Winterbotham Darby, UK: qualità e tracciabilità dei salumi fondamentali per entrare nel mercato

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Qualità e tracciabilità sono parole chiave per le aziende italiane che intendono affacciarsi con i propri salumi sul mercato britannico, sempre attento e interessato a ciò arriva dalla Penisola. Caratteristiche che anche James Evans, manager della divisione food service di Winterbotham Darbyprimo fornitore in UK per glia alimenti mediterranei – ha messo fra quelle principali illustrando la situazione del mercato nel suo intervento nella sezione export del workshop di Cibus Lab “Salumi: prospettive post Covid dei diversi segmenti. Banco taglio, libero servizio e take away”.

“Come azienda abbiamo una lunga tradizione con i salumi italiani – ha detto – ma anche con quelli che arrivano dai fornitori tedeschi, francesi, spagnoli e polacchi. Offriamo al mercato UK una vasta selezione di prodotti provenienti dai principali produttori europei”. Un import quello italiano che ha un appeal davvero significativo: “I vostri prodotti hanno il peso maggiore in termini di valore mentre i volumi più consistenti sono quelli della Germania. A questi due paesi si aggiunge anche la Spagna. Il nostro fatturato si aggira intorno ai 300milioni di euro – ha affermato ancora Evans – i salumi valgono circa la metà di esso e i prodotti italiani ne rappresentano circa un terzo, quindi intorno ai 40 milioni di euro. L’anno scorso abbiamo registrato un’enorme crescita guidata dal Covid che ha costretto le persone a mangiare più spesso in casa e non nei locali”.

Nel Regno Unito – ha proseguito – la private label è guidata dai retailer locali e attualmente è in crescita l’area del biologico anche se l’attenzione maggiore viene rivolta dai rivenditori alla tracciabilità dei prodotti e alla provenienza delle materie prime italiane, nel caso dei salumi anche agli allevamenti dei maiali”. Quanto alle indicazioni geografiche e i marchi Evans ha evidenziato: “Nel mercato del Regno Unito l’iconica corona del Prosciutto di Parma è un tratto distintivo ben riconosciuto che lo identifica come un prodotto premium. La gente sa che quella corona è una garanzia di qualità, così come il marchio I.G.P. sugli altri prodotti italiani che rassicura i clienti sulla tracciabilità e la bontà del prodotto. Questo per noi è importante perché non è sempre facile far capire il valore di ciò che è in vendita e convincere il consumatore che magari non l’ha mai assaggiato”.

Tracciabilità che viene infine indicata da Evans anche come valore su cui devono puntare le nostre aziende per farsi spazio nel mercato d’Oltremanica: “I prodotti italiani nell’ultimo anno in cui gli ingredienti per cucinare hanno avuto grande importanza, hanno avuto un’ottima crescita che ha riguardato anche la ‘nduja calabrese, la pancetta e altri prodotti. In generale – ha concluso – c’è grande attenzione alla provenienza ma anche lavoro delle aziende e degli stabilimenti, anche in termini di sostenibilità”.