euro. Conserve Italia dà lavoro in Italia a oltre 3.000 persone tra lavoratori fissi e stagionali e detiene marchi storici del made in Italy alimentare come Cirio: con questo brand nel luglio scorso ha lanciato la nuova passata premium prodotta con i pomodori della filiera di Albinia, in Maremma.

Mutti – Industria Conserve Alimentari è un’azienda italiana specializzata nelle conserve alimentari, in particolare nel settore del pomodoro, fondata nel 1899 a Piazza di Basilicanova, in provincia di Parma. Oggi è una SPA guidata da Francesco Mutti. Nel 1999 quello Mutti diventa il primo stabilimento ad avere tutta la propria produzione a lotta integrata certificata e No OGM. Nel 2020 Mutti ha lanciato InstaFactory, il nuovo impianto industriale trasportabile che consente di lavorare il pomodoro direttamente sul luogo della raccolta. Ha chiuso il 2021 con un fatturato di 484 milioni di euro. E’ leader nel mercato del pomodoro italiano (34% a valore). Nel 2021 per la prima volta la quota dei volumi di vendita nei mercati esteri (51%) ha superato quella del mercato italiano (49%). Ha oltre 500 dipendenti diretti e più di mille stagionali, tre siti produttivi tra Parma e Salerno.

La Doria Spa, quartier generale ad Angri (Salerno) è a capo dell’omonimo gruppo, leader nel settore conserviero e, in particolare, nella produzione e commercializzazione di derivati del pomodoro, sughi pronti, legumi conservati, succhi e bevande di frutta. La Doria ha realizzato nel 2021 un fatturato consolidato di 866 milioni di euro. E’ controllata, direttamente e indirettamente, da Amalfi Holding Spa, il cui capitale sociale è indirettamente detenuto per il 65% da società di investimento del fondo Investindustrial (entrato nel capitale a gennaio scorso) e per il restante 35% da alcuni membri della famiglia Ferraioli. Nel maggio scorso è uscita da Borsa Italiana dove è stata quotata per 27 anni, da ultimo al segmento Star. La Doria è oggi il primo produttore europeo di legumi conservati, di pelati e polpa di pomodoro nel segmento retail ed è anche il primo produttore in Europa di sughi pronti private labels, segmento attraverso il quale genera il 97% del fatturato di gruppo. Ha sei siti produttivi in Italia e vanta posizioni di leadership anche nel Regno Unito, in Australia e Giappone, in Germania e nei Paesi Scandinavi.

Il Casalasco Società Agricola è nato nel 1977 in provincia di Cremona come cooperativa che riuniva tutti i produttori di pomodoro del territorio. Oggi riunisce 560 aziende agricole ed è il primo gruppo italiano per la produzione e la trasformazione del pomodoro, il terzo in Europa. Detiene i marchi Pomì, De Rica e Gustodoro. Al consorzio vengono conferiti i pomodori coltivati su 7.500 ettari di campi, la capacità di trasformazione è pari a oltre 560 mila tonnellate di pomodoro fresco. Conta su 3 siti produttivi, 52 linee di confezionamento e sforna 566 milioni di pezzi l’anno con il lavoro di oltre mille dipendenti. Presente su 74 mercati, ha fatturato circa 350 milioni di euro nel 2021, generati per il 70% attraverso l’export (è presente in 60 Paesi). All’inizio del mese di luglio, il Casalasco ha acquistato il 73,8% di Emiliana Conserve con il sostegno del fondo di investimento QuattroR, recentemente entrato nella compagine sociale del gruppo. Obiettivo dell’acquisizione è consolidare ulteriormente la leadership a livello internazionale: l’ingresso di Emiliana Conserve nel perimetro, collocherà il Casalasco Società Agricola tra le prime dieci aziende al mondo del settore con un volume d’affari previsto di mezzo miliardo di euro.

I conti del 2021, che analizzeremo nel dettaglio, mostrano aziende in crescita per fatturato rispetto al 2020 (tutte, tranne una lieve flessione per STAR) ed evidenziano l’elevata incidenza delle spese per servizi che caratterizza il comparto rispetto ad altri segmenti produttivi: questo è un campanello d’allarme per i mesi a venire perché il bilancio del 2021 riflette gli aumenti per logistica e trasporti che si erano già palesati nel secondo semestre dell’anno 2020 alla ripresa post pandemica, ma non tiene conto dell’esplosione dei costi che si è verificata nel 2022 soprattutto dopo lo scoppio della guerra fra Russia e Ucraina. Nelle spese per servizi sono comprese moltissime voci, incluse quelle relative al costo dell’energia. Pertanto, i margini che ancora tengono nei risultati 2021 rischiano di risultare letteralmente polverizzati nel prossimo bilancio, relativo all’esercizio attualmente in corso.


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