lunedì 20 Aprile 2026

Giappone: la catena di ristoranti Giraud compra direttamente i prodotti italiani. Opportunità per export

“Prosciutti e salami sono alcuni dei più importanti prodotti della nostra azienda. Il 70% dei nostri ristoranti è infatti con insegna italiana e questi prodotti sono molto popolari fra i nostri clienti, quindi rappresentano una parte integrante dei nostri menu”. Lo ha detto Teiichi Nakagawa, catering manager di Giraud Restaurant System Co., catena di ristoranti del Giappone, asse importante di un gruppo con un fatturato di quattro miliardi di euro e oltre centocinquanta attività nel paese del Sol Levante.

Una realtà illustrata da Nakagawa nella sezione export del workshop di Cibus Lab “Salumi: prospettive post Covid dei diversi segmenti. Banco taglio, libero servizio e take away”, in cui ha spiegato: “Dall’Italia importiamo oltre a prosciutto, salame e pancetta anche prodotti come vino, acciughe, pomodoro del Piennolo, farina per pizza e molti altri. Nel 2020 il 5% dei nostri prodotti è arrivato direttamente dall’Italia, inclusi vino, cibo e altre bevande. I prodotti di altri paesi sono stati invece acquistati da diversi grandi importatori giapponesi. Compriamo direttamente solo dall’Italia”.

In merito alla selezione di ciò che viene acquistato il manager ha evidenziato: “Igiene e produzione in sicurezza sono caratteristiche principali per la scelta dei prodotti alimentari, ci assicuriamo che vengano effettuati puntuali controlli di qualità e che si produca nel rispetto delle tradizioni. Utilizziamo anche prodotti specifici kosher, halal oppure organic ma non importanti e apprezzati come gli altri prodotti europei usati comunemente. Per quanto riguarda le indicazioni geografiche  – ha affermato Nakagawa – crediamo che per i prodotti italiani siano molto importanti perché vengono riconosciute dai clienti. In Giappone si stanno facendo piccoli passi avanti, da sei anni è stata introdotta la certificazione IG”.

Così infine sul rapporto con le aziende della Penisola: “Riteniamo fondamentale  incontrare i produttori, conoscerli e scambiarci opinioni. Prima di iniziare un’importazione visitiamo i nostri interlocutori perché vogliamo vedere dove e come producono e come effettuano i controlli di qualità. È inoltre importante – ha concluso – incontrare le persone coinvolte nella produzione che poi invitiamo sempre in Giappone per venire a provare i nostri ristoranti”.

 

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