mercoledì 22 Aprile 2026

I primi nove mesi dell’anno nelle vendite in GDO (LCC dati IRI): drugstore e discount tengono. I cali della GDO tradizionale spaventano

E' decisamente curioso valutare il mercato nel suo andamento progressivo (dal 1 gennaio sino alla fine di settembre) perchè le risultanze che ne derivano pongono in risalto i seguenti dati: il mercato (inteso come vendite dei comparti LCC dei canali super+iper+piccoli negozi LSP + drug + discount) cresce rispetto al 2020 che, sino al settembre dello scorso anno, era fortemente in positivo rispetto all'anno precedente. Però, a differenza che nel 2020, la crescita è soprattutto determinata da due format, i discount ed i drugstore. Il resto della GDO, ovvero quella tradizionale, annaspa tra lo 0 ed 1%.

Il secondo dato è quello dell'inflazione: dal mese di settembre questa si rivela nonostante per i primi sei mesi dell'anno si sia assistito ad un curiosissimo effetto deflattivo semplicemente determinato da alcuni picchi di inflazione avvenuti nel periodo del primo periodo pandemico.

Tutti questi dati, letti in un momento di fortissime tensioni per la contrazione delle vendite ed in un periodo di picco inflattivo, come non si vedeva da anni fa riflettere, perchè ci consegna definitivamente ad una nuova stagione: quella post pandemica, in un limbo che non ha nulla a che vedere con il 2019, ma che insinua tra la fine della pandemia fatta di restrizioni governative che hanno condizionato fortemente le vendite di tutti i canali della GDO e non solo, ed il ritorno alla normalità, ben lontana dal concretarsi.

Il mondo delle vaccinazioni periodiche e delle moderate libertà ci ha consegnato un "ritorno" al commercio pieno di insidie che si sono rivelate dopo l'estate e che i numeri delle vendite non hanno ancora registrato.

L’aggiornamento dei dati IRI sulle vendite del Largo Consumo confezionato sino al mese di settembre nei canali Ipermercati, Supermercati, Libero Servizio-Piccolo, Specialisti Casa e Persona e Discount, nel suo dato progressivo, mostra ancora una volta un segnale positivo, nonostante il confronto con l’eccezionalità registrata nel 2020. Sono 58,8 miliardi gli euro di vendite a valore per un incremento del +3,5% (percentuale che sale al +4,3% se si prendono in considerazione i volumi).

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