BrewDog: da un battibecco su Twitter ad una birra in esclusiva. Il caso di ALD IPA in UK

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È iniziato tutto con un battibecco su Twitter. Nell’agosto 2020 era possibile trovare sugli scaffali di ALDI UK la Anti-Establishment IPA. Una IPA da 5,6% abv, in una lattina azzurra che davvero ricordava molto per la sua grafica, i font e la descrizione del prodotto, la più celebre e più rappresentativa tra le birre di BrewDog, Punk IPA.

James Watt, fondatore di BrewDog noto per la sua sagacia sui social, non ci ha pensato due volte e ha annunciato la produzione di una nuova Ipa a marchio BrewDog, (YALDI IPA) chiedendosi se il colosso della GDO tedesco sarebbe stato disponibile a venderla nei suoi canali. La risposta, sempre a mezzo Twitter, non tarda ad arrivare. Aldi UK propone di cambiare il nome in ALD IPA e di parlarne insieme davanti ad una birra.

Poteva fermarsi tutto qui, ma l’irriverenza e la caparbia sfacciataggine a cui ci hanno abituati i ragazzi di BrewDog dal 2007 ad oggi, unita alla tempestività del team in produzione, ha portato alla creazione della ALD IPA che solo poche settimane dopo era sugli scaffali di Aldi UK. Più di 350.000 lattine distribuite in 4 settimane su 900 punti vendita in tutto il Regno Unito.  In più, per ogni cartone di birra venduto, ALDI e BrewDog si sono impegnati a piantare un albero nella BrewDog Forest.

Nel 2021 la collaborazione tra Aldi e BrewDog è stata rinnovata e ALD IPA ha raggiunto anche i punti vendita tedeschi. Che questa partnership possa estendersi a nuove nazioni in Europa?

BrewDog è un caso unico nel panorama della birra artigianale. Nato nel garage di un paesino nel nord della Scozia, oggi conta su due birrifici in Europa – a Ellon nella sua sede centrale e a Berlino – un birrificio negli USA, a Columbus (Ohio), e uno in Australia a Brisbane, più di 100 bar e migliaia di fan e supporter in tutto il mondo. È celebre per le sue birre che hanno portato la rivoluzione dei luppoli americani in Europa, ma anche per il suo modello di business definito Anti business-business model, incentrato sul concetto di community.

Nel 2009 infatti, a soli due anni dalla sua nascita, viene lanciata la prima campagna di crowdfunding, Equity For Punks. James Watt e Martin Dickie, i due fondatori, chiedono ai loro fan di supportarli non solo bevendo le loro birre, ma diventando in parte proprietari dell’azienda stessa. Più di 1200 persone accolgono la proposta, supportando un progetto in cui si identificano fino in fondo.

Oggi BrewDog è un birrificio che parla ad appassionati e neofiti e fa da apripista a chi assaggia una birra artigianale per la prima volta. Da sempre il birrificio si impegna ad affrontare il problema della sostenibilità ambientale grazie ad una serie di azioni concrete, tra cui la creazione di una vera e propria foresta da 800 ettari circa, e proprio per questo è diventato una B-Corp.
BrewDog riesce, pur mantenendo sempre al centro dell’attenzione la qualità dei suoi prodotti e le sue birre dalle luppolature coinvolgenti e dal gusto deciso, a creare e trasmettere valore.

Le birre di BrewDog sono disponibili in Italia a partire dal 2009 grazie alla collaborazione con Ales&Co, importatore e distributore di birra artigianale che dal 2006 ha l’obiettivo di portare nel bel paese il meglio dei birrifici internazionali. Ales&Co oggi seleziona ed importa i prodotti di oltre di 30 birrifici provenienti da Regno Unito, USA, Danimarca, Germania e Rep. Ceca ed è partner di riferimento per gli operatori HO.RE.CA e GDO per la categoria birre artigianali.

 

 

 

 

 

 

 

Contatti
Natascia Tion – Sales&Marketing Manager: natascia@alesandco.it
Francesco Licchelli – Off Trade Manager: francesco@alesandco.it
Sito web: www.alesandco.it
BrewDog: www.brewdog.com