Coop Italia si trova, come il resto della GDO, in un terreno di battaglia complicato per l’incremento indiscriminato dei prezzi ed il timore di perdere clienti e fatturato: la difesa del caro vita, che si traduce nella ricerca del miglior prezzo a scaffale contro le spinte inflattive che stanno mettendo in difficoltà il mercato: questa è diventata una missione imprescindibile.
Coop Italia, lo abbiamo visto nei progetti “rivoluzionari” da poco dichiarati al mercato sull’evoluzione della propria MDD, è molto concentrata in un momento così delicato, e questa estrema attenzione si traduce, in termini operativi, in attività che si compiono all’interno delle diverse aree merceologiche.
Elisa Cortesi è una category manager di Coop Italia e si occupa delle categorie della prima colazione, ovvero di quella parte del grocery che, per diverse ragioni, è sotto l’attacco degli aumenti di prezzi. Dal caffè, tema delicatissimo per il pessimo raccolto in Brasile nel 2021, alle marmellate tutto è rincarato, oggi i fornitori si presentano spesso con richieste di incremento che Coop Italia e le cooperative sul territorio devono saper gestire con estrema attenzione.
Qual è la strategia di Coop su queste merceologie? “Fino ad oggi stiamo scaricando alla vendita meno di un quarto rispetto all’aumento di costo che abbiamo già incamerato – afferma Cortesi – e non è andata diversamente nelle altre categorie.”
Insomma, le Coop sanno che devono compiere un sacrificio in difesa del potere di acquisto dei consumatori.
Le richieste di incremento dei listini da parte dell’industria sono frequenti?
“Già all’inizio della tornata contrattuale ci venivano segnalati forti aumenti determinati dal costo delle materie prime, degli imballi, dell’energia e dei trasporti – spiega la manager – con tempi di spedizione e di reperimento molto allungati rispetto al passato. Su segmenti come le marmellate si aggiunge il costo di una produzione agricola molto scarsa, frutto dello stravolgimento climatico.”
Non è solo un problema di incrementi dei prezzi ma, come si è già ascoltato da altri colleghi di Elisa Cortesi di altre catene dalla GDO “Lo scoppio della guerra in Ucraina ha complicato ulteriormente lo scenario di mercato. Viene addirittura a mancare ciò che serve per produrre: cartoni, imballi, vetro, capsule e pallet. Chi riesce a trovare ciò che manca, lo paga a caro prezzo.”
Quindi i prezzi alle stelle che non vengono scaricati a valle sono una parte importante dei problemi, ma non sono tutti. Esiste anche una difficoltà nel reperimento dei materiali.
E le relazioni con i fornitori?
“La tensione prezzi è molto alta ma il rinnovo degli accordi procede regolarmente. Come azienda stiamo facendo tutto il possibile per cercare di garantire il livello di servizio a punto vendita.”
Le richieste di incremento sono frequenti?
“Stiamo ricevendo richieste di incremento almeno triple rispetto all’anno precedente. Fino allo scorso anno eravamo abituati a gestire richieste di incremento molto contenute e sporadiche. Ora ci troviamo di fronte a richieste di aumento improvvise, diffuse, ripetute e non pianificabili”.
La relazione con i fornitori non sembra tesa dalle affermazioni della manager di Coop, l’impegno vero del colosso cooperativo è quello della tutela del potere d’acquisto dei suoi consumatori.







