6,5 miliardi di euro fatturati nel 2020 non da una sola ragione sociale, bensì dalle imprese ad essa legate. Lidl Italia è la seconda insegna nel ranking dedicato esclusivamente al format discount ed è però la prima azienda (ragione sociale) in termini di volumi di fatturato, con circa 5 miliardi di euro di ricavi nel 2020. La terza insegna del mercato del discount è MD con oltre 3 miliardi di euro di fatturato, prodotto sia con negozi di proprietà che affiliati. Si noti la debita differenza tra quota di mercato dell'insegna e quota di mercato dell'azienda, distinzione che non è un dettaglio.

In termini di concentrazione delle insegne e dell’offerta, il mondo del discount è decisamente strutturato, infatti le prime tre insegne realizzano oltre il 66% dell’intero fatturato nazionale che, nell’anno della pandemia, ha superato i 21 miliardi di euro, secondo i calcoli del database di GDONews.

Dietro questi tre grandi protagonisti, in attesa dell’evoluzione che un gigante come Aldi sarà in grado di compiere, il mercato è composto da altri cinque player che, nei loro piani di crescita agevolati lo scorso anno, realizzano ricavi attorno a 1 miliardo di euro ciascuno, chi più e chi ancora meno ma non lontano.
Il gruppo Rewe con insegna Penny Market, azienda italiana di proprietà tedesca, è il quarto attore del mercato ed il suo fatturato nel 2020 si è avvicinato a 1,2 miliardi. Chi risultano essere cresciute notevolmente lo scorso anno sono le aziende che si cimentano nell’offerta discount all’interno della Centrale Selex, in cui il fatturato è stato di oltre 1,1 miliardi (Maxi Dì, Superemme e GMF).

Anche Conad, con Todis, è cresciuta moltissimo lo scorso anno, arrivando a realizzare quasi 1 miliardo. Medesimo traguardo anche per il gruppo PAM, che ha superato la barriera dei 900 milioni e si appresta ad avvicinarsi al miliardo. L’ultima organizzazione del gruppetto è rappresentata da Italy Discount, una Centrale di acquisti tradizionale che ha saputo, con esperienza e professionalità, costruire un’offerta di prodotti a marchio da condividere con un arcipelago di aziende del mondo retail, spesso prevalentemente impegnate nei formati tradizionali, che all’interno della loro offerta hanno realizzato una struttura simile ad un dipartimento discount, grazie al sostanziale contributo fornito dalla centrale.

Con valori inferiori si trovano altri attori interregionali che hanno saputo costruire attorno ad un brand un’offerta in grado di competere con i giganti del settore: si tratta di Prix Quality, prevalentemente operante nel nord est, Sogegross con Ekom (gruppo Agorà), segue Aldi che si avvicina al mezzo miliardo ed a seguire Despar Italia con i discount di Ard in Sicilia, del gruppo Ergon.

Se da un lato le luci della ribalta sono per i tre grandi protagonisti che, assieme, producono quasi 2/3 dell’intero volume d’affari del format, dall’altro lato non si può ignorare come alcune insegne tradizionali abbiano raccolto eccezionali benefici nell’affrontare questo mercato. Il gruppo Selex e Conad, i due leader del mercato nazionale della prossimità, si ritrovano appaiati anche nella crescita dei discount, con metodi diversi, ma con risultati molto simili. Così come PAM, se da un lato i formati tradizionali hanno portato negli ultimi anni a qualche difficoltà, è innegabile quanto In’s Mercato risulti essere una realtà rilevante, in quanto fatturare quasi 1 miliardo di euro significa realizzare un progetto di successo.
Il Gruppo Agorà, grazie a Sogegross con Ekom, è presente in un mercato che è in grado di portare indubbi benefici ai volumi delle limitate grandi marche presenti nell’offerta, e sicuramente a margini interessanti (affiliazione) per il bilancio di Sogegross.

