La crisi dei prezzi potrebbe cambiare le quote di mercato. Il caso Aldi in UK

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Il tema dell’inevitabile incremento dei prezzi e delle difficoltà delle famiglie a causa della crescita dei costi energetici è all’ordine del giorno in Italia come in UK.

Lo ha spiegato Giles Hurley, amministratore delegato di Aldi UK, il quale ha affermato che mentre il 2021 è stato un “anno lungo e difficile” per molti, guardando al futuro, “la priorità assoluta per la maggior parte delle famiglie quest’anno sarà la gestione del budget familiare di fronte all’aumento del costo della vita”. La strategia di Aldi in Inghilterra è stata palesata: il suo obiettivo è offrire ai clienti i prezzi più bassi ponendo le basi per una rinnovata guerra contro tutto il mercato proprio sui prezzi stessi, mentre i clienti sono alle prese con l’aumento del costo della vita.

Quindi: nel momento in cui il consumatore si troverà maggiormente in difficoltà perché a parità di salario dovrà sostenere maggiori costi per sopravvivere, ed allo stesso tempo si troverà di fronte ad incrementi di prezzi al consumo anche nei supermercati, i quali saranno costretti sia dagli incrementi portati dall’indutria e, alla stessa stregua, dagli incrementi dei loro costi di gestione, Aldi sarà ancor di più loro paladino garantendo i prezzi più bassi. “In quanto supermercato più economico della Gran Bretagna – ha concluso Hurley in modalità Draghi BCE – Aldi offrirà sempre i prezzi più bassi qualunque cosa accada“.

È interessante questa lettura perché lo scenario è indicativamente uguale a quello attualmente presente in Italia ma con una differenza: le ambizioni dei discounter sono dichiaratamente quelle di scalare rapidamente la vetta per insidiare la leadership dei colossi del mercato.

Aldi UK ha, infatti, dichiarato che nei suoi piani strategici vi è la creazione di 2.000 posti di lavoro nel solo 2022, ed investimenti pari a 1,3 miliardi di sterline in due anni rivolti all’apertura di 100 nuovi punti vendita e di uno o più centri di distribuzione.

Si faccia attenzione perché in UK i punti di vendita, in numerica, sono una terza parte rispetto a quelli presenti in Italia, 100 aperture hanno un valore totalmente differente rispetto a quello che potrebbe avere in Italia.

In buona sostanza il leader di mercato del canale discount inglese cosa fa? Nel momento di maggiore criticità dei prezzi si vuole affermare come il leader del risparmio, e per fare ciò investe – pesantemente – cifre che in Italia sono impensabili anche per i discounters, per incrementare ancor di più le sue quote e, quindi, con un fortissimo potere negoziale verso i fornitori. In definitiva il gigante tedesco sta utilizzando questo momento di grave difficoltà, che non sarà breve, per cambiare completamente lo scenario del mercato.

 

 

 

Dott. Andrea Meneghini
Analista ed esperto di Grande Distribuzione alimentare. E’ un attento osservatore delle dinamiche evolutive dei diversi format in Italia ed in Europa. Collabora con alcuni Gruppi della GDO italiana nelle aree di crisis communication management e news management. Affianca la Direzione Generale di alcuni Gruppi della GDO nella gestione delle strategie aziendali. Collabora anche con aziende del Mass Market Retail all'estero come assistant manager sull'italian food. Si può contattare scrivendo a meneghini@gdonews.it

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