I vini e la GDO: quali sono le insegne dei supermercati e dei discount preferite dai consumatori?

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Il reparto vini rappresenta una solida certezza nelle vendite della grande distribuzione, ed il Covid ha fortemente accelerato questa tendenza. Sino al 2019 queste erano caratterizzate da piccole crescite, con il Covid i consumi sono cresciuti notevolmente ed il 2020 nel comparto è stato un anno tanto anomalo quanto positivo per la GDO, chiuso con un importante incremento, pari al 7,3%.

È chiaro che questi numeri vanno letti nel contesto della pandemia che ha fortemente ridotto l’accesso ai ristoranti, dirottando quindi il consumo di vino verso la GDO, soprattutto nel secondo e quarto trimestre e in parte del primo.

In ogni caso le stesse vendite furono alquanto singolari nei suoi segmenti, alcuni esempi: il vino fermo è cresciuto quanto i vini spumanti, il vino rosso tanto quanto quello bianco e, da ultimo, con volumi in forte crescita, praticamente l’opposto di quello che si era abituati a leggere dalle vendite del passato. Per tutte queste ragioni il 2021 era decisamente temuto.

Cosa è successo quest’anno? Il 26 ottobre alle ore 15 Cibus Lab, il workshop organizzato da Fiere Parma, GDONews, IRI e Istituto Piepoli (iscriviti qui per partecipare alla diretta o per poterlo vedere in differita sul post) si occuperà di vini ed analizzerà questi ed altri aspetti legati alla categoria ed alla sua relazione con la grande distribuzione.

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Intanto alcuni numeri che IRI fornisce sul 2021: le vendite aggiornate a AT settembre 2021 indicano un fatturato di 1,86 miliardi di euro, esclusi i discount (vedi tabella sotto). La crescita sul 2020 è stata pari al 6,2% (vedi tabella e grafico sotto), però il dato a volume è decisamente differente (vedi tabella) e proprio questa risultanza sarà oggetto di analisi durante la diretta LIVE. Ottima la performance dei vini Docg e Doc (+9,4%) e dei vini Igp/Igt (7,2%), sebbene in entrambi i casi le vendite a volume e quelle a valore appaiono decisamente discordanti. Il vino comune, infine, ha sofferto molto (vedi grafico sotto) sia nelle vendite a valore che a volume.

Non vi sono però dubbi: l’ultimo anno e mezzo di vendite è stato decisamente importante per la grande distribuzione, non tanto per il forte e continuo incremento, quanto per un aggiornamento delle scelte dei consumatori. Nei dati forniti da IRI si scorge una curiosa anomalia: il nord ovest è il territorio che, in proporzione, vende più vino rispetto agli altri territori (37% di quota di mercato, vedi grafico sotto), eppure il canale ipermercati è decisamente latitante: solo il 12% delle vendite proviene da formati di vendita superiori a 2500 mq. Com’è possibile? Infine anche il centro Italia esprime quote più che proporzionali rispetto alle vendite totali della GDO (vedi grafico sotto).

Altrettanto interessante è la relazione tra consumatore finale, i vini e la GDO dopo l’era del Covid letta dal punto di vista emozionale, ovvero del consumatore non condizionato dalla spesa al supermercato. Istituto Piepoli sta conducendo in questi giorni una ricerca che presenterà durante la diretta decisamente interessante: quanti italiani prediligono acquistare vini nella GDO tradizionale? e nei discount? e nel canale on line? La pandemia ha aggiornato il comportamento dei consumatori ed è utile comprenderne gli effetti. Ancora: qual’è l’insegna della GDO a cui il consumatore associa la sua preferenza d’acquisto? Ed invece qual’è il discount con il miglior assortimento secondo i consumatori? Tutte domande per nulla scontate e che sono informazioni decisamente interessanti, sia per il retail che soprattutto per l’industria di produzione.

Gli anni della crisi (2008-2015) avevano fatto comprendere che i vini nei supermercati dovevano costare attorno ai 3 euro. Le vendite sopra quella battuta erano rare, e quella fascia prezzo rappresentava oltre l’80% del totale. Oggi si legge sui giornali e sulle riviste di settore che nell’epoca Covid e post Covid quest’abitudine è cambiata: l’attenzione al reparto è decisamente differente; anche i discount oggi presentano in assortimento bottiglie di pregio, soprattutto negli scaffali di Aldi e Lidl (a proposito chi sarà l’insegna che i consumatori preferiscono tra le due?).

Istituto Piepoli analizzerà questo aspetto e racconterà quali sono le soglie di prezzi che gli italiani sono disposti a raggiungere per acquistare una bottiglia di vino in GDO. Gli ultimi due temi su cui si concentrerà il noto Istituto di Ricerca sono i seguenti: il consumatore è attento all’offerta dei vini dei suo territorio, oppure ha aggiornato le sue scelte ed oggi la sua attenzione non trova più confini territoriali? Ed infine: le promozioni: davvero il consumatore aspetta le offerte e gli sconti per incrementare i volumi di acquisto dei vini? Non sono per nulla scontate le risposte che gli italiani daranno e che conosceremo il 26 ottobre durante la diretta del Workshop Cibus Lab dedicato a vini e birre artigianali.

Qui sotto per gli abbonati sono disponibili tabelle e grafici relativi alle vendite della categoria vini in GDO aggiornate a settembre 2021 di IRI 

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