Anche i discount, così come tutta la Grande Distribuzione italiana, trovano nei negozi di immediata prossimità (non ultra) il format prevalente. Circa il 70% del fatturato è infatti prodotto da negozi con metrature che vanno da 400 a 1000 mq. Questo dice molto sullo sforzo che essi stanno compiendo per riuscire a costruire un’offerta dove i freschi rappresentano una colonna portante, talvolta con banchi serviti, con il no food che è sempre centrale e dove, oramai, le 2500 referenze cominciano ad essere strette, in quanto le categorie si stratificano sempre più, segmentando così le necessità e dando vita alle carte di fidelizzazione. Solo il 19% del totale del fatturato è rappresentato, infatti, da quelli che possiamo denominare i formati moderni, negozi oltre i 1000 mq, dove la media è di poco inferiore ai 1500 ma che tende già nel presente ad esprimersi al meglio con 2000 mq.

Una piccola fetta di fatturato è rappresentata anche dall’ultra prossimità, da piccoli negozi da 100 a 400 mq, spesso di affiliati e più presenti nel sud Italia, realtà che hanno bacini di utenza limitati ma che, comunque, ancora rappresentano l’11% del fatturato.
Le strategie dei grandi player sono differenti non solo nel tipo di offerta che propongono al consumatore, negli assortimenti, nelle strategie legate ai freschi e freschissimi o nella pressione promozionale, ma anche nelle strategie di sviluppo delle rispettive reti, e trattandosi di imprese che hanno vocazione nazionale è interessante tracciarne un quadro.

In area 1 tutti i principali players si scontrano in modo abbastanza netto. Il leader di fatturato è Lidl, seguito da Eurospin e MD. Penny Market (Rewe) segue registrando un importante fatturato, quasi la metà del suo totale, e In’s (PAM), che al contrario in area 1 sviluppa sorprendentemente più della metà del suo fatturato. Segue Ekom (Agorà-Sogegross), Selex che opera con DPiù di Maxi Dì nel nord e Aldi che, come si ricorderà, ha costruito in questo territorio il suo primo negozio.

Restano invariate le prime due posizioni in area 2, con Lidl che si conferma leader dei discount al nord ed Eurospin. Seguono con ricavi più contenuti ma similari, il gruppo Selex e Prix Quality. Volumi d’affari dimezzato rispetto ai precedenti, ma comunque consistenti, per MD, gruppo Pam e Aldi. Ricavi interessanti per Italy Discount, a seguire Rewe. Chiudono la classifica Agorà Network, Leader Price, Gruppo Tuo e Negozi indipendenti nettamente distaccati.

Sorprese in area 3, in cui Eurospin si attesta come leader assoluto del settore chiudendo il 2020 con un fatturato di poco oltre i 2 miliardi di euro. Vendite nettamente al di sotto per Lidl, che nel Centro Italia raggiunge il suo volume d’affari più basso, segno di un’ascesa che non accenna ad arrestarsi. Seguono Conad, con l’insegna Todis e MD che in quest'area sta crescendo molto. Raggiungono ricavi similari Selex e Rewe, presente in Italia con Penny Market. Continuano il grafico in ordine decrescente gruppo Tuo e gruppo Pam. Distaccati rispetto al gruppo, Italy Discount e Agorà Network, al di sotto della metà del totale del proprio fatturato totale per entrambe le insegne.

Eurospin si riconferma leader del settore dei discount anche in area 4, presentandosi al sud con un fatturato pressoché identico a quello raggiunto nella precedente area analizzata, pari ad un terzo del ricavo totale. Volumi d’affari similari per MD e Lidl, che si attestano nel sud rispettivamente con 1,3 miliardi di euro per il primo e 1,1 miliardi di euro per il secondo. Continuano la classifica, sempre in ordine decrescente, Italy Discount con fatturato che supera di poco la metà del suo totale, Despar. Affini i ricavi di Rewe e Conad, entrambe con altre insegne nel settore del discount